Lei (Her) – Spike Jonze

LeiIn un futuro incerto con felicita’ a momenti, Joaquin Phoenix alias il protagonista Theodore Twombly, vive scrivendo lettere d’amore conto terzi (ohhhh che dolce!!) ed oltre questo passa le serate a videogiocare e a masturbarsi telematicamente. Questo futuro non e’ troppo diverso da oggi, solo un po’ piu’ avanti – parliamone – nell’uso della tecnologia informatica. In sostanza un pippaiolo trentenne mollato dalla moglie che ama ancora tanto (ohhhh che dolce!! bis) ha molti piu’ mezzi di noi per crogiolarsi nel proprio compatimento e inventarsi un simulacro di vita.
E’ a questo punto che decide d’installare un nuovo sistema operativo emozionale chiamato OS1, vera e propria intelligenza artificiale dal nome autoproclamato Samantha che ben presto passera’ dal ruolo di segretaria evoluta, poi confidente, amica e uaho! amante.
Non ho mai fatto mistero della mia antipatia per Jonze. Lo so, non e’ tutta colpa sua la permanenza in cima la lista dei fenomeni da baraccone piu’ sopravvalutati della storia del cinema e nemmeno essere il parente misero di Gondry col quale condivide un barlume d’inventiva senza il genio e nemmeno la tecnica del regista francese ma il suo cinema tronfio e supponente ai miei occhi e’ soltanto ridicolo e scontato. Come "Lei".
Jonze non e’ un regista, e’ un commerciante, un venditore di gadget griffati, uno che si mette a tavolino e non dice creo arte ma vendo merce. "Lei" e’ il prodotto perfetto studiato da affermati professionisti per il trentenne medio iPhone dotato. Avere trent’anni, essere nel pieno delle forze e delle energie ma nel contempo sentir salire la consapevolezza che il meglio potrebbe ormai essere alle proprie spalle, il senso d’immortalita’ che sfuma lentamente nelle serate perdute davanti all’X-Box ma soprattutto c’e’ sempre, ricordiamolo sempre, una storia d’amore finita male, di quelle che fanno contemplare il tramonto domandandosi se la felicita’ esiste veramente.
Lo dico con tutta l’onesta’ possibile, dieci anni fa forse una sciacquatura simile avrei potuta berla anche io perche’ ci si passa tutti e ci si passa sempre ma oggi sulla distanza, sorrido e compatisco dall’alto di chi il suo bel calice di merda se l’e’ gia’ scolato.
Non parliamo poi delle signore, specie le divorziate o mai accasate, che per un orsacchiottone baffuto come Phoenix , lascerebbero direttamente le mutande a casa senza passare per il via. Poi tutti bravi, eh?
Finale che fa riflettere. Si fa riflettere chi come me lavora nell’IT da quasi un quarto di secolo e spera che tutti gli inviti a farsi fottere lanciati a programmi e sistemi operativi, arrivino prima o poi a segno.
Percio’ dico, se non piace, facciamoci una risata, se invece piace tantotantotantotanto, posticipiamo la risata tra un paio di lustri.

Sal 9000: «Sognerò?»
Chandra: «Certo che sognerai. Tutte le creature intelligenti sognano… ma nessuno sa perché.»

Arthur C. Clarke, "2010: Odissea due" (1982), nell’unica filosofia cibernetica mai scritta.

Scheda IMDB

24 Responses to Lei (Her) – Spike Jonze

  1. Francesca scrive:

    …oh. Posso dirlo? Questo film (a scatola chiusa) non è che mi abbia mai ispirato particolarmente. A pelle. Questo Her mi sta veramente sulle bal**… Sarà che tutti lo adorano, soprattutto quelli dal cui parere mi sono sempre tenuta alla larga… Sarà che piace a troppe delle persone che conosco… E che ti posso dire… la “gigioneggiante” locandina mi reprime come poche. Non l’ho visto eh, ci tengo ad ammetterlo. Detto questo – in un intervento totalmente inutile – lo guarderò ugualmente, poi ti saprò dire.
    Chiedo dunque perdono per questo sfogo🙂 intanto, buona giornata

    • I pregiudizi esistono, perché ignorarli anzi il mio sport preferito e’ parimenti confermarli o smentirli. Su Jonze ne ho parecchi ed e’ merito, un po’ come accade a te, anche di coloro a cui piace molto e che io invece compatisco.
      Ad ogni modo “Her” e’ una tragedia non perché Jonze non mi piaccia o perché e’ amato dalla gente che conta. Semplicemente perché e’ un film falso e scoperto il gioco, pure banale.
      Posso ammettere qualunque errore e qualunque ingenuita’ ma serve verita’ altrimenti un film altro non e’ che una locandina da vendere assieme a popcorn e rotocalchi.
      Tu sei una che conosce le regole del gioco e sono certo che a fine visione, ti farai una bella risata sorprendendoti di come qualcuno possa cascarci dentro con tutti e due i piedi…
      PS: quando hai da sfogarti, fai come fossi a casa tua🙂

      • Francesca scrive:

        Mi fido di quello che dici: lo guarderò con leggerezza. Il fatto è che sono reduce dalla visione di “La classe operaia va in paradiso” e sto cercando di scrivere qualcosa di decente (ma non ci sto togliendo le gambe… sono rimasta troppo affascinata e rischio fortemente di strafare) Quel film aveva uno scopo e giustamente non se lo fila nessuno, a suo tempo volevano bruciarlo.
        Pensare di vedere “Her” mi fa pensare a due cose: o prendere qualcuno a pedate, o farmi due risate, come dici tu. Sai cosa? meglio farsi due risate, perché dovrei prendere a pedate troppa gente🙂 e, fra le cose, non servirebbe a niente… E poi… se ho visto il reboot di Robocop, posso vedere anche questo, no? Ogni film ha il suo scopo e questo ha il suo… Tanto è business… ‘na paraculata (oddio si può dire paraculata?) insomma. Uno specchietto per le allodole. Facciamoci due risate – so a cosa vado incontro… e vediamo come va…

      • Ti prego, non trascinarmi dentro la “Classe operaia..”, sai che ne uscirei disintegrato… ma tanto so che lo farai e io iniziero’ la tanto temuta retrospettiva su Petri o su Volonte’… o su entrambi.
        “Her” guardalo e goditelo, so che ti divertira’.
        Non ho “Robocop” in programma per ora perché mi devo preparare. Voglio molto bene al primo per tante ragioni, al secondo perché voglio bene a Miller, al terzo… e’ vero, c’e’ anche un terzo.🙂

      • Francesca scrive:

        Fatto!🙂 giustappunto
        …oddio il terzo Robocop? ma non ne parliamo😀 sono provata da Petri & Co.

      • Mi sono fatto male da solo e citandolo mi sa che Robocop 3 lo ripesco…
        Ho visto, ho letto, ti odio…😉

      • jfishnaller scrive:

        Forse mi sono perso qualcosa… Da ignorante quale sono, non pensavo che questo film fosse “pretenzioso” ancor prima di uscire dato che non conosco jonze e quindi neppure l’odiosa intellighenzia che lo celebra… Libero da preconcetti l’ho solo goduto come un film qualsiasi e come tale, quando non hai aspettative, può risultare anche “caruccio”…per lo meno.. I film su cui ho sbadigliato sono tanti altri: l’ho visto senza fatica fino alla fine e questo é per me già “un pregio”. In fondo…”THAT’S ENTERTAINMENT !”.

      • I miei preconcetti erano e sono su Jonze, non su “Her” e non e’ esattamente la stessa cosa.
        “That’s entertainment” e lo sottoscrivo anzi quasi quasi me lo faccio incidere sulla tomba ma non e’ la leggerezza a infastidirmi semmai al contrario e’ la ricercata e attentissima analisi su cio’ che piace al target a cui venderlo.
        Giuro che mi ci ero pure messo ma quando viene fuori che per campare Phoenix scrive lettere piacione conto terzi… no davvero…
        Nulla da eccepire se piace, anzi come ho scritto, dieci anni fa avrei dato un giudizio diverso ma oggi, banalita’ per banalita’ trovo piu’ sincero Nando Cicero che per far ridere fa scorreggiare Vitali in camerata.

  2. Francesca scrive:

    Ok. Ce la posso fare. L’ho visto.
    Avrei voluto scriverne una recensione, ma non so se ci riuscirei, con questo. Perché? perché la risata non sono stata in grado di farcela, e non credo che sia perché prendo il cinema troppo sul serio. Vedere questo film è stato un patimento dall’inizio alla fine, una vera e propria presa per il culo con filtro instagram vintage. Theodor non lo reggo e non solo perché lo trovo inguardabile con quell’aria da ebete, ma perché è tutto ciò che detesto in questo mondo pseudo virtuale, fatto di contatti che vorrebbero essere vecchia maniera, inoltrati al massimo della tecnologia. Odio gli hipster? Boh, forse. Her è il manifesto degli hipster per gli hipster, la gloria dei pantaloni a vita alta e del filtro luminoso, dell’alienazione, degli occhiali veri o finti che siano, del pippone pubblicitario a tutti i costi. Si, questo è mercificazione, non è servito estro artistico ma una buona ricerca di marketing.
    Ok, sono un uomo che non sa tenere in piedi un rapporto umano, ma di lavoro ovviamente faccio quello che non dovrei saper fare: aiuto altri a trovare le parole per parlare di sentimenti con la propria metà/amata/amato/chi-ti-pare. Già questo è un controsenso. Mi innamoro di un sistema operativo in un mondo in cui la cosa è perfettamente normale… e la cosa ci può anche stare, sono le regole del film, va bene… Ci sta già meno che il suddetto sistema operativo, per quanto avanzato sia, si comporta senza alcuno sforzo come una persona, fin dall’inizio. Esiste anche al di fuori del suo lavoro. Discute, parla, fa conoscenza, esce con simulazioni di filosofi. E poi certo che ci se ne innamora, è creata apposta per il suo possessore. Possessore che confessa candidamente di aver avuto un favoloso rapporto con la madre, ma che lei non lo ascoltava. Che ottiene? Una donna protettiva-allegra-dolce-carina-attizzante-che.mi.ascolta.qualsiasi.minchiata.dica. Vederli girare per un luna park, lui con un mezzo cellulare in mano, parlare da solo o con Samantha, non mi sa di romantico. Mi sa solo di sfigato, ma sono opinioni. Il peggio è veramente il banale tentativo di fare l’occhiolino al pubblico telefono-dipendente. Ma non è l’unico “peggio”.
    Qui mi fermo, questo film mi ha irritato più di quanto voglia ammettere😦

    ps. e alla faccia dell’amore che migliora le persone. Se vuoi rappacificarti con la tua ex moglie, magari scrivere una lettera (nemmeno la scrive poi, la detta a un altro sistema operativo) è un pochino da cafone. Parlarci no eh.

    • No ti prego fallo, scrivi una recensione anzi fai un copia-incolla che gia’ basta. Sia chiaro ma so che mi capisci, non e’ per scatenare una guerra santa, tantomeno per salvare il mondo, ma credo che una ferma perplessita’ su “Her” aiuti quantomeno a capire le ragioni per le quali siamo arrivati sino a qui.
      Tolti i gusti che come al solito non si discutono, quello che vorrei capire e’ come un prodotto costruito a tavolino con una inimmaginabile quantita’ di plastica e neppure troppo colorata, possa in qualche modo essere ritenuta interessante. Voglio dire, nessuno vieta di preferire una merendina economica da discount alla torta fatta dalla nonna ma perdio non me la si cerchi di vendere come alta pasticceria.
      Lasciamo perdere poi implicazioni etiche e finanche tecniche che da operatore del settore potrei sollevare ma sospendiamo l’incredulita’ e tralasciamo.
      Ora pero’ lascia parlare il complottista che mio malgrado, si rafforza di giorno in giorno e l’unica maniera per inquadrare l’operazione “Her” e’ quella d’innestarla in una campagna che dura da anni e che si fa sempre piu’ aggressiva di giorno in giorno, nella quale si propaganda l'”io” come male e “altri/altro” il sole bene. Siamo pessimi noi, le nostre famiglie, il nostro credo, la nostra religione, i soldi che guadagniamo e cosi’ discorrendo.
      Bene sono gli altri, gli animali, la natura, il diverso e il vuoto. Dopo anni di computer cattivi, anche la tecnologia e’ ora migliore di noi e con questo un nuovo tassello si aggiunge al mosaico di depressione Occidentale funzionale a pochi, disastrosa per tutti. Vaneggio? Forse. Cominciamo pero’ a farci caso, “Trascendence” ad esempio. E andiamo a comprare il nuovo cellulare con un numero in piu’ sulla scocca…

  3. Francesca scrive:

    Ah, qui non c’è nessuna guerra santa da scatenare… la mia risonanza è già molto limitata e poi… chi ha la sua idea troppo spesso tenderà a mantenerla. Però, questo si, ci sono cose che merita affermare, a maggior ragione quando la maggior parte va nella medesima direzione. E non vanno affermate necessariamente per far cambiare la suddetta direzione, ma almeno per far riflettere con spirito critico – oggi mica facile. Quando scrivo una recensione, prima me ne leggo qualcuna, se le trovo dalle 10 alle 20, magari. Come è possibile che ce ne siano, su queste, 8-9 tutte uguali? hanno ricevuto mail da un addetto stampa? e come è possibile che non controllino le fonti? su un numero inaspettato di recensioni americane di Gummo è venuto fuori che Gummo era il nome dell’uragano. Ma stiamo scherzando? Ecco, vorrei evitare questo e basarmi su qualcosa di solido, perché chi difende questo tipo di film lo fa nell’unico modo possibile per loro: basarsi su emotività, sensazioni. Il cinema non era più sensazione da Méliès in poi, cavolo, e dal Nickelodeon in poi meno che mai. La fabbrica dei sogni ha sviluppato volutamente una sensibilità sempre più di plastica e ora si può facilmente lasciare che sia il pubblico – ben ammaestrato – a dettare le regole. Grazie, lo hanno educato loro. Il cinema educa, distorce, forma una consapevolezza. A volte l’ho detto, “è solo un film”, ma mi devo dare torto, non sono solo film. Sai cosa, io non credo affatto che tu vaneggi. E non è un caso se ho sempre studiato la cinematografia di propaganda. E’ l’essenza del cinema, perché il cinema di massa non è solo il biglietto che paghi, ma anche un’agenzia educativa. Ci pensavo qualche giorno fa. Pensa ai supereroi. La maggior parte dei cattivi sono scienziati folli super intelligenti che combattono contro eroi belli senza sforzo, forti senza sforzo, perfetti, sempre senza sforzo. Sono anche piuttosto stupidi, alle volte, se non altro sono privi di alcuno spessore intellettuale. E ti viene il dubbio: non è che vogliamo demonizzare l’intelligenza? Il mio blog si chiama Tersite non a caso. E non è nemmeno un caso se ho sempre tifato per Lex Luthor – e non amo particolarmente Superman.

    ps. per la recensione vediamo che si può fare, ma te lo dico, non mi accontento del copia-incolla🙂

    • Contrariamente a quanto fai tu, e’ raro vada leggere giudizi altrui, piu’ per ragioni di tempo che altro ma e’ molto interessante quanto dici per quanto non mi sorprende affatto. L’uniformita’ di vedute e’ uno dei sintomi di quanto si diceva poc’anzi, anzi oserei dire sia uno degli obiettivi del “sistema” che regola il non-tanto-libero mercato. Davvero, non voglio indulgere su discorsi in fondo marginali all’argomento cinema o quantomeno dove il cinema e’ un mezzo non un fine come giustamente rimarchi coi supereroi, i quali come forse avrai letto, sono una mia antica passione, una sorta di seconda pelle.
      Su di loro si potrebbe costruire una fenomenologia con molte soprese sui costumi dell’Occidente degli ultimi 70 anni.
      Inoltre sono certo di non sbagliare che tu come me prediligi un ruolo propositivo, evitando come la peste gli antagonismi e i noiosissimi “no-qualcosa” e “anti-qualcos’altro”, puro retaggio di una barbarie culturale incapace di affermare ma soltanto negare.
      Qualcosa pero’ c’e’, lo so io lo sai tu e lo sappiamo in tanti. Quei pochi coi quali si e’ commentato il film, molto meno visto di quanto ci hanno raccontato, e’ emerso un giudizio perplesso se non negativo praticamente unanime, quindi cos’e’ questo scollamento tra la “societa’ reale” (mamma mia) e l’impalpabile internet? Anche questo un segnale? Teniamo gli occhi aperti.
      PS: gli hipster sono il Male, ci consola sapere che spariranno presto

      • Francesca scrive:

        Non farò battute sul perché gli hipster spariranno presto, sarei troppo prevedibile. Mi limito semplicemente a sperarci.
        E ti posso confessare una cosa, odio a morte Superman… ma sarei in grado di scrivere una serie di articoli sullo sviluppo del personaggio di Iron Man (seguo il buon Tony Stark da prima che fosse figo farlo). Mi piacciono i supereroi, in fondo, anche se spesso sono guardinga circa il fenomeno “eroi”. Iron Man comunque non si tocca🙂

      • Gia’ mi dici che nell’eterna lotta tra DC e Marvel stai dalla parte dei quest’ultima e cio’ mi piace. E’ curiosa la tua passione supereroistica e converrai che le “femmine”, termine che uso con tono ed accezione prepuberale, solitamente non se ne interessano. Ancor piu’ curiosa la predilezione per Iron Man, personaggio legato a filo doppio con macchine e tecnologia e quindi oltremodo maschile MA e’ un gran figo e quindi ti capisco. Oddio, il baffetto m’e’ sempre parso da sfigato ma il pizzetto gli dona. Per la cronaca da ragazzino ero un ragnaro per quanto in eta’ adulta sia approdato con maggior interesse alle saghe mutanti. Da anni non frequento piu’ il mondo dei comics e lo evito come un ex alcolizzato evita di entrare nei bar ma cio’ in fondo conferma una passione che e’ destinata a finire con me e non prima.

      • Francesca scrive:

        Posso dirlo? Sono Marvel tutta la vita, ma Spideman non lo reggo. Non ci riesco… non me ne volere🙂 Tony Stark è l’uomo che tutte le donne vorrebbero cambiare, donnaiolo ma sensibile, un gran figo e al passo coi tempi, ricco sfondato ma con un cervello. E poi… nell’universo Ultimate ha pure un tumore al cervello, ma combatte strenuamente anche contro quello… come si fa a non amare Tony Stark? Assolutamente impossibile:mrgreen:
        E poi sarà la corazza da cavaliere… lo stile impeccabile. Ok la smetto🙂

      • Nono, vai pure avanti che mi piace! Mollai i comics nel 2000 per tante ragioni e tieni presente che nasco con la Corno nei lontani ’70. I classici di quel tempo li conosciamo e da preadolescente attaccarsi alle tele di Parker era quasi un obbligo, oltre alla felice propaganda dei fumetti in tv sulle reti nazionali, un vero evento per l’epoca. Una delle ragioni, non la principale, furono le prime avvisaglie degli universi alternativi Marvel che gia’ dalla fine degli anni ’90 iniziarono a comparire. E’ quasi fisiologico e la DC con le crisi delle terre infinite, aveva gia’ mostrato la parabola del declino. Sto pero’ divagando.
        Dopo un inizio zoppicante, credo che la Marvel al cinema stia imbroccando qualche strada giusta e con Iron Man sta facendo un buon lavoro. Nota che IM 2 non mi e’ piaciuto (lo posto la settimana prossima) ma trovo senso e coerenza e cio’ mi basta. Ad ogni modo voglio bene anche io a Stark, forse piu’ oggi che allora e di sicuro il cinema ha fatto molto bene al personaggio.

      • Francesca scrive:

        Robert Downey Jr è perfetto, lui volendo ha tracce di Iron Man anche fuori dal cinema, con i suoi eccessi poi – spero per lui – risolti… anche se è solo il lato “istrione” della cosa. Ed è l’unica cosa che posso imputare al fenomeno cinematografico. Tony Stark è più tenebroso di quello che sembra, soprattutto nell’universo Ultimate. Però una cosa è certa, i film su Iron man non sono male, considerando poi l’esistenza della serie sui Fantastici 4. Esistenza che ancora non mi spiego, ma sono pareri personali eh.

      • RD Jr i primi tempi della sua carriera mi stava abbondantemente sulle p… antipatico, quell’aria suffragata dalla critica di dio in terra del palcoscenico. Poi l’abisso anzi due perché anche tu come me avrai versato una lacrimuccia su “I Wish I had a River” e tutto il periodo Ally McBeal, poi riprecipitato e ripreso. Insomma, chi casca e sa rialzarsi sa destarmi attenzione e poi nulla da dire, e’ decisamente bravo al punto da farmi superare ogni antipatia..
        Degli Iron Man, il primo ok, il secondo e’ un film sbagliato ma la colpa e’ di Favreau, il terzo mi manca e nei Vendicatori e’ straordinario.
        Sui Fantastici 4 non farmi parlare, basti dire che fecero la pensata di farli essere in 5 alla loro nascita… vabbe’. Temo molto anche per il reboot, con Johnny che a quanto sembra sara’ nero, molto sensato considerando l’epidermide della sorella…

  4. Francesca scrive:

    ps. il pezzo su “Her”… non so se esserne soddisfatta, alla fine m’è venuto con meno mordente di quanto avrei voluto. Probabilmente lo cambierò, in futuro… Te lo lascio (http://tersiteblog.wordpress.com/2014/05/09/machete-kills/)… come promesso🙂

    • “parla come una donna, ride, fa pause irregolari” credo sia la migliore definizione di intelligenza artificiale che mi sia capitata di leggere dopo quella di Clarke che non a caso cito nel mio post.
      Perfetto l’accostamento a “Machete kills” perché in qualche modo serve per definire lo scopo ultimo del cinema, o dell’arte in genere se vogliamo. Melies dette la sua risposta, anche tu a quanto pare e per cio’ che mi riguarda come la penso e’ chiaro.
      Approfitto ancora una volta per ribadire che il fastidio derivante da “Her” non riguarda il film in senso stretto – a mio avviso orrendo ma non faccio testo – quanto l’idea vi sia insita una poetica laddove il dominio sia quello delle bibite energizzanti. A ognuno le poesie che si merita…

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