Arte in Giappone 1868-1945 – Roma 13-04-2013

Galleria Nazionale d'arte moderna 1C’e’ una Roma bellissima, piu’ di una se per questo, ed e’ ad un passo dalle mete piu’ trafficate e frequentate dai turisti che di rado si avventurano oltre fontane, scalinate e colossei.
Nella splendida cornice offerta da Villa Borghese e da un cielo turchino come un immenso oceano celeste, si staglia imponente il palazzo della Galleria Nazionale d’arte moderna e cio’ che piu’ conta e’ che speravo in due mostre interessanti e ne ho trovate quattro.
Si inizia la visita con "Arte in Giappone 1868-1945", che del resto e’ la ragione principale della nostra presenza.
La data di riferimento 1868, trova ragione nell’essere l’anno in cui fu deposto l’ultimo shogun, insediando al suo posto l’imperatore Meiji ma e’ anche l’anno dal quale per convenzione si fa iniziare quel rinnovamento che togliera’ il Giappone da secoli di isolazionismo, proiettandolo di Arte in Giappone-Kikuki - Ragazzacolpo nel diciannovesimo secolo, recuperando terreno sull’arretratezza tecnologica e industriale non piu’ possibile per una nazione che voleva sopravvivere ad un mondo che correva veloce. Ecco come allo scambio di beni e persone, segua la contaminazione dell’arte, nell’influenza reciproca tra oriente ed occidente. Questo e’ cio’ che la mostra propone, uno sguardo approfondito su come dopo il fatidico 1868, siamo seguiti anni di profonda mutazione sia concettuale che tecnica.
Se l’arte orientale e Giapponese nello specifico, si caratterizza per una ricerca della sensazione, dello stato d’animo, bisogno di una relazione empatica con chi osserva, l’arte occidentale, almeno sino a quel periodo, verteva sulla rappresentazione, la narrazione. Nell’avvicinarsi delle due realta’ pittoriche, la tecnica orientale si evolve spingendosi verso un uso della prospettiva piu’ accentuato, una minore stilizzazione che man mano si esalta nel segno, relegando in parte le atmosfere eteree e meditative, dando piu’ spazio all’immagine in se’. 
Arte in Giappone-Yamamoto - Le 4 stagioniQuesto passaggio si fa evidente nei dipinti in genere ma ancor piu’ negli akimono, rotoli decorativi di carta o seta che trovavano posto in opportune nicchie all’interno delle case e che venivano sostituiti a seconda dell’umore di chi vi abitava, sensazioni che lasciavano posto ad immagini non meno soavi, diciamo diversamente evocatrici di stati d’animo.
Oggi come allora, per noi occidentali l’esotico Giappone e’ fonte di meraviglia e piacere ed e’ impossibile sottrarsi all’incantesimo di chine e colori che prendono vita prima nell’anima che nello sguardo e le due principali correnti artistiche nate in quel periodo yoga e nighonga, che con diversi gradi di mescolanza, integrano diverse culture per uno scambio reciproco che unisce e non divide.
Gran bella esposizione, la riscoperta di un popolo e della sua arte che nel tempo non cessa di sorprendere ed emozionare.
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Galleria Nazionale d’arte moderna: Arte in Giappone 1868 – 1945

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