D’Annunzio a Bologna – 26-10-2013

D'Annunzio a Bologna 1Sono centocinquanta gli anni trascorsi dalla nascita di d’Annunzio ma onestamente, anche tolta tutta la retorica celebrativa, si puo’ negare la modernita’ sia del personaggio che dello scrittore?
Bologna fa la sua parte e attraverso diverse iniziative, si vogliono rinverdire i fasti del Vate e celebrare degnamente e giustamente uno dei piu’ formidabili scrittori italiani, nonche’ vera celebrita’ ante litteram, colui che scientificamente volle fare arte di se stesso e vi riusci’ spingendo al limite ogni aspetto della sua vita.
Fu precursore in tanti campi, una leggenda molto prima della sua scomparsa, figura controversa al punto che ancora oggi se ne discute e su di lui la letteratura si spreca laddove sostenitori e detrattori dibattono e s’azzuffano e che uno ne pensi, la forza di suscitare emozioni seppur contrastanti, e’ privilegio di pochi uomini veramente grandi. Bologna si diceva, ospita una serie d’incontri iniziati l’11 Ottobre e che termineranno il 19 Novembre, lasciando una sede permanente per tutta la durata della manifestazione..
D'Annunzio a Bologna 2Molti gli oggetti in mostra, per quanto siano una vera inezia se rapportati all’immensa quantita’ di materiale che d’Annunzio ci ha lasciati ma in numero sufficiente a comprendere meglio il grande scrittore e poeta, laddove  l’interesse e’ alto in ogni piccolo elemento e la forza del suo ego e l’essenza del suo animo traspaiono persino nelle note lasciate alla cuoca dove lo spirito indomabile e tumultuoso di d’Annunzio, s’esalta e diverte, svelando una vena goliardica non inedita ma curiosa se toccata con mano. Alcuni dei piaceri della sua vita sono tutti qui: il cibo, la velocita’ col commovente incontro con Nuvolari e soprattutto le donne, perno attorno il quale l’intero suo esistere ha girato, spirito e carne, l’uno a nutrire l’altro.
Lettere, scritti e regali, persino alcuni vestiti di un’epoca davvero troppo lontana e ormai relegata all’immaginazione.
Pezzo forte della mostra, il manoscritto originale dell’ "Orazione in morte di Giosue’ Carducci" da poco ritrovato e qui esposto in anteprima. Completa la mostra la proiezione di un bel documentario dell’Istituto Luce che ripercorre in breve ma ben riassunta la sua vita e le sue gesta. La celebrazione continuera’ nei prossimi giorni con una serie di eventi collaterali elencati in dettaglio sul sito ufficiale.
Di d’Annunzio non si parlera’ mai abbastanza perche’ il tempo non crea distanza dalla sua figura anzi avvicina il desiderio e la preghiera che un personaggio simile, per quanto improbabile possa ripetersi, illumini ancora una volta l’Italia restituendoci una grande mente, un temerario e l’orgoglio di appartenenza ad una Patria umiliata e sconfitta. Anche poche ore tra le sue parole e le sue cose, possono aiutare.

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