La musica per Massimo D’Azeglio da "I miei ricordi"

Di tutte le opere dell’uomo, la più meravigliosa e insieme la sola, per me inesplicabile, è la musica.
Capisco la poesia, capisco la pittura, la scultura, le arti di imitazione, insomma.
Il loro nome ne svela l’origine. V’era un modello, l’umanità ci impiegò secoli per giungere ad imitarlo: e finalmente lo imitò. Capisco le scienze., Dato il raziocinio, non trovo difficoltà a comprendere che, profittando di ogni età delle riflessioni dell’età antecedente, e, per dir così, salendo sulle spalle, l’umanità si sia innalzata al punto al quale oggi si trovai. Ma dove siamo andati a prendere la musica? Questo è quello che non capisco.
La musica è un mistero. Credo che bisogna dirne quel che si dice del linguaggio. Eppure la musica c’è, è nella natura… Non ha mai provato talvolta, a certe melodie, sentirsi umidi gli occhi come a una cara voce, come a una dolce memoria sopita che si ridesta? E talaltra sentirsi diventare migliore, più franco, trovarsi l’anima nobilitata a un tratto? Il cuore reso più generoso? La volontà più onesta?
… Come si spiega l’influenza della melodia e dell’armonia sul senso morale? Che cosa vi dissero quelle note, quali ragioni vi esposero per ispirarvi il bello, il buono il grande?
Non sarebbe la musica una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, servata soltanto l’armonia? Non sarebbe una reminiscenza? La lingua di prima e forse anche la lingua di dopo?

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