Ichimei – Hara-Kiri – Death of a Samurai – Takashi Miike

Ichimei-Hara Kiri Death of a SamuraiPer un guerriero la pace e’ un fine, non un mezzo, specialmente quando l’unica arte praticata e’ quella della guerra. La pace sovente e’ foriera di intrighi, tranelli e dove latita l’onore, il tradimento comanda e uccide.
Anche la fame uccide e nel Giappone del 1600 uccide per davvero e quale miglior modo di morire per un ronin, un samurai senza padrone, se non sacrificarsi attraverso il rito suicida del seppuku -qualcosa di simile ma non uguale all’harakiri- nella casa di un nobile?
Ecco, il film inizia in questo modo, un po’ tradizionale forse, beffardo quando si scopre che finti samurai dichiarano di volersi uccidere per spillare quattrini al signore di turno. Poi quasi senza accorgersene, ci troviamo proiettati in uno splatter micidiale, scene dalle quali e’ difficile non distogliere lo sguardo.
In fondo e’ di Miike che stiamo parlando, cosa si vuol pretendere ma in un susseguirsi di soprese, il film indietreggia in un tempo passato svelando una storia totalmente inaspettata, dolce e allo stesso tempo drammatica sino alle lacrime e in questo turbinio di emozioni in antitesi tra loro, si arriva al formidabile finale di azione e narrazione, dolore e orgoglio, forza sempre e comunque, la forza della carne, della spada, dell’anima, dell’onore.
Miike ha superato se stesso, ha superato tutti verrebbe da dire in preda ad un entusiasmo irrefrenabile.
In questa memorabile pellicola c’e’ tutto e ancora molto di piu’ di quanto ci abbiano mai raccontato.
Boyle con "The Millionaire" e’ forse riuscito a creare un incastro piu’ efficace e "Hero" di Zhang Yimou e’ un buon paragone per struttura a flashback ma dove Miike combatte ad armi pari e’ in potenza ed etica del testo.
Film che racconta l’armonia attraverso il sangue e il combattimento e lo fa nella semplice eppure aliena affermazione che la pace nasce dall’essere piu’ forte di tutti e l’onore una moneta impossibile da scambiare.
Idea potente  per noi occidentali sempre pacifici, passivamente resistenti, noi che ci nascondiamo nei boschi raccontando di essere contro la guerra per poi tremare di paura in attesa di gonfiare il petto innanzi all’altrui sacrificio.
Credo di aver ripercorso con questa pellicola ogni sensazione possibile, ogni emozione provabile, la forma di dolore indiretto piu’ eloquente mi sia capitato di provare.
Regia da appalusi in piedi e due attori incredibili: Koji Yakusho gia’ incontrato su queste pagine almeno una mezza dozzina di volte, attore d’incommensurabile bravura che ancora una volta non tradisce la sua fama e Ichikawa Ebizo, meraviglioso, meraviglioso, meraviglioso ronin che regge la scena con una intensita’ senza eguali.
Musiche di Sakamoto, la butto li’ cosi’, con indifferenza.
Opera monumentale sull’onore e sul coraggio della pace, della guerra, della carne e dell’acciaio.
Mishima pago’ l’onore di un’idea con la vita, Miike e’ qui a ricordarcelo.

Scheda IMDB

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