Happiness – Felicita’ – Todd Solondz

HappinessRobe americane. Gente infelice, psicotici inconsapevoli, sbandati e perduti nel proprio superfluo a cui resta un’idea vaga e nociva dei rapporti umani e del sesso. Gli americani che Solondz racconta sono tutti professionisti ma non leggono e non ascoltano altro che cio’ che gli viene dato e detto.
L’inizio e’ di quelli che chi s’intende di cinema, quelli con la barbetta e gli accessori fruttati, adorano e gia’ li vedo col ghigno a denti stretti stampigliato in faccia. Simpatico, focalizza l’attenzione, fa persino presagire bene.
Il film mi e’ stato consigliato da jfishnaller per via di Hoffman e non ho esitato un istante a vederlo, per quanto questo e’ da dire, il cinema indipendente americano e’ un pantano dal quale spesso non si esce puliti e profumati e "Happiness" conferma il peggio di un’arte usata per convincere le folle su un disfacimento in atto quando e’ lo stesso circo massmediatico a provocarlo invece che descriverlo. E non per caso.
Seppur vero che l’Occidente  e’ in caduta libera con gli USA in testa alla comitiva, le persone, quelle vere, quelle che conosciamo non sono cosi’.
Si certo, gli Stati Uniti sono lunghi e larghi ma nel mondo reale c’e’ gente che lavora, s’incavola ma fa cene con amici, si commuove quando i figli si diplomano, fanno torte e leggono libri nei parchi. Considerando che qua si mettono assieme personaggi tra i quali uno psichiatra padre di famiglia pederasta e pedofilo, un pervertito mezzasega, una cicciona assassina, una scrittrice che rimpiange di non essere stata violentata da bambina, due pensionati che alla soglia della morte decidono di divorziare e tutti costoro collegati tra loro anche per linea di sangue, cosa si vuole fare intendere, che dove spari nel mucchio, dietro la facciata e’ questa la realta’? Chi fa telefonate anonime e con lo sperma attacca le cartoline al muro, esiste nella testa malata e stupida dei Solondz ai quali fanno fare film unicamente per trasmettere il messaggio "voi siate il male, noi la felicita’" col noi da ricercarsi nei venditori di qualunque tipo. Lo so, c’e’ puzza di decerebrato complottismo nel mio discorso, l’altra faccia imbecille di un’epoca sconfitta ma tra i due estremi d’idiozia, in mezzo qualcosa da prendere in considerazione c’e’. Francamente ne ho le scatole piene di boiate alla "American beauty" nate per disintegrare le fondamenta morali dello spettatore che una volta rabbonito e’ facile preda di mercanti di beni e idee.
E magari "Happiness" fosse stato girato con la classe di "American beauty" …
Tolto questo e mi rendo conto siano considerazioni che non riguardano il film in senso stretto che comunque si disintegra sotto il peso della sua banalita’. Resta Hoffman ancora immaturo, la leggera tendenza a stare sopra le righe, sua prerogativa in tutti gli anni ’90 che poco toglie all’incredibile talento dimostrato, l’unico che in effetti regala qualcosa oltre. Gli altri che non superano il livello minimo che caratterizza gli attori alleniani, praticamente un ininterrotto tartagliare inconsulto con stralunamento degli occhi. 
Grazie del consiglio jfishnaller pero’ il film non mi e’ piaciuto per niente malgrado Hoffman meriti comunque.

Scheda IMDB

8 Responses to Happiness – Felicita’ – Todd Solondz

  1. Francesca scrive:

    Oh mamma, che casino. Ma perché nonostante tutto lo guarderei? Sarà che sono curiosa di natura. Poi se ho visto Her posso anche guardare questo, no? Non sarà tanto peggio, spero. E poi che c’entra, sarei ben contenta di rivedermi Hoffman (e l’idea della cicciona assassina mi attira moltissimo, lo confesso)

    • Si, Hoffman si, vale e serve. Per il resto guarda… Quanto ho scritto si collega al post su Tortora e bada che di “Happiness” ne scrissi un paio di settimane fa ed e’ rimasto in sospeso per ragioni logistiche.
      Sara’ l’eta’, sara’ la sempre piu’ bassa tolleranza alle cazzate ma per restare in tema cinema, sto avendo reazioni morettiane del tipo “voi gridate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Il mio sistema d’ideali e’ giusto e ora sono uno splendido quarantenne.” Spiace parafrasarlo ma ben descrive come mi sento innanzi a siffatte porcherie.
      Poi capisco che magari ora la tua curiosita’ sia raddoppiata…🙂

      • Francesca scrive:

        Ommioddio Moretti… non ce la posso fare😀 ma lasciamo stare… tanto alla fine probabilmente è tutto un demolire valori per motivi che posso immaginare. Curiosità cresciuta, sì🙂
        Un dibattito costruttivo sarebbe meglio, no? sarebbe. Ma non è mica facile. Si distrugge e non si pone mai una risposta. Simpatico. Simpatico come passare sempre il messaggio “sei sbagliata/o, fattene una ragione. Devi solo essere altrimenti. Come? E io che ne so non c’ho mica la palla di cristallo”. Molto simpatico.

      • Non hai idea la fatica di citare Moretti, anche perché diciamolo, cio’ che diceva lui era realmente sbagliato a gia’ a 40 anni era una fetecchia d’uomo😉
        No vabbe’, a questo punto pero’ sono io che ci terrei lo vedessi malgrado si stia a parlare di nulla, un filmetto ormai realmente rimosso e innocuo che forse paga colpe non sue ma di un sistema che si rafforza giocando all’antisistema. Un po’ come l’antipolitica dalle nostre parti…

      • Francesca scrive:

        Fetecchia è una parola che non uso da tempo, ma decisamente coerente col personaggio:mrgreen: aggiungo il mio personale “ciofega”, termine cui sono affezionatissima. Moretti è il prototipo dell’intellettualoide che odio e detesto😀 per cui al momento – affettuosamente s’intende – ci stanno benissimo.
        Vedrò questo film, non so con che tempistica, ma lo aggiungo sicuramente alla lista. Attualmente sono impegnata con lo studio (prendo quasi sicuramente una pausa dal blog, un paio di settimane) e sarà già molto se leggerò qualcosa di Cioran. Autoraccio che ha creato un pochino di scompiglio🙂 ogni tanto ci vuole, mi piace il confronto.

      • Su Moretti si puo’ anche discutere e non e’ detto che prima o poi lo riprenda a mano, piu’ che altro devo aver voglia di guastarmi un po’ il sangue e non sempre mi va.🙂
        Ho letto dei tuoi studi, in tal caso evita robaccia e circondati di Bello… specie perché Cioran ha bisogno di un contraltare positivo altrimenti le giornate diventano mooolto lunghe!

  2. jfishnaller scrive:

    Dai ragazzi… Qua c’è un’evidente avversione a priori per ogni forma, dalla più spudorata alla più vaga, di cinema che richiami ogni pur minima traccia di politica di sinistra: vabbe’…siam d’accordo che certi atteggiamenti spocchiosi di cineasti di una certa “intellighenzia” siano insopportabili…però é “spocchioso” cestinare tutto a priori… Ditemi che ho preso un granchio…Forse ho subodorato sbagliato ?
    Il cinema é sempre cinema e si può chiamare tale se ti incuriosisce, ti tiene lì, ti provoca emozioni (anche di disgusto..per assurdo): se assolve a questo scopo per me é degno di chiamarsi cosi, indipendentemente..

    • No ti sbagli. Fosse solo un problema di sinistra, resterebbe da vedere giusto “Bambi” e poco altro. E’ un problema da un lato di “politicamente corretto” che trovo intollerabile e se la sinistra l’ha eretto a bandiera, sono affari suoi. Dall’altro di continuare in questa infinita ed estenuante lotta contro la “famiglia borghese” che ha rotto le palle chiunque sia a portarla avanti.
      E’ questa idea di denuncia sociale che nasconde intenti disgregativi atti ad accentuare le vulnerabilita’ di ognuno. Mi dirai che in fondo sono storie diverse. No, questa e’ una sola famiglia e le persone che gli girano attorno, percio’ si vuole mostrare scheletri in armadi che invero non esistono. La percentuale di gente che mette il portiere nel freezer non e’ pari a 0 ma di certo nessuno di noi dovrebbe perderci il sonno.
      Ho citato “American beauty” perché esemplare del peggio del peggio del peggio che Hollywood possa concepire con la caratteristica pero’ di essere un film tecnicamente bellissimo, il che non si puo’ dire di “Happiness”.
      Almeno facesse ridere e penso chesso’ a “I vicini di casa” di Landis o “Cose molto cattive” ma no, si resta serissimi attorno ad uno che usa il proprio seme per incollare cartoline o adolescenti che irrompono in sala da pranzo annunciando di essersi fatti una sega. Ma per favore…
      Resta Hoffmann e sono stato contento di vedere il film solo per lui ma oltre lui il nulla…
      Il cinema indipendente di per sé non ha nulla di sbagliato, non fosse che il piu’ delle volte si nasconde il nulla dietro il nulla o si fanno vedere dei sacchetti di plastica svolazzanti spacciandoli per la cosa piu’ bella del mondo tanto c’e’ chi se la beve… (e torniamo a “American beauty”). Un po’ come quelli che non sanno scrivere poesie compensando con l’andare a capo a cazzo. Forse suggestiona, poi leggi Montale e ti fanno scappare da ridere…

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