Giovanni Lindo Ferretti. Partigiano dell’infinito da Togliatti a Benedetto XVI – Luca Negri

Giovanni Lindo Ferretti. Partigiano dell'infinito da Togliatti a Benedetto XVIInutile ripetere l’importanza assunta da Ferretti nella mia vita, quale riferimento artistico ed umano egli rappresenti. E’ un percorso lungo iniziato ai tempi del primo "Affinita’-divergenze", proseguito coi CSI, PGR, sino ai giorni nostri.
Strano incontro il mio con un uomo le cui idee hanno ruotato attorno alle mie senza mai davvero toccarsi, per il quale pero’ sento affinita’ e guarda caso divergenze, persino ingenue considerando la mia e la sua figura.
Ho ascoltato ogni canzone, ho letto molto, quasi tutto, mi mancava il libro di Luca Negri rimasto da parte nel timore fosse un riassuntone di uno stipendiato editoriale qualunque ma trovato e sfogliato in libreria, non ho esitato un istante.
Prima o poi si ricomincera’ a parlare di Ferretti senza tirare in ballo le sue scelte umane, senza tifo da stadio e considerazioni di pari livello ma e’ indubbio che egli desti una curiosita’ quasi antropologica e a prescindere da come la si pensi, e’ un aspetto dell’artista e dell’uomo che merita attenzione e studio.
Personalmente ho tutto molto chiaro, non vedo svolte, scossoni e tantomeno traumi o incoerenze ma con Ferretti ho un rapporto adolescenziale ed empatico al punto da sentire una fortissima vicinanza sin da quando le nostre idee erano diametralmente opposte. Contenendo quindi ogni soggettivita’, Negri compie l’unica operazione sensata per descrivere il suo percorso e ci riesce con la perfetta e in fondo unica, chiave di lettura possibile.
L’autore comprende con grande lucidita’ che non e’ possibile separare Ferretti dal suo tempo e dalla sua terra e percio’ alterna storia, umana ed artistica con la storia d’Italia, d’Europa e del mondo intero dal dopoguerra ad oggi e nei mutamenti delle idee, della cultura e della politica, motivare le scelte di un uomo che sin dalla giovane eta’, si mise in cammino su una strada molto piu’ lineare di quanto appaia, per quanto anomala.
Ecco come riassumendo sessanta anni di cronaca politica, sociale ed artistica, Negri incaselli la vita di Ferretti e come per incanto, ogni scelta si fa chiara, persino lampante.
L’autore ha misura, la sua scrittura scorre evitando di dilungarsi inutilmente, senza tralasciare pero’ alcun momento importante sull’artista reggiano.
Il suo occhio nel discernere le informazioni necessarie dal mero elenco fine a far volume, denota una conoscenza e una visione a 360 gradi di cio’ che egli descrive.
L’interesse quindi a Ferretti si alterna al piacere di ripassare per cosi’ dire, fatti ed opinioni del nostro tempo e della memoria.
Straordinaria l’intuizione di Negri, preziosa la sua dialettica, piu’ che condivisibile la sua analisi.
Questo e’ un libro che deve essere letto.

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