Confessions – Tetsuya Nakashima

Confessions"Genitori comprensivi sviluppano disadattati…" e’ la frase che rimbalza nella mia testa dalla fine del film. Era il 1985 quando Sergio Giacomini e gli Afrodisia urlavano dentro a "Stati d’ansia" il dolore di una generazione che iniziava e sentire gli effetti di una insana tolleranza verso i piu’ giovani, lascito deleterio tra i tanti, di quella rivoluzione fallita miseramente un decennio prima ma che trovava la sua vendetta disintegrando quel futuro che non aveva potuto conquistare.
Ben presto s’impose la visione di chi aveva le palle democratiche e popolari e i cosiddetti giovani, si ritrovarono in un mondo fatato e colmo di diritti.
Diritto alla famiglia, allo svago, al divertimento, persino allo studio.
Tutto bello per carita’ ma deleterio senza un contraltare di doveri altrettanto potenti e necessari per salvaguardare un equilibrio etico e morale.
Tutto dovuto, tutto permesso, persino delinquere perche’ nessuno paga.
Il problema non e’ solo italiano, anzi essere la ruota di scorta dell’Occidente ci permette di vedere in anticipo l’orrore che ci aspetta.
Al Giappone purtroppo fu imposto un modello di vita che non gli apparteneva, gente come Mishima diede la vita per evitarlo ma anche da loro il cancro liberale e perbenista sta disintegrando le fondamenta della civilta’, iniziando ovviamente dalle nuove generazioni. Ecco percio’ una classe di ragazzini indisciplinata, cellulari alla mano, che schiamazza e urla mentre l’insegnate, una donna carica di dignita’ e placida freddezza, annuncia di volersi ritirare dall’insegnamento, non prima pero’ di denunciare che due suoi studenti, entrambi in quella classe che ride e festeggia, le hanno ammazzato l’unica figlia soltanto per gioco, per vendetta, perche’ tanto non pagheranno, non subiranno alcuna condanna, anzi diventeranno miti televisivi per altri aventi diritto come loro.
La confessione della donna e’ agghiacciante, il dolore di una madre calpestato da minorenni minorati ma prima ancora dal sistema scolastico che li protegge, dai giudici che li assolvono, dai genitori primi responsabili di aver allevato mostri disumani. Percio’ la sua vendetta sara’ terribile ma soprattutto virale, percorrendo a ritroso la catena di responsabilita’ colpendo duramente chi ha permesso lo scempio della sua vita, quindi della nostra civilta’ tutta e ci riuscira’ con le stesse armi usate per giungere sino a questo punto. 
Un film incredibile, linguaggio visuale straordinario che attraversa imperiosamente i solchi tracciati dei grandi tra i grandi, da Spielberg a Nolan, da Cronenberg a Fincher, da Scorsese a von Trier anzi e’ proprio quest’ultimo, ai suoi ultimi film sui quali si trovano piu’ punti di contatto. Script dello stesso Nakashima e c’e’ da alzarsi in piedi in ovazione per un testo perfetto, un thriller come non ne vedevo da tempo ma soprattutto un meccanismo ad incastro di realta’ sovrapposte che si elidono con impressionante regolarita’ stravolgendo ogni consapevolezza sin li’ acquisita, fino all’ultimo istante del film e non per modo di dire.
Prendero’ anche il libro omonimo di Kanae Minato dal quale il film con molta fedelta’, e’ stato tratto perche’ una storia cosi’ va seguita con ogni mezzo possibile.
Film da gustare e godere, una volta tanto e giustamente con doppiaggio italiano, occasione unica di veder trattati certi argomenti con questa forza perche’ al nostro Occidente moribondo, tanta determinazione e’ oramai negata.

Scheda IMDB

4 Responses to Confessions – Tetsuya Nakashima

  1. jfishnaller scrive:

    Concordo sul notevole impatto visuale e aggiungo accompagnato da musica azzeccata. Fatico ancora ad apprezzare certe enfasi” a livello di linguaggio corporeo degli attori orientali ..gestualità cosi esagerata e “a scatti” che rispecchia una cultura evidentemente a noi lontana e che per tal motivo non mi fa apprezzare appieno gli attori asiatici. Molta riflessione meriterebbe il cambiamento epocale di una società cosi democratica e buonista che elargisce potenti diritti per tutti…senza richiedere altrettanti potenti doveri, per porre un necessario equilibrio

    • Dici bene, l’esasperazione accentuata dei gesti e delle parole deriva da una cultura differente e di conseguenza un approccio molto diverso alle cose. Pur essendo un popolo passionale, noi italiano siamo piu’ che anglosassoni al loro confronto. Tolta la cifra emotiva, cio’ che resta e che fa grande il romanzo e film, e’ il contrappasso piu’ sociale che mirato al singolo individuo dove alla fine i colpevoli, scuola e genitori lo sono alla pari degli assassini, vengono puniti nel modo peggiore per loro. E’ un messaggio forte, un bisogno di giustizia che ancora non trova sfogo come invece avvenne negli anni ’70 e pensiamo ai Callaghan negli USA e i poliziotteschi da noi.
      A differenza di qualche decennio siamo forse troppo indottrinati o forse ben filoguidati? Domandiamoci perché, senza complottismi, serenamente…

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