Lola – Rainer Werner Fassbinder

LolaPrima del "sistema Italia" il "sistema Germania"?
Oltre "Le mani sulla citta’" aggiungiamo "Lola" di Fassbinder?
Diciamo che il nostro regista ancora una volta manifesta una palese intolleranza al decennio successivo al dopoguerra, come se ogni misfatto avesse origini in quel periodo. Fosse al mondo oggi con la sua Germania al capo d’Europa forse tacerebbe ma tra i ’70 e gli ’80, poteva raccontare errori ed orrori perpetrati sull’altare della ricostruzione.
Uomini diversi, uomini che si disprezzano fino ad odiarsi ma legati tra loro dal collante piu’ antico del mondo: sesso e denaro.
Si perche’ Lola e’ una prostituta, una "cantante" come ama definirla sua madre e l’arrivo di un assessore all’urbanistica particolarmente pignolo e incorruttibile, dara’ modo alla cricca cittadina di complottare e all’avvenente protagonista di guadagnarsi un posto in paradiso.
Fassbinder ormai in dirittura di arrivo, e’ sempre ottimo tecnicamente, ormai lontanissimo da una parvenza di realta’ trasformando ambienti e luci in mondi artificiali, in parte lisergici in parte anticipatori dei neon degli anni ’80.
La sceneggiatura ancora una volta manca di essere memorabile ma una manifesta vena ironica, almeno alleggerisce il testo rendendolo se non degno di essere ricordato, a tratti persino piacevole e con qualche buono spunto. Non e’ chiaro chi Fassbinder intendesse salvare o gettare tra le fiamme dell’inferno, probabilmente tutti quanti, dai corrotti in quanto tali, all’incorruttibile solo fin quando la sua anima resta leggiadra, passando per lei, Lola la protagonista che non cerca redenzione bensi’ una scusa per non peccare, restando intimamente una prostituta.
Armin Mueller-Stahl, il buono della vicenda, e’ come sempre straordinario, intenso nella sua semplicita’ enigmatica eppure pulsante dietro quell’aria da brav’uomo della porta accanto. Mario Adorf, caratterizza come spesso gli accade, l’arrogante e prepotente altra faccia di Mueller-Stahl mostrando per l’occasione uno spessore che raramente ha saputo esibire. Bella e brava Barbara Sukowa, forse meno protagonista di quanto avrebbe potuto, con un pizzico di presenza in piu’.
Film che si guarda volentieri, qualunque valenza gli si voglia attribuire e non e’ un merito un da poco.

Scheda IMDB

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  1. Pingback: Veronika Voss – Rainer Werner Fassbinder | Ultima Visione

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