Secret sunshine – Lee Chang-dong

Secret sunshineGiovane vedova con figlio a carico, si trasferisce dalla capitale Seul, siamo in Corea del Sud, nel paese natale del marito scomparso. Inizia per lei una nuova vita, la conoscenza con un vicinato non sempre sincero, talvolta diffidente e corteggiatori gentili forse troppo insistenti. Una casa e il lavoro d’insegnante di pianoforte, ricominciare a vivere, pensare al futuro investendo soldi in un terreno, poi l’impensabile. Il figlio viene rapito da qualcuno che la crede ricca e quando paga meno di quello che doveva, il figlio viene ucciso.
Il dolore e’ insostenibile e la ferita pare insanabile, la fede irrompe nella sua vita donandole una nuova speranza e la rinascita dell’anima.
Purtroppo pero’ la fede non basta quando ci si aggrappa a Dio per necessita’ e non per volonta’, quindi il crollo sara’ verticale e terribile.
Film questo che parla di tanto e di niente perche’ nulla puo’ essere raccontato su una giovane madre che perde il proprio figlio.
In effetti, ed e’ uno dei limiti del soggetto, vengono affrontati molti temi che alla fine si sciolgono nella tragedia di questa donna che non puo’ frenare la discesa all’inferno della mente. C’e’ la religione in ballo, i suoi riti e le sue idiosincrasie ma dove non esiste la fede, ogni considerazione perde di valore, percio’ non ravvedo una critica palese e mirata a colpire nel senso profondo del credere, semmai denuncia i limiti di una dottrina che nell’amore assoluto e incondizionato fa erroneo affidamento per quanto cio’ si applichi anche all’impossibile fratellanza dei dettami laici. Restando al film, qualcosa deve essere accaduto nel corso della lavorazione perche’ si aprono diversi fronti senza che vengano chiusi, alcuni punti restano in sospeso e senza incidere troppo nello svolgimento, non si capisce perche’ iniziarli senza svilupparli. Non e’ chiarissimo neppure il ruolo di Song Kang-ho, duttile e bravissimo come sempre per quanto sia chiaro, la regina resta lei, Jeon Do-yeon,
Mi accodo alla schiera degli entusiasti di una attrice formidabile non nuova a queste prestazioni, gia’ vista ad esempio nell’altra grande interpretazione di "The housemaid". Qui si supera e stiamo ancora a domandarci perche’ tanta eccellenza sia sempre altrove e mai dalle nostre parti. Convincente e sconvolgente, trasmette il dolore di una madre che ha perso l’unico figlio avuto dal marito scomparso e il suo strazio diventa anche quello di chi guarda cosi’ come la progressione verso la follia la si legge nei suoi occhi come un libro aperto.
Film ordinario ma interpreti memorabili, il bilancio e’ comunque positivo..

Scheda IMDB

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