Saga – Giovanni Lindo Ferretti – Reggio Emilia 22-06-2013

Saga - Giovanni Lindo Ferretti Forse non rientrera’ nell’etimo ma "punk" vuole anche essere sinonimo di anarchica ribellione contro un sistema preordinato.
Inutile continuare a foraggiare la discussione ormai stantia sul presunto cambiamento di Ferretti perche’ oggi, anno di (poca) grazia 2013 non riesco a pensare a nulla di piu’ iconoclasta di un concept-album sulla storia e l’orgoglio delle proprie origini e della propria terra, rappresentato come un musical con uomini e cavalli all’interno di un luogo antico come un chiostro benedettino.
Se questo non e’ spaccare tutto, non so cos’altro possa esserlo.
Un album, un concerto che e’ opera teatrale, ricostruzione storica in chiave poetica, espressione di un uomo che ha ritrovato se stesso attraverso sangue e cultura, razza ed appartenenza e nel contempo e’ la storia di un popolo, del territorio sul quale ha vissuto, in fondo il passato di ognuno di noi, vero o solo presunto ma simbolico e rappresentativo di una ricerca necessaria per definire, spiegare, capire. La maturita’ artistica di Ferretti oggi e’ impressionante, la sua statura intellettuale ed umana trova pochi riscontri altrove e da tempo, da sempre a ben vedere, costruisce una propria grammatica che soltanto chi negli anni ha ascoltato, chi ha voluto comprendere, ha strumenti per tradurre il suo lavoro, mentre agli altri non resta che ridere e sputare veleno.
Saga - Giovanni Lindo Ferretti "Non e’ impegno civile, necessita’ militare. E’ un gesto eroico, un gesto artistico, e’ disciplina umanistica" e cio’ vale per lo spettacolo ma ancora prima per la vita di Ferretti, un uomo che ha vissuto, impersonato e rappresentato la propria arte.
"Opera equestre" e’ il sottotitolo di "Saga" perche’ i cavalli sono parimenti protagonisti della sua voce, parte integrante e fondamentale della narrazione, compagni e sodali di uomini e terra, punto d’equilibrio di una umanita’  sopravvissuta anche grazie all’alleanza con questi nobili e forti animali.
Considerazioni semplici le mie, persino banali per chi conosce l’uomo oltre l’artista, eppure la potenza e la forza della messinscena travalicano il gia’ noto divenendo prodigiosa novita’.
Aiutano i chiostri del cinquecento, aiuta la scelta di non adoperare luci artificiali, aiuta il solstizio d’estate e la brezza che accarezza maternamente artisti, animali, spettatori. Realmente il tempo si disintegra e Ferretti cosciente di questo sa trasportare ad un ‘epica antica, alle compagnie itineranti che allietavano la vita grama e terribile dei nostri avi attraverso costumi semplicissimi ma incredibilmente efficaci, da conoscitore esperto dei quadrupedi coreografa i testi con un linguaggio d’intesa tra uomo e animale che anche chi non sa, comunque comprende. 
Saga - Giovanni Lindo Ferretti Spettacolo di rara bellezza che nessuno ha mai osato prima e la platea e’ incantata, profondamente commossa come solo ci si puo’ commuovere innanzi la Verita’, la Verita’ della storia, della terra, del sangue e della Fede.
"Se perdiamo il maremmano perdiamo la storia" e mentre cavali scossi danzano fieri sulla voce stentorea sottolineando l’abisso verso il quale ci stiamo dirigendo, tutto diventa terribilmente chiaro e la comunione di vite, narrazioni ed intenti e’ completa.
Oggi Ferretti con la voce puo’ ogni cosa, il salmodiare caratteristico suo sin dagli esordi esalta le liriche morbide eppure taglienti quando serve ma anche questo non sorprende all’interno dello stile che gli e’ proprio.
In lui non v’e’ desiderio d’istruire o indottrinare, egli non e’ un sacerdote o un maestro.
E’ un narratore, e’ un uomo che ha viaggiato e scoperto la sua strada, una strada che potrebbe essere anche di altri ed e’ li’ per indicarla a coloro che hanno occhi per vederla, orecchie per ascoltare, gambe per percorrerla.
Evento unico, straordinario ed indimenticabile, qualcosa finalmente in cui riconoscersi, fare proprio e Ferretti l’unico maestro che abbia mai voluto avere.

"Cittadine, cittadini uno sforzo ancora!
La democrazia suvvia, e’ una connessione web a banda larga.
I nativi digitali sono già tra noi, arriveranno gli ufo robot, vogliono pace progresso e abbondanza, ogni giorno sarà festa, un’eterna vacanza.
Nell’attesa per non stare con le mani in mano abbiamo fatto della Domenica un giorno qualsiasi.
Cittadine, cittadini felicitazioni…"

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