IRWIN. Dreams and Conflicts – Modena 22-03-2014

IRWIN1Quanto inutile parlare sull’abbattere muri e togliere frontiere, quale perdita di tempo dietro proclami transnazionali e mondialisti. Con internet poi e’ ancora piu’ facile elevare la banalita’ a virtu’ senza sapere che da anni esiste una nazione i cui confini sono il mondo e l’appartenenza e’ dettata dalle idee e non dai luoghi in cui si trovano.
IRWIN e’ un collettivo artistico sloveno nato nel lontano 1983, muri alzati e guerre fredde in atto e servira’ attendere l’anno successivo perche’ l’idea si estendesse ad altre formazioni tra i quali i celeberrimi Laibach affinche’ si formasse il gruppo Neue Slowenische Kunst meglio noto con l’acronimo NSK.
Il passaggio da formazione d’arte a stato di idee fu accompagnato da simboliche ma importanti iniziative tra le quali l’inno nazionale e un passaporto vero e proprio. Conseguenza della geopolitica, naturale evoluzione del sistema, puro genio, tutto concorre a mantenere inalterato il fascino dell’idea e l’efficacia degli intenti.
IRWIN2Fino al 2 Giugno, Modena ospita gli IRWIN in una mostra piccola ma molto interessante soprattutto perche’ le opere esposte spiegano molto chiaramente gli intenti del gruppo esplicitandone mezzi e propositi, mostrando alcuni dei simboli archetipici dai quali si e’ sviluppata l’estetica comune ai gruppi appartenenti al collettivo o gia’ vale parlare della nazione NSK.
L’idea fondamentale passa attraverso lo scambio continuo tra simboli, il confondere significato col significante, sistemare diversamente gli oggetti base per nuove composizioni e interpretazioni.
C’e’ la fierezza del proprio passato artistico nel fondamentale, e’ il caso di dirlo, quadrato suprematista di Malevic, che si combina con la tradizione cristiana nella croce perfetta costruita sui quadrati. Estetica di un passato politico spesso mescolato al suo opposto – perche’ ricordiamolo i regimi hanno colore soltanto in superficie – che nell’uomo forte, nel combattente cosi’ come nelle mani che piegano l’acciaio e solcano la terra trovano giusta rappresentazione. Azione e reazione e non v’e’ differenza alcuna cosi’ come non si puo’ pensare ad un orientamento politico a scapito di un altro, tolti ovviamente gli stupidi anche questi senza patria e confine, che vedono nell’estetica eroica e nazionalista, chissa’ quali richiami a demoni morti e sepolti, vivi nelle menti di coloro che di questi demoni sono schiavi. Si perche’ l’ultranazionalismo puo’ essere preso sul serio soltanto da chi e’ molto stupido o molto ignorante, il piu’ delle volte entrambe le cose. La confusione al potere e magari avercene altra.
IRWIN3Ad ogni modo c’e’ di che riflettere ma nel contempo diverte l’iconoclastia veicolata attraverso l’esasperazione del simbolo, la rimodulazione del passato che ad anni di distanza assume tutt’altre sfumature, passando sempre per l’ironica critica di ogni sistema, in primo luogo quello artistico affinche’ nessun ordine travalichi la propria grandezza, laddove dissacrazione e affermazione, procedono di pari passo.
Davvero interessante, campionario minimo di una realta’ artistica fenomenale. Inutile aggiungere che la visita e’ obbligatoria e perche’ no, magari passare in dogana per diventare cittadini di una utopia.
"Our mission is to make evil lose his nerves" Peter Mlakar / Laibach

NSK State
Galleria Civica di Modena

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