(A come) (L’insidia di) Andromeda – Fred Hoyle, Vittorio Cottafavi

L'insidia di andromedaQualcosa come 17 milioni di persone ricorderanno lo sceneggiato RAI del 1972 "A come Andromeda", numeri impressionanti dovuti certo alla mancanza di scelte alternative ma ancor piu’ fa riflettere cio’ che veniva dato in pasto al grande pubblico in prima serata. Togliendo chi tra i milioni dormiva pesantemente e sommando gli amanti di fantascienza arrivati dopo, resta una bella fetta di popolazione stregata da un’opera non complessa ma nemmeno cosi’ banale di Fred Hoyle e john Elliot, in uno strepitoso bianco e nero girato con molta dignita’ da Vittorio Cottafavi e ben interpretato da icone televisive dell’epoca come Luigi Vannucchi, Paola Pitagora, Tino Carraro e molti altri.
I miei 4 anni di allora non mi permisero di serbare molti ricordi se non qualche immagine, un po’ di paura e molta suggestione ma rimase comunque una voglia feroce e maniacale di rivederlo in molte altre repliche.
Fantascienza per le masse si diceva e il prodotto ben si prestava per la diffusione popolare perche’ quelli erano gli anni della maturita’ dell’esplorazione lunare e lo spazio conquistato non faceva piu’ paura, cosi’ come erano all’ordine del giorno gli antimilitarismi e gli antimultinazionalismi che facevano tanto intellettuale e tanto chic nei salotti bene cosi’ come dal lattaio.
Si perche’ i cliche’ dello scienziato buono, del politico inetto e del militare scemo ed arrogante ci sono tutti a fare da contorno alla storia affascinante di un messaggio radio proveniente dalla costellazione di Andromeda che una volta compreso e decodificato, si rivelera’ un manuale d’istruzioni per un gigantesco supercalcolatore per riprodurre nientemeno che una creatura vivente.
Vannucchi e’ convincente nella parte di scienziato geniale ed anarcoide, "liberal" secondo gli odierni standard, forse perche’ simile a se’ stesso e coinvolto nel dare impronta marcata al protagonista, figura che ben si presta alla conclusione del libro, dello sceneggiato e al suo proseguo del quale andiamo a parlare.
Si perche’ il romanzo "L’insidia di Andromeda" non solo e’ il seguito del primo "A come Andromeda" ma si inserisce cronologicamente dove quest’ultimo termina, con gli stessi personaggi e l’evoluzione della vicenda.
Confesso di non aver letto il primo capitolo ma il suo successore e’ stilisticamente mal scritto e pesante, credo anche a causa di una traduzione che a spanne mi pare orrenda, piena di errori e superficiale, con frasi sgrammaticate e termini incomprensibilmente non tradotti.
Edizione curiosa questa della Feltrinelli, comprata ovviamente nell’ennesima bancarella dell’usato, copertina oro come avrebbe ripreso anni dopo la Nord per la fantascienza, brutto e piccolo font ma non mi risulta che esistano altre riedizioni quindi ce la teniamo cosi’.
Si diceva del testo mal scritto e in fondo se dipendesse dall’autore si potrebbe anche perdonare in quanto scienziato, uno di quelli veri solo prestato alla letteratura e personaggio estroso ed impegnato in innumerevoli iniziative scientifiche e artistiche.
Per tre quarti del racconto non succede quasi nulla, giusto il definire i personaggi non presenti nel primo capitolo, poi le ultime 50 pagine esplodono improvvisamente con una piega da fanta-thriller di quegli anni, coi cattivi che vogliono distruggere il mondo tra grasse risate e devastazioni immani.
Happy ending che piu’ happy non si puo’, banalita’  che accresce la perplessita’  nei confronti di un seguito davvero poco interessante e che desta attenzione per la sola curiosita’ di sapere come va a finire questa vicenda nella nostra memoria da 40 anni.
Storia del passato in tutti i sensi ma un po’ di nostalgia puo’ essere salutare, necessaria persino, piccoli regali che e’ bene farsi di tanto in tanto.

A come Andromeda su Wikipedia
Fred Hoyle su Wikipedia

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