American hustle – David O. Russell

American hustleLui, Christian Bale, e’ un truffatore, uno di quelli buoni pero’.
Si e’ fatto da solo, famiglia onesta e portato per gli affari, qualunque tipo di affari, percio’ alterna attivita’ illegali col commercio di arte falsa e prestiti che non potra’ onorare. Tutto bene ma andra’ ancora meglio quando nella sua vita entra Amy Adams, bella, intelligente e il bisogno feroce di arrivare. 
Il poliziotto Bradley Cooper li incastera’ ma invece di sbatterli dentro, li usera’ per piazzare il gran colpo contro il politico di grido, Jeremy Renner, figura complessa e piena d’ombre ma realmente interessato alla comunita’, percio’ il tentativo di corruzione si trasformera’ in un’onda che arrivera’ a coinvolgere la mala di Las Vegas e qui il gioco diventa veramente complicato.
Ecco, film grandiosi come "America hustle" danno l’esatta misura di quanto potrebbe essere grande Hollywood se si sbarazzasse del lerciume che la domina e uscisse dall’immensa cloaca nella quale l’hanno tuffata.
David O. Russell, che confesso conoscere soltanto per il pessimo "Three Kings", tira fuori una regia formidabile che rimanda al miglior Joe Carnahan, quello di "Smokin’ Aces", alla velocita’ di Ben Affleck e a furia di citarlo, l’irraggiungibile Scorsese. Con lui la fine degli anni ’70 e’ li’ dietro l’angolo, colori saturi, pettinature improponibili, rayon e poliestere come se piovesse ma soprattutto mise femminile da capogiro.
Soggetto strepitoso, un incrocio di doppi e tripli giochi, intenzioni che s’incrociano e s’elidono dentro e tra i personaggi, stratificazioni dalle cui combinazioni emerge lo spessore della trama.
Tutto questo pero’ sarebbe poco o niente senza un cast nientemeno che perfetto.
Christian Bale e’ un gigante e voglio ripeterlo, un gigante. Ogni volta regala una grande interpretazione e qui aggiunge un nuovo ruolo per cui ricordarlo. Trasformista fisico al limite dell’umano concepibile, entra nel personaggio col corpo e con la mente. Egli e’ colui che rappresenta, non lo interpreta. E’ ora di farsene una ragione. In verita’ pero’ chi gli sta attorno non e’ da meno, con Amy Adams che brilla come una supernova, per me una sorpresa e un incanto. Di Cooper ebbi modo di esaltarne le virtu’ nel favoloso "Limtless", doti confermate, anzi rafforzate. A cio’ due grandi soprese: Jennifer Lawrence inaspettatamente brava e Jeremy Renner assolutamente sul pezzo, persino irriconoscibile forse perche’ abituati a vederlo in ruoli molto piu’ fisici. Ah, c’e’ anche De Niro peraltro uncredited, ma nel collettivo e’ uno straordinario elemento alla pari degli altri.
Ovviamente film troppo ben realizzato per vincere qualcosa dall’Academy e cio’ gli rende onore.
Un vero spettacolo, film da ricordare e rivedere.

Scheda IMDB

6 Responses to American hustle – David O. Russell

  1. lapinsu scrive:

    Confesso che più del film (che comunque ho apprezzato in maniera più che sufficiente) sono rimasto estasiato dal cast e dalla interpretazioni.
    Christian Bale fa spavento per quanto è bravo, anche con la panza e il toupè. Amy Adams e Jennifer Lawrence fanno spavento pure loro per quanto sono fighe con quei vestitini anni 70 tutti scollacciati. Oddio, sarebbero pure brave, ma francamente diventa un elemento secondario. Bradley Cooper non fa spavento, d’altronde non sarà mai bravo come Bale nè bello come Jennifer e Amy, però se la cava e fa la sua onesta figura. Addirittura sembra un attore normale pure Jeremy “Monofaccia” Renner, il che è un mezzo miracolo.
    Citi limitless,film che ricordo bene anche se non mi entusiasmò (e questo è un pregio, va riconosciuto), ma Cooper mi è piaciuto di più ne Il Lato positivo, l’altro film fatto in coppia con O’Russel e la Lawrence.

  2. wwayne scrive:

    Rieccomi! Anch’io mesi scrissi una recensione entusiastica di questo film: http://wwayne.wordpress.com/2014/01/08/il-fine-giustifica-i-mezzi/. Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

    • Ben ritrovato!
      Nel tuo ottimo post affronti un tema non certo secondario, che ho volutamente tralasciato ma che meriterebbe ampio spazio.
      L’aspetto etico della vicenda e’ importante e fa riflettere, non soltanto domandandosi se sia giusto trasgredire la legge a fin di bene, quanto sul perché la legge possa essere tanto sbagliata da indurre a certe scelte.
      Ci sarebbe da soffermarsi sempre, specie qua da noi dove la corruzione pare infinita ma non puo’ nascere una discussione seria laddove un gruppo politico e’ sempre pronto a soffiare sul fuoco del sensazionalismo e arma la folla di monetine da lanciare sulla parte avversa.
      Del resto stiamo andando a fondo anche per questo. Tema importante, troppo. Ho preferito fermarmi all’aspetto ludico del film…

      • wwayne scrive:

        Di quanto in basso possa scendere la nostra politica lo abbiamo visto pochi giorni fa, quando Alfano si è arrogato il diritto di annunciare urbi et orbi la cattura del killer di Yara: lo ha fatto non certo (come dice lui) perché il popolo aveva il diritto di esserne informato, ma perché sapeva bene che una notizia così sospirata avrebbe fatto brillare di luce riflessa il suo annunciatore, garantendogli un certo ritorno di immagine. Sfruttare la tragedia di Yara per fare audience è ignobile, sfruttarla per arraffare un pugno di voti lo è ancora di più. Grazie per la risposta! : )

      • E’ un mondo complicato, il cinema serve anche per semplificarlo…🙂

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