La specie artificiale – Riccardo Campa

La specie artificialeNon e’ da oggi che il nome di Campa appare in questi spazi e ogni volta, cio’ e’ da dire, con argomenti molto diversi tra loro, il che lascia intendere come egli sia un personaggio singolare all’interno del panorama culturale attuale.
Edito dalla giovane e agguerrita Deleyva Editore, lo ritroviamo nel centro esatto della sua specializzazione perche’ ricordiamolo, egli e’ professore di bioetica nonche’ presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti.
A che punto stanno attualmente le ricerche mediche atte a migliorare, forse e’ piu’ corretto dire evolvere, la specie umana, dove queste hanno avuto inizio?
Campa dettaglia nascita ed evoluzione di cure e procedimenti, tecniche e scoperte legate alla conoscenza del corpo umano, al suo mantenimento e perfezionamento. E’ importante comprendere l’origine di determinate pratiche mediche ma ancor meglio e qui il senso profondo alla base del libro, le possibili implicazioni etiche che seguono o seguiranno.
Semplificando le ragioni contrapposte in due categorie, pro o contro, per facilita’ visti di volta in volta come conservatori o progressisti, laici o cattolici laddove forse sarebbe stato piu’ interessante allargare il concetto ad ogni pratica religiosa, Campa deliberatamente evita di porsi in una posizione precisa, dando spazio alle idee di chi vuole o non vuole proseguire per una certa strada di ricerca e sviluppo.
Per giungere a questo, egli divide il libro in tre sezioni, infanzia, giovinezza e maturita’ raccontate attraverso l’esistenza di Galatea, figura metafisica e retorica funzionale ad affrontare temi come controllo delle nascite, fecondazione artificiale e ingegneria genetica, proseguendo per procreazione. inseminazione, interruzioni di gravidanze, infine chirurgia estetica e rigenerativa, malattia, invecchiamento ed eutanasia.
In ultimo, nel capitolo piu’ interessante, le considerazioni di Campa che riassumono un po’ tutte le posizioni sin qui enunciate e la sua analisi complessiva. 
Nel complesso trovo sia un buon saggio che raccoglie le fila dell’argomento e tira qualche somma, non troppo dettagliato ma del resto Campa ha altri libri al suo attivo che approfondiscono maggiormente. Un punto di partenza, un riepilogo sullo stato delle cose. Di fronte ad una nuova scoperta, prima di ogni considerazione etica bisognerebbe domandarsi che benefici ne trarrebbe la razza umana per scoprire forse di essere nel campo di battaglia sbagliato. Nell’enunciare le diverse posizioni Campa c’induce a trovarne una a nostra volta, districarsi tra le tesi che si duplicano mentre l’etica sovente si posiziona su un filo sottilissimo oltre il quale si passa da una logica all’altra con una facilita’ che dovrebbe far riflettere sulla stupidita’ dell’integralismo ideologico che taluni appongono alle proprie idee.

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