Visions – Luigi Cecinelli

VisionsOsservando i titoli di testa, salta fuori uno strano incrocio di nomi inglesi e italiani e per un attimo si resta in bilico per la preoccupazione che parta una bella boiata all’italiana coi soliti attori, si fa per dire, dagli occhi bovini, barba di tre giorni e l’immancabile recitazione in romanesco allargato.
Il regista e’ italiano ma i bovini, pardon gli attori, sono stranieri e saro’ esterofilo ma una pessima recitazione in altre lingue, suona meglio e non so perche’.
Sarei tentato di essere cattivo ma non mi sento di farlo, non troppo dal momento in cui quando esce qualcosa che non e’ stato vomitato dal cassonetto dell’umido del cinema nostrano, quello dei festival, del "volemese bene", degli amici, dei Leoni alla carriera, gia’ l’opera e’ pregevole e meritoria.
Storia di serial killer, "Seven" o "Saw" per intenderci, giornaliste, smemorati e dottori. Ingredienti usati e strausati, ogni elemento deriva da qualcos’altro e se gli interpreti lasciano allibiti la regia non brilla ma neppure sprofonda, per quanto non riesca a pensare a quanta strada serve al regista per uscire dagli infiniti cliché che si porta dietro.
Ecco, se dovessi fare paragoni, direi che stiamo tra Alex Infascelli, il primissimo Argento – ed e’ un complimentone – e un regista tedesco di un Derrick qualunque. Che mi si creda o no, dopo pochi minuti il finale e’  gia’ chiaro ma nessun errore del testo, solo un po’ d’intuizione da eccesso di film e di eta’, conclusione comunque che ci sta e ci prova, forse ci riesce. E non aggiungo altro.
Prodotto che non eccelle e non fa gridare al miracolo, forse non dozzinale, target pomeriggio televisivo purtroppo eppure mi sento di sostenerlo, sulla fiducia, per il tentativo, per l’eta’ di Cecinelli, per la voglia d’illudersi che v’e’ speranza per il nostro cinema.

Scheda IMDB

3 Responses to Visions – Luigi Cecinelli

  1. luigi scrive:

    non avevo mai letto questa recenzione, non so se essere grato o meno per gli eccelsi paragoni, mi preme pero precisare che tutti i film a cui si fa riferimento tipo “saw” sono sfortunatamente successivi alla lavorazione di questo, che per varie vicissitudini distributive è stato distribuito in italia con tre anni di ritardo, per quanto riguarda il gradimento, bhe quello è un fatto personale ed giusto che sia così.

  2. luigi scrive:

    p.s.
    ovviamente Seven è precedente ma non ci sono grandi similitudini direi .

    • Innanzitutto ben trovato tra queste parti.
      Pubblico volentieri la tua precisazione, precisando a mia volta che i titoli riportati, servono piu’ a dare un riferimento che a palesare una sorta di scopiazzatura, quasi dei padri nobili, non fosse ovviamente che i confronti alla fine siano immancabili ed inevitabili.
      Del resto di “Seven” come di “Saw” ritrovo lo spirito enigmista del killer e proprio Fincher (o dovrei dire Palahniuk) e il suo finale a sorpresa di “Fight Club” mi hanno indirizzato all’intuizione sulla conclusione ma fermiamoci qui.
      Come ho scritto, la regia e’ la cosa migliore del film e attendo il tuo prossimo lavoro che IMDB da’ per il prossimo anno, con un grande cast.
      C’e’ bisogno di aria nuova nel nostro cinema, tienimi/ci aggiornati

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