Macbeth Horror Suite – Carmelo Bene

Macbeth Horror SuiteE’ curioso notare quanto l’apparente allontanarsi dal testo e dall’idea di un teatro post-tutto, abbia reso entrambi piu’ accessibili ed esaltati nella loro nuova forma prima destrutturata poi riassemblata tramite i nuovi canoni tecnici ed estetici definiti da Bene.
Egli nella seppur breve prefazione del "Macbeth Horror Suite" su "Opere, con l’Autografia d’un ritratto", in realta’ apre ogni accesso permettendo l’entrata in una dimensione simbolica che nel caso dell’opera shakespeariana, altro non e’ che il sunto, il nervo scoperto degli intendimenti del grande drammaturgo inglese.
Nella prefazione "Macbeth (’82-83) segna la fine della scrittura scenica e spalanca l’avvento della macchina attoriale, sollecitato dall’esperienza elettronica ereditata dalla fase cinematografica e maturata nell’avventura concertistica del poema sinfonico (s)drammatizzato" l’attacco e’ vigoroso e va ben oltre il sospetto di intendimenti bellicosi e rivoluzionari, eppure accade che (s)drammatizzando, Bene sottragga dall’opera l’impalcatura teatrale arrivando al nucleo del testo, rinunciando praticamente a tutto eccettuata una Lady Macbeth comunque depotenziata, lesa e completamente sottomessa all’autarchia del Macbeth, unico protagonista.
Laddove Shakespeare in chiave prefreudiana esternava cupidigia e coscienza umana rappresentandole con le tre fatali streghe, Bene riconduce le voci ad una dimensione interiore, relegando la stessa Lady Macbeth a proiezione di brama e desiderio, una "Lady domestica" la definira’ sempre nelle "Opere".
Bene esemplifica e in questo modo diviene exemplum, modello non della tragedia, non del protagonista bensi’ dei suoi orrori, ecco quindi la parafrasi del titolo e il sangue non sulle mani e sui volti dei personaggi ma sulle bende, esterne ma non estranee, elementi che avvolgono il corpo e lo delineano laddove la pungente corazza della vita provvede a nascondere e a celare agli occhi altrui, lasciando su quelle mani e quei volti gli scarti organici, animaleschi e orgiastici, risolvendo l’inevitabile equazione che lega sesso e morte.
La macchina attoriale quindi funziona, purifica il testo da ogni orpello e nel ritmo, nei suoni che diventano onomatopee, svela la piu’ profonda umanita’ del protagonista e me lo si conceda, anche dell’interprete.

Scheda IMDB
Carmelo Bene in TV

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