Predators – Nimrod Antal

PredatorsUn nutrito gruppo di persone si trova a sua insaputa paracadutato in mezzo alla jungla, in apparenza senza un perche’, senza conoscersi e senza alcuna relazione tra loro. Cio’ che li accumuna, gran parte di loro almeno, e’ l’appartenenza a corpi militari speciali o a bande organizzate di criminali, tutta gente molto nervosa che sa come usare un’arma.
L’intuito e l’esperienza fara’ presto capir loro che non saranno loro i cacciatori ma i cacciati, riprova che giungera’ presto con l’assalto da parte di strani e ferocissimi animali mai visti prima e ancor peggio sara’ scoprire d’essere finiti su un pianeta alieno.
Da qui al conoscere i predators, il passo sara’ brevissimo.
Diciamolo dai, chi non ama la saga di "Predator"? Il primo film e’ un riferimento assoluto nella fantascienza e negli action movies, grazie alla presenza di gente grossa e cattivissima come solo si poteva essere grossi e cattivi negli anni ’80, in testa un fenomenale Arnold Schwarzenegger.
Ho amato moltissimo anche il secondo capitolo, film incompreso alla sua uscita, del resto il confronto col primo episodio non era facile ma che negli anni ha riguadagnato stima e considerazione. "Predators" e’ per dichiarazione di Rodriguez, produttore e deus ex machina dell’operazione un terzo capitolo della saga principale e non del secondo filone "Alien vs. Predators" che dopo due capitoli e’ a tutti gli effetti uno spin-off distinto. Che poi buona parte dello stimolo creativo provenga dal primo episodio lo si evince dalla jungla, dai duri e massicci, da assonanze fisiche e caratteriali con i vecchi protagonisti e dall’effetto sorpresa qui amplificato da una situazione simile a quanto si e’ visto in "Cube" , ovvero sconosciuti che per sopravvivere devono unire le forze sfruttando le peculiarita’ di ognuno.  O almeno cosi’ sembra.
Rodriguez che oltre a produrre ha scritto anche la sceneggiatura, continua con cio’ che sa fare meglio, citare e sviluppare temi noti e cosi’ e’. Fin da subito e credo sia una perplessita’ di molti, ci si domanda che diavolo ci stia a fare Adrien Brody come duro di turno, uno che anche pompato e vitaminizzato, ha la faccia da infelice a prescindere. Questa pare una scelta voluta per evitare confronti diretti con Arnold, il che ha senso per quanto attenui senza eliminare le perplessita’. La regia nel complesso regge ma in mani altrui avrebbe retto di piu’.
Resta un buon film con un po’ troppe domande senza risposta, alcune scelte discutibili che non approfondisco per non spoilerare ma vedendo il film sara’ chiaro a che mi riferisco, pero’ c’e’ amore e rispetto per la saga e un buon punto di partenza per una miriade di altri episodi e cio’ basti.

Scheda IMDB

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