Prometheus – Ridley Scott

PrometheusChi ha la mia eta’ e da sempre ama la fantascienza, ha la vita segnata da "Alien", piu’ che un film un archetipo di genere, una dalle pietre miliari poste sul cammino della settima arte, dopo la quale non e’ possibile prescindere.
Non dilunghiamoci pero’ in celebrazioni laddove tutto quanto e’ noto sul film, sui seguiti, su Scott e quant’altro. Tanta attesa per riavere Scott ai comandi di un nuovo film sulla saga di "Alien" per quanto, s’intende, nulla faccia direttamente riferimento alla storia originale.
Per tutti e’ ormai chiaro che "Prometheus" e’ il prequel della saga e l’inizio di situazioni postume nonche’  l’inizio di molte altre vicende che non anticipo.
L’universo narrativo appartiene indiscutibilmente a quello Alien-o, quando alle soglie del XXII secolo, s’intraprende la grande missione spaziale alla ricerca dei Creatori nientemeno che della razza umana.
Inutile dire che la ricerca dara’ i suoi frutti, verrebbe da dire, sin troppi.
Di "Alien" c’e’ tutta l’iconografia: la donna forte, l’androide, gli alieni ovviamente ma anche la multinazionale malvagia, gli avidi, gli stupidi e gli eroi.
C’e’ l’esplorazione, la scoperta e il conto alla rovescia prima della fine e per non farsi mancare nulla, almeno due filoni di storie che si aprono a prospettive di ulteriori prequel (o sequel del prequel se aggrada) e sequel veri e propri.
Come mia abitudine, evito le discussioni da bar, soprattutto quando riguardano il cinema, quindi non m’interessano gli integralismi imbecilli tra evoluzionisti e creativisti, cosi’ come mi annoiano le dissertazioni su prequel, quasi-prequel, non-prequel. In un certo senso trovo inutile persino lo snocciolare errori e idiosincrasie che eppure esistono in abbondanza, sempre per la mia strana idea che il cinema e’ fondamentalmente entertainment, quindi se piace ha gia’ raggiunto il suo scopo.
Se devo puntare il dito contro, lo faccio per una pessima caratterizzazione di buona parte dei protagonisti, domandandomi che ci fanno a bordo di una missione "costata miliardi di dollari", degli inetti integrali tra i quali un mentecatto drogato mutuato da chissa’ quale fogna di centro sociale, un paio di bamba ridanciani, finanche un capitano piu’ vicino alla tradizione letteraria di Joseph Conrad che al pragmatismo della Weyland Corp.
Fassbender nel ruolo dell’androide David, e’ strepitoso come personaggio e come interprete, cosi’ come la Theron insiste nell’essere una grandissima attrice malgrado il suo personaggio potesse essere sfruttato meglio.
L’eroina Noomi Rapace e’ bella e brava, cresce coi minuti che passano senza purtroppo eguagliare, nemmeno sfiorare, il carisma della Weaver.
Come regia Scott non ha da imparare da nessuno, il ritmo inchioda per due ore e ce ne starebbero tre volte tanto e per cio’ che mi concerne, staro’ in attesa di un seguito, come faccio da oltre 30 anni del resto.

Scheda IMDB

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