Nascita di un guru – Takeshi Kitano

Nascita di un guruDa anni ormai Kitano e’ assurto al ruolo di maschera tradizionale giapponese anzi a maschera internazionale essendo riuscito a travalicare i confini della propria nazione grazie al suo eclettismo e la dote non comune di sapersi destreggiare con fortune alterne in innumerevoli campi dello showbiz e dell’arte.
Maschera di un personaggio iconico ma anche maschera involontaria che il destino gli ha stampato sul volto dopo un grave incidente motociclistico ed egli, da uomo di spettacolo qual’e’, ha saputo tramutare un handicap in tratto distintivo caratterizzando di fatto i suoi ruoli sulla nuova sembianza.
Cinema a parte, "Nascita di un guru" e’ un libro del 1990, periodo di forte fermento creativo per Kitano, momento nel quale a leggere la sua biografia, si stava muovendo in innumerevoli direzioni quasi a cercare la piu’ consona e favorevole.
Anche il protagonista e’ alla ricerca di qualcosa, Kazuo questo e’ il suo nome, perde nello stesso periodo lavoro e fidanzata e un po’ per reazione, un po’ casualmente, certo con incoscienza, si getta  tra le braccia di una setta religiosa palesemente falsa, persino patetica nel tentativo di convincere il prossimo dei poteri miracolosi del loro guru, eppure per il ragazzo sara’ un’importante occasione per riprendere in mano le redini della propria vita.
Per quanto ho letto sino ad oggi, Kitano non e’ un gran scrittore e anche questo libro conferma purtroppo l’impressione. Soggetto mal definito con personaggi bidimensionali e poco credibili, figurine a quattro colori ritagliate con approssimazione su sfondo fin troppo facile da immaginare.
Malgrado questo pero’ Kitano si salva e ci riesce ancora una volta con la grande anima che gli appartiene, con la poesia che riversa in tutto cio’ che fa e denominatore comune di ogni espressione artistica nella quale si cimenti.
In mezzo ad un testo essenzialmente piatto, emergono suggestioni altissime come quadri da sogno e fosse solo per quelle poche frasi, che il libro assume senso e da’ voglia di concludere la lettura perche’ per il resto, non vale granche’.
Se si considera Kitano e’ una specie di amico fraterno allora e’ lettura da farsi, altrimenti c’e’ di meglio.

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