Nel continente nero – Marco Risi

Nel continente neroCorso Salani viene messo al corrente della morte del padre in Africa dove viveva da vent’anni e che da allora non aveva piu’ rivisto.
Giunto sul posto, scoprira’ una piccola colonia di italiani che spadroneggia come la tradizione colonialista vuole, ricreando un pezzo d’Italia, il peggiore possibile, nel continente africano. In tutto questo l’incontro-scontro con Diego Abatantuono, personaggio sempre in bilico tra lecito ed illecito, anima nera del luogo. Tra intrighi e malaffari, il protagonista ritrovera’ le ragioni di suo padre e in fondo anche un pezzo di se’.
Film carico di attese, due per l’esattezza. La prima e’ su Risi dopo il precedente "Il muro di gomma" che tanto successo ebbe nel complesso dell’opera e in special modo per aver rinverdito i fasti del film-inchiesta che rese tanto celebre il quasi omonimo Rosi negli anni ’60.
Soprattutto pero’ si attendeva la prova di Diego Abatantuono dopo l’Oscar a "Mediterraneo".
Attore a quel tempo ormai sdoganato, col film di Salvatores s’impose come grande interprete anche agli occhi dei meno attenti che vedevano ancora in lui il "terrunciello" degli esordi.
A conti fatti, sia Risi e che Abatantuono non deludono, anzi. L’attore da’ una grande prova di se’ in una veste piu’ tendente al drammatico che alla commedia, restando aderente allo spirito del film anche se in questo caso, forse ne traccia il suo difetto di fondo. La pellicola non riesce ben definirsi restando sospesa tra dramma e commedia, non trovando una collocazione precisa con un leggero disagio per chi guarda. Ne e’ responsabile Anche Salani, attore compianto e bravissimo ma assolutamente inadatto alla commedia e anche nei momenti divertenti, abbassa il tono incupendolo. Non e’ una colpa s’intende, probabilmente rispecchia l’indole non cosi’ goliardica del regista, per quanto col successivo "L’ultimo Capodanno" sapra’ raggiungere vette comiche irresistibili.
Un ultimo appunto per Anna Falchi, quasi al suo esordio e ancora al naturale senza chirurgia: totalmente inutile all’economia della trama ma e’ uno spettacolo, un vero spettacolo, poi Tony Sperandeo che come fa l’incazzato lui, non lo fa nessuno
Bell’esempio di cinema italiano di inizio ’90, forse l’ultimo periodo nel quale abbiamo saputo raccontare ancora qualcosa.

Scheda IMDB

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