La strada – Cormac McCarthy (estratto)

Bivaccarono nel bosco, molto più vicino alla strada di quanto l’uomo avrebbe voluto. Dovette trascinare il carrello mentre il bambino lo manovrava da dietro e accesero un fuoco perché il vecchio si scaldasse, anche se non mostrò di gradire particolarmente neanche quello. Mangiarono, con il vecchio avvolto nella sua unica trapunta che impugnava il cucchiaio come un bambino piccolo. Avevano solo due tazze, perciò il vecchio bevve il caffè dalla stessa ciotola in cui aveva mangiato, afferrando il bordo coi pollici. Seduto a fissare le braci come un buddha denutrito e consunto.
Non può venire con noi, capisce?, disse l’uomo.
Il vecchio annuì.
Da quanto tempo è in viaggio?
Sono in viaggio da sempre. Non si può stare fermi in un posto.
Come fa a sopravvivere?
Vado avanti e basta. Sapevo che sarebbe successo.
Sapeva che sarebbe successo?
Sí. Questo o qualcosa del genere. Ne sono sempre stato convinto.
E ha cercato di prepararsi?
No. Lei che cosa avrebbe fatto?
Non lo so.
La gente si preparava sempre al domani. A me sembrava assurdo. Il domani non si stava certo preparando per loro. Non sapeva neppure che esistessero.
Già.
Anche se uno sapesse cosa fare, non saprebbe cosa fare comunque. Non saprebbe se lo vuole fare o no. Cosa farebbe lei se fosse l’ultimo rimasto? Cosa farebbe se la colpa fosse sua?
Lei vorrebbe morire?

No. Ma forse vorrei essere già morto. Quando uno è vivo la morte ce l’ha sempre di fronte.
Oppure potrebbe desiderare di non essere mai nato.
Be’. A caval donato non si guarda in bocca.
Crede che sarebbe chiedere troppo.
Quello che è fatto è fatto. E comunque, sarebbe stupido pretendere certi lussi in un momento come questo.
In effetti.
Nessuno ha voglia di stare qui e nessuno ha voglia di andarsene. Alzò la testa e guardò il bambino dall’altra parte del fuoco. Poi guardò l’uomo. L’uomo vedeva gli occhietti che lo fissavano nella luce delle fiamme. Sa Dio che cosa avevano visto quegli occhi. Si alzò per ammucchiare altra legna sul fuoco e rastrellò la brace allontanandola dalle foglie secche. Le scintille rosse si alzarono in un fremito e morirono nell’oscurità sovrastante. Il vecchio finì il caffè, appoggiò la tazza davanti a sé e si allungò verso il fuoco con le mani protese. L’uomo lo guardava. Ma se uno fosse l’ultimo uomo sulla faccia della terra, come farebbe a saperlo?, disse.
Be’, suppongo che non lo saprebbe. Lo sarebbe e basta.
Non lo saprebbe nessuno.
Non cambierebbe nulla. Quando si muore è come se morissero anche tutti gli altri.
Immagino che Dio lo saprebbe. Dico bene?
Non c’è nessun Dio.
Ah no?
Non c’è nessun Dio e noi siamo i suoi profeti.
Non capisco lei come faccia a essere ancora vivo. Cosa mangia?
Non lo so.
Non lo sa?
La gente ti dà della roba.
La gente ti dà della roba.
Sí.
Da mangiare.
Da mangiare, sí.
Non è vero.
Lei l’ha fatto.
Non sono stato io. È stato il bambino.
Sulla strada c’è anche altra gente. Non siete mica i soli.
E lei è solo?
Il vecchio lo guardò con sospetto. Cosa intende?, disse.
C’è qualcun altro con lei?
E chi altro?
Chiunque altro.
Non c’è nessun altro. Di cosa sta parlando?
Sto parlando di lei. Del tipo di lavoro che potrebbe fare.
Il vecchio non rispose.
Immagino che vorrà venire con noi. Venire con voi.
Sí.
Lei non mi porterà con voi.
E lei non ci vuole venire.
Non sarei venuto nemmeno fin qui ma avevo fame.
La gente che le dà da mangiare. Dov’è questa gente?
Non esiste. Me la sono inventata.
Cos’altro si è inventato?
Sono in viaggio esattamente come voi. Non c’è nessuna differenza.
Si chiama veramente Ely?
No.
Non vuole dirmi il suo vero nome.
Non glielo voglio dire.
Perché?
Non mi fido. Ho paura che ci faccia qualcosa. Non voglio che si parli di me. Che si dica dove sono stato o che cosa ho detto mentre ero in un certo posto. Voglio dire, lei potrebbe anche parlare di me. Ma nessuno avrà la certezza che sono io. Potrei essere chiunque. Penso che di questi tempi meno si dice e meglio è. Se fosse successo qualcosa e fossimo sopravvissuti e ci fossimo incontrati per la strada avremmo di che parlare. Ma non è così, quindi non abbiamo niente da dirci.
Forse no.
È solo che non lo vuole ammettere di fronte al bambino.
Quindi lei non è in combutta con qualche banda di predoni?
Non sono un bel niente. Se vuole me ne vado. So trovare la strada da solo.
Non le sto dicendo di andarsene.
È che non vedevo un fuoco da tanto tempo. Vivo come un animale. Lei non ha idea delle cose che ho mangiato. Quando ho visto quel bambino ho creduto di essere morto.
Ha pensato che fosse un angelo?
Non sapevo che cosa fosse. Non avrei mai pensato di rivedere un bambino. Non immaginavo che sarebbe successo.
E se le dicessi che è un dio?
Il vecchio scosse la testa. Ormai certe cose me le sono lasciate alle spalle. Da anni. Dove gli uomini non riescono a vivere gli dèi non se la cavano certo meglio. Vedrà. Stare soli è il minore dei mali. Quindi spero che quello che ha appena detto non sia vero, perché essere in viaggio con l’ultimo degli dei sarebbe terribile; spero proprio che non sia vero. Le cose andranno meglio quando non ci sarà più nessuno.
Davvero? Certo.
Meglio per chi?
Per tutti.
Per tutti.
Certo. Staremo tutti meglio. Respireremo più facilmente.
Buono a sapersi.
Sì, infatti. Quando ce ne saremo andati tutti qui resterà solo la morte, e anche lei avrà i giorni contati. Vagherà per la strada senza niente da fare e nessuno a cui farlo. Dirà: Dove sono finiti tutti? Ecco come andrà. E che c’è di male?

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