Il mondo di Logan – William F. Nolan

Il mondi di Logan"La fuga di Logan" nella sua versione per il grande schermo, fu uno di quei film sui quali formai il gusto per il cinema di fantascienza divenendo uno dei miei riferimenti di genere piu’ importanti.
Sana vecchia fantascienza anni ’70, per molti versi insuperata, che sapientemente mescolava elementi futuribili con quella sottotraccia orientata al sociale che faceva moda, costume e s’inseriva a cuneo nello Zeitgeist di un’epoca nella quale il futuro era per forza di cose oscuro, apocalittico e distopico ma che non di meno imparammo ad amare e a conoscere profondamente.
Con l’uscita del film lessi il libro ma non mi piacque, lo recuperai anni dopo ed invece mi convinse piu’ nelle diversita’ che nelle aderenze con la trasposizione cinematografica.
Solito giro per usato ed ecco che al costo di un espresso salta fuori il secondo capitolo che non sapevo neppure fosse stato scritto o piu’ probabilmente l’avevo dimenticato.
La storia si riaggancia a quella del romanzo, diversa dal film, dove Logan e Jessica arrivano a Santuario, una base su Argos in orbita marziana e li’ figliano. Purtroppo pero’ sulla Terra dopo la caduta del Pensante e’ il caos e su Argos non giungono piu’ rifornimenti.
La morte e la carestia sono inevitabili ma la famiglia torna sulla Terra nella speranza di un futuro che non verra’.
Mentre Logan e’ in cerca di medicine per il figlio malato, questi viene ucciso e la moglie rapita, forse uccisa anch’essa. Ricerca e vendetta si mescoleranno fino alla conclusione.
Si da il caso del romanzo ricordo un gran bene ma questo secondo episodio e’ persino avvilente.
Le disavventure del nostro, sono esposte con l’enfasi di un elenco telefonico. Nessun pathos anche nei momenti drammatici, stile da ragioniere che redige un bilancio, spessore della vicenda piu’ piatto della carta sul quale e’ scritto. Volendo essere generoso, si potrebbe cogliere un tentativo di creare momenti episodici finalizzati alla serie televisiva, una serie di canovaccio agglomerato alla bene e meglio in forma di romanzo.
Confesso di esserci rimasto male al punto da voler rileggere il primo episodio per vedere se e’ Nolan che nel frattempo divenne un incapace o se sono io che mi sono evoluto smisuratamente da quella prima lettura.
Se come me morite dalla voglia di conoscere il seguito leggetelo, altrimenti dimenticatelo.

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