Alice non abita piu’ qui – Martin Scorsese

Alice non abita piu' quiAlice, verace ragazza del sud, vive una inconsapevole vita da subproletariato accaldato assieme al marito rozzo e indifferente e al figlio dodicenne.
Alla morte dell’uomo, non troppo drammatica a dire il vero, partira’ con la prole verso nuovi lidi, nella speranza di poter finalmente coronare il sogno di cantante.
Lungo il suo cammino incontrera’ uomini violenti ma anche nuove buone amiche e l’amore, quello vero.
Scorsese alla seconda prova importante dopo "Mean streets" e prima del grande botto di "Taxi driver", se ne esce con un film molto particolare e piu’ articolato di quanto appaia. Il successo fu enorme e per chi non lo ricordasse, fu origine e spunto per "Alice", proseguo televisivo che raccolse il soggetto e parte dei protagonisti del film, tra i quali Vic Tayback, il burbero e indimenticabile Mel.
Alice, strana donna guardandola con gli occhi di oggi. Forte ed indipendente, non confonde il coraggio con l’arroganza, non pretende troppo pur non rinunciando ai suoi sogni.
E’ una di quelle donne con la gonna che non si mettono in competizione col maschio senza per questo sottomettersi. Conscia del proprio ruolo e di cio’ che si chiede da lei, non offre di piu’ ma neppure meno.
In qualche modo la sua figura contrasta la stupidita’ femminista fine a se stessa e ci riesce mostrando molta piu’ forza e determinazione delle piu’ ciarliere colleghe che non vanno oltre gli slogan urlati in  piazza, forse perche’ Alice deve vivere e deve dare di che vivere al figlio ormai adolescente, senza il tempo a disposizione delle mantenute colleghe radical-chic.
Dovere e piacere, amore e sesso, figli e uomini, solidarieta’ e competizione. Vita piena la nostra Alice in un sud statunitense che pare il sud del mondo, che sa essere violento e crudele, selvaggio e rude dei sentimenti che esprime. Non e’ tanto la schiettezza delle situazioni a sorprendere quanto la normalita’ nella quale sono contenute che fanno si che il film che in fondo ha pochi decenni di vita, pare ne abbia centinaia.
Oscar a Ellen Burstyn piu’ che meritato. La sua naturalezza e’ esemplare, da manuale di cinema, impossibile credere stia recitando e in certi sguardi, nei gesti mai forzati c’e’ la capacita’ di entrare e sentire un personaggio. Nel corso della sua lunga carriera restera’ il suo miglior pregio. Kris Kristofferson al contrario non e’ mai stato granche’ ma in questo film, come in molti altri, e’ li’ per fare il maschio alfa e in cio’ riesce benissimo.
Film invecchiatissimo, uno Scorsese immaturo ma con molto da raccontare. Un come eravamo piacevole.

Scheda IMDB

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