Oblivion – Joseph Kosinski

OblivionDefinire di Pirro la vittoria dei terrestri contro gli alieni invasori Scavengers e’ dire poco, dal momento in cui per sconfiggerli si e’ bombardata la superficie del pianeta rendendola inabitabile.
La Terra e’ perduta, l’esodo su Titano e’ realta’ ma serve qualcuno che resti per controllare che gigantesche idro-trivelle raccolgano energia per l’ultima colonia in orbita e in attesa di partire.
Tom Cruise il protagonista, e’ Jack uno dei responsabili della manutenzione e della salvaguardia delle trivelle. Vita complicata ma di routine con qualche soddisfazione a fine lavoro. E’ tormentato da un sogno impossibile ed inspiegabile per un uomo a cui e’ stata rimossa la memoria e che nel 2077 non puo’ ricordare avvenimenti di inizio millennio. Quando pero’ la donna del suo sogno precipitera’ sulla Terra, la faccenda si fara’ complicata.
Kosinski, il regista di "Tron legacy", non sbaglia neppure questo film. 
Sa mantenere un respiro ampio senza annoiare, lasciando forte la tensione per tutte le due ore della pellicola.
Tecnicamente convince, citando con la delicatezza di chi ama e accarezza l’oggetto amato, sollevando il genere catastrofico come un padre affettuoso porge il proprio figlio al cielo.
C’e’ azione come e’ ovvio che sia ma non e’ la protagonista, un mezzo e non un fine, dimostrando come si possa anche raccontare una storia dentro film ultramilionari. Di Kosinski ammiro la grazia che e’ sinonimo di misura quindi di sicurezza nei propri mezzi. Sembra esente da ansie da prestazione e percio’ forte del suo ruolo. Visivamente impressionante, e’ un piacere per gli occhi  con fotogrammi dal sapore fumettistico, come tavole nelle quali smarrirsi.
Di Tom Cruise non posso che parlarne bene. Splendido cinquantenne, fa i film che vuole e li fa sempre al meglio.
Il suo cinema e’ il cinema che amo di piu’ e raramente delude. Puo’ piacere o non piacere e le polemiche a suo carico, dimostrano quanti pochi argomenti abbiano i suoi detrattori che come sempre accade, senza motivazioni si scompongono su temi che di rado hanno a che fare con l’arte.
Molti nemici, molto onore, una massima sempre attuale. 
Serve un doveroso accenno alla colonna sonora, potente come solo Zimmer o Harry Gregson-Williams sanno creare.
Mi ha riportato alla memoria l’incredibile lavoro fatto dai Daft Punk con "Tron legacy" e difatti viene fuori che in entrambi i casi c’e’ alle spalle Antony Gonzales con Joseph Trapanese, compositore e arrangiatore dallo stile oramai consolidato e riconoscibile che assieme a Craig Armstrong e Max Richter, crea un formidabile gruppo di nuovi musicisti di colonne sonore che maneggiano con pari abilita’ elettronica e orchestra.
Sono rimasto folgorato da questa pellicola e quando come ora che ne scrivo ho gia’ voglia di rivederla, allora l’operazione e’ riuscita.

Scheda IMDB

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