The road – John Hillcoat

The RoadQuanto dista la mia, la vostra, la nostra civilta’ dalla barbarie?
Quanta fame serve perche’ il vostro amato cucciolo divenga speranza di un giorno in piu’ da vivere? O il vostro vicino di casa? O il vostro miglior amico?
Quanto bisogna essere disperati perche’ la morte appaia come la miglior forma di vita possibile? Che coraggio serve affinche’ il piu’ grande gesto d’amore per vostro figlio sia sparargli un colpo di pistola in bocca?
Di quanta volonta’ abbiamo bisogno per restare buoni?
Da bambino amavo scienza e fantascienza e troppo avevo visto e letto sugli effetti di un possibile conflitto nucleare per non esserne terrorizzato.
Sorprendo persino me stesso nel ricordarlo ma non e’ trascorso neppure un quarto di secolo da quando la spada di Damocle atomica ha cessato di oscillare sulla testa dell’intera umanita’.
Con opere come questa e’ facile trovare una nuova occasione perche’ quelle paure riemergano e ritrovare la consapevolezza di allora, di come la realta’ quotidiana sia appesa ad un filo fin troppo facile da spezzarsi.
Il film, come l’omonimo libro di Cormac McCarthy, ricordiamo vincitore del premio Pulitzer, non spiega cosa sia accaduto ma sappiamo che tutto e’ finito ed un uomo, anzi all’Uomo, resta una sola cosa da fare: prendersi cura di suo figlio, sopravvivendo. Niente altro.
Il film e’ andato piuttosto male malgrado sia straordinariamente bello e con interpreti perfetti e meravigliosi.
Troppo deprimente si e’ detto, ed e’ vero perche’ c’e’ un orrore antico dentro di noi, un orrore che i cappottini dei cani non proteggono dal freddo, che i cellulari non riescono a far tacere e che gli happy hour non sanno saziare.
Un paio di generazioni e il freddo e’ dimenticato, la fame e’ dimenticata e si comprano le mele, ci si fa le pere, si salvano le balene ma molto velocemente per correre di piu’ e indignarsi di piu’ e comprare di piu’.
Si, c’e’ di che deprimersi perche’ tutto questo finira’ e nelle anime viscide di molti c’e’ la sordida preghiera che tutto cio’ accada dopo, dopo tutto, dopo di noi e in culo al mondo che restera’.
Dal canto mio non lascero’ nulla e un film unico e sublime come questo, sa ancora ricordarmi perche’.

Scheda IMDB

2 Responses to The road – John Hillcoat

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