Mood Indigo – La schiuma dei giorni – Michel Gondry

Mood IndigoColin e’ un gaudente e simpatico ricco nullafacente, amico di un collezionista di cultura, di topolini, camerieri e tanto desideroso di innamorarsi. L’incontro con Chloe sara’ fatale e felice ma anche drammatico quando una ninfea entrera’ nel corpo di lei minacciando seriamente la sua salute.
Patafisici e surreali, libro e film si congiungono perfettamente nello stile di Gondry, similitudini che si moltiplicano esponenzialmente grazie alla scelta di limitare al massimo la computer grafica e privilegiare anzi imporre, effetti artigianali che i fan del nostro riconosceranno dopo pochi secondi e non e’ un modo di dire. Si potrebbe pensare senza alcuna indecisione, che appartenga in tutto e per tutto al regista francese, il quale non a caso ha dichiarato di essere stato ispirato in creativita’ e stile proprio dall’opera di Vian e che anzi, fu proprio questo film il primo che giro’ nella sua testa di adolescente. 
Rifacendomi ai videoclip che ricordo, considero l’espressione migliore dell’arte di Gondry e ancor piu’ ricordando il documentario "The Work Of Director of MG" e gli immancabili clip da Bjork a Beck, si capisce che egli non mente quando racconta come il romanzo l’abbia ispirato e trasformato nel profondo il suo modo d’intendere il cinema. Stando inoltre a quanto racconta, drammatiche vicende personali lo avvicinano ancora di piu’ al protagonista ed e’ una tragedia vibrante che egli sente e trasmette. C’e’ una oscurita’ desolante e spaventosa che arriva sino in fondo, dramma che atterrisce e colpisce fisicamente, nel colore sempre piu’ desaturatuto e negli ambienti sempre piu’ piccoli e malsani, estensione ancora una volta di quanto gia’ visto in passato, ad esempio "Bachelorette" di Bjork suo autentico capolavoro dove presente, passato, claustrofobia e sconfitta si saldano in un unico terribile nucleo.
Il film colpisce in un senso e nell’altro. Da un lato come spesso ripeto, Gondry ha troppa arte, troppa creativita’ e come una pasta troppo glassata e ripiena, si arriva presto ad una sazieta’ mentale stancante che solo la svolta finale sa distogliere e non dico alleggerire ma la fa dimenticare. A cio’ aggiungo ma e’ un  problema mio lo riconosco, mal sopporto Francia, francesi e francesismi e il film ne e’ pregno dall’inizio alla fine e non aiuta, non aiuta affatto. Bravi i due interpreti principali dei quali conoscevo soltanto la Tautou, sempre dolce e bella malgrado gli anni passino anche per lei e devo dire sono rimasto colpito da Gondry che nella parte del dottore mostra doti attoriali non trascurabili.
A questo punto non so che dire. Film strabordante e straziante, tronfio e delicato, pesante eppure soave, divergenze che non so risolvere. Resta Gondry, uno straordinario regista dell’incanto, espressione di superba fantasia bambina.

Scheda IMDB

8 Responses to Mood Indigo – La schiuma dei giorni – Michel Gondry

  1. Francesca scrive:

    Bella recensione… voglio vedere questo film, assolutamente. E non solo, mi pare che qui ci sia la firma del regista, altro ottimo motivo per avvicinarmi a questa pellicola. Qualsiasi film con un’anima, lo vedrò volentieri. Poi ti dirò – se e quando lo trovo🙂

    • Grazie!🙂 Se posso permettermi ti giro questo link perche’ e’ quanto di meglio Gondry sa esprimere e sono certo che a vedere i suoi video, anzi rivederli sara’ un rinnovato piacere e in un certo senso forniscono il dizionario visivo necessario per tradurre “La schiuma dei giorni”.
      Ribadisco, al cinema deve ancora trovare un equilibrio ma quanto ha gia’ fatto a me bastera’ ancora a lungo

  2. Francesca scrive:

    Visto, ho anche letto il libro. Mi hanno letteralmente strappato il cuore. Espressione scelta non a caso… e sto anche leggendo Lo strappacuore, sempre di Vian. Grazie per avermi consigliato questo autore… veramente! Su Gondry… si apprezza nella sua stravaganza. Sembra quasi un artista non toccato dal business, spero di non essermi illusa troppo🙂

    • Innanzitutto ben ritrovata, spero i tuoi impegni si siano risolti per il meglio.
      Al contrario i miei si sono infittiti e dopo aver letto il tuo post praticamente in tempo reale con la pubblicazione, non ho avuto il tempo neppure per un saluto.
      Ancora una volta mi piace leggerti come approfondimento di quelle poche righe che scrivo e che spero siano di spunto, specie perché sei giunta al libro che vorrei leggere anche io… non fosse la pila che minacciosa rischia di franarmi addosso. Certo che dopo quanto hai scritto, quel momento si avvicina anche se, ad onor del vero, restando sul cinema, mi sono arrivati proprio oggi “Cloud Atlas” e soprattutto “Confessions” che devo assolutamente leggere.
      Gondry e’ sincero, posso giurarci perché il cinema o meglio la tecnica cinematografica, l’ha dentro come dono ricevuto dalla nascita. Poi lo si puo’ mettere in discussione ma non per l’onesta’ che sono certo, lo accompagnera’ sempre…

      • Francesca scrive:

        Gondry. Sai che un film di Gondry lo avevo già visto? eh, ma la mia memoria, ho sempre ragione di lamentarmene… dovrei esercitarla di più. Lo citai anche qualche tempo fa in un post. Eternal sunshine of the spotless mind (non scrivo il titolo italiano nemmeno sotto tortura, lo odio e lo detesto), un film che riguarderei oggi, adesso. Ma non posso, visto che non ce l’ho. Rimedio presto, perché è da un pochino che mi gira in testa. Tuttavia, vedere Mood indigo è stato come vedere Gondry per la prima volta, perché quando ho visto quel film con la Winslet, di cinema non mi interessavo minimamente. Sarà come vederlo per la prima volta una seconda volta. Comunque, Gondry va approfondito sicuramente, mi ha lasciato molto, indipendentemente dalla mia simpatica memoria🙂 La schiuma dei giorni… quando puoi leggilo… è struggente. Gondry ha portato all’eccellenza l’immaginazione visiva di Vian (che non è poco, Vian era sul serio un visionario), ma i concetti non ci sono tutti, non potevano esserci tutti. Sto cercando di trovare quanto più possibile di Vian, è stato un personaggio per cui non avrò mai abbastanza parole. Sono a metà de Lo strappacuore e finora sta confermando La schiuma dei giorni. Merita.

      • Un po’ lo immaginavo, intendo che tu avessi visto altro di Gondry e il candidato piu’ probabile poseva solo essere… l’innominato, pardon l’innominabile (credo che il peggior titolo in italiano vada a “Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!!” di Morrisey ma anche “Non drammatizziamo… è solo questione di corna” di Truffuat non scherza. Indiciamo un concorso…)
        Diciamo anche che di Gondry hai quasi visto tutto o almeno i 2/3 di cio’ che merita veramente vedere, videoclip esclusi, quelli restano.
        Vian lo leggero’ superando gli scogli della mia allergia ai francesi e di un tema che non sento molto mio, ma troppe le voci entusiaste per ignorarlo. Se andrai anche su altro, tienimi aggiornato…

      • Francesca scrive:

        Citi titoli meravigliosi, da orticaria fulminante obiettivamente… Io da buona appassionata del Titanic storico non posso non citare il favoloso titolo con cui hanno tradotto “The unsinkable Molly Brown”, nientepopodimeno che “Voglio essere amata in un letto d’ottone”. Grida vendetta. E altri improperi tutti condivisibili. Non sarebbe male fare una specie di concorso aperto al pubblico sulle traduzioni immonde dei titoli. L’innominabile vincerebbe a mani basse per quel che mi riguarda – la cosa che più mi fa incaz**** è che il titolo originale era stupendo. Occhio perché sto pensando a come realizzare la cosa.
        Vian leggilo, se ce l’ho fatta io a superare lo scoglio francesi… te lo dice una che da piccola aveva problemi a chiamarsi con un nome che si collegasse a suddetto popolo. Poi che c’entra, ho rischiato di laurearmi in letteratura francese in vecchiaia. Generalmente detesto i francesi, ma non posso fare a meno della loro letteratura (non tutta), dei loro profumi e dei loro biscotti. Ci sono cose su cui si passa sopra. Ah, e posso dirlo? Non sopporto la Tatou, ma il film di Gondry m’è piaciuto, eccome, mi ha emozionato. Mi sono piaciute poco anche le dichiarazioni che ha fatto la Tatou su La schiuma dei giorni e su Vian, le ho trovate un filo superficiali, ma il personaggio l’ha creato… a modo suo… e ha pure funzionato eh. Ma lasciamo perdere la Tatou, mi riesce difficile parlarne.
        Sto meditando di vedere i videoclip di Gondry, credo di aver visto solo Around the world (m’era piaciuto più il video della canzone), ma quello cui punto veramente sono quelli realizzati per Bjork. Tipo Bachelorette.
        Di Vian ne sentirai ancora parlare da me. E’ molto meno francese di quanto si pensi. Non per nulla Il disertore è stata una canzone molto poco allineata e votata all’oblio in Francia.

      • Accidenti che botta che mi hai dato con “Voglio essere amata in un letto d’ottone”. Non lo conoscevo e avrei preferito non conoscerlo mai. Gli anni ’70 o zone limitrofe, furono speciali laddove il sensazionalismo iniziava a farsi strada e il pruriginoso sfidava i pretori per poter urlare di censure e bavagli. Parliamone, mi piace!🙂
        Ti confermo che passero’ a Vian e quanto mi dici mi conforta e conferma un’intenzione che matura velocemente in me.
        Sulla Tatou posso dirti che la trovo perfetta per tante ragioni che in effetti poco hanno a che fare col mestiere di attore. Per tutta la vita si portera’ dietro l’aria di Amelie, quella carina, dolce e adorabile e percio’ le bastera’ sorridere per giustificare qualunque ruolo dal delicato al melenso. Il nome poi e’ riconoscibile, riconosciuto e gia’ basta ad etichettare un film anche a scatola chiusa. Non la prenderei troppo sul serio…

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