Teatro – Anton Cechov

Teatro - CechovA questo punto risultera’ gia’ chiara la mia passione per i grandi scritturi russi e per quanto tardiva, e’ benvenuta quindi non mi resta che recuperare il tempo perduto.
In particolar modo trovo grande soddisfazione nel teatro o meglio negli scritti teatrali, quindi l’edizione economica della Mondolibri, e’ una grande opportunita’ per approfondire l’argomento.
240 pagine per quattro novelle, "Il gabbiano", "Zio Vanja", "Tre sorelle" e "Il giardino dei ciliegi", crema della narrativa teatrale di Cechov, del suo stile intimo ed intimistico, soggetti di pura parola nei quali il tempo si annulla nei dialoghi e l’azione si scioglie nel dramma dei personaggi.
Niente fuochi d’artificio, molta passione che scaturisce dalla simbiosi che si crea tra lettore e scrittura, anime diverse in diverse epoche, talvolta emblema di un diverso modo d’intendere il mondo, la vita, l’arte, ognuno campione di una idea che esiste per esprimersi non per imporsi.
I racconti hanno di massima identica struttura, una interminabile successione di dialoghi nei quali i personaggi ben definiti ed abbondanti, si mostrano immediatamente per cio’ che sono e piuttosto nettamente inscrivibili nelle categorie buoni, cattivi e stupidi. Le sfumature sono piu’ ampie s’intende ma sovente gia’ dalle premesse e’ possibile intuire lo sviluppo successivo. L’aria che si respira e’ di una decadenza della nobilta’ che evidentemente si appresta ad un declino inevitabile e che da li’ a pochi anni l’avvento del comunismo concludera’ in via definitiva. C’e’ aria viziata tra le stanze popolate da uomini e donne comunque infelici che come scrive l’autore, pare non abbiano altro scopo che riprodursi rabbiosamente e generare figli che a loro volta saranno delusi, rabbiosi ed infelici. L’amore quando c’e’, e’ sottomesso all’interesse per poi spendere il resto della vita a rimpiangerlo.0
La promisquita’ e il degrado non raggiunge certo il livello della nobilta’ francese precedente alla ghigliottina ma anche quella russa assaggera’ presto il freddo sapore della giustizia del popolo, o di chi ne fa le veci s’intende .
Non il mio russo preferito ma l’edizione vale ampiamente il suo prezzo.

4 Responses to Teatro – Anton Cechov

  1. Antonio scrive:

    Oltre alla produzione teatrale, ti consiglio le sue numerosissime novelle (se già non le hai lette). Un grande.🙂

    • Mi hai letto nel pensiero infatti era il passo successivo. Ho visto che molto e’ disponibile, hai qualche edizione in particolare da consigliarmi?

      • Antonio scrive:

        Guarda, io mi sono “nutrito” grazie alla biblitoeca del mio paese, ma era un’edizione (credo Bur Rizzoli) vecchie, molto completa perché suddivisa addirittura in dodici volumi (più o meno, vado a memoria). Ne ho letti quattro o cinque e i racconti sono tutti di livello, sia quelli più divertenti che quelli più malinconici.
        Quel tipo di edizione credo che oggi sia pressoché irreperibile, ma la stessa Rizzoli dovrebbe ancora pubblicarlo. Tra l’altro, prima o poi voglio comprarli anch’io, bisogna trovare la giusta combinazione qualità traduzione/quantità racconti/prezzo.

      • Accidenti, bella serie, fin troppo forse🙂
        Credo che il piu’ papabile possa essere l’, una bestia di quasi 2000 pagine a buon prezzo.
        Non ho investigato in merito alla traduzione ma di solito con Mondadori ci si puo’ fidare…

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