Saga – Giovanni Lindo Ferretti – Reggio Emilia 21-06-2014

Saga 2014-1Un anno, un anno esatto. 21 Giugno, solstizio d’estate, suggestione ancestrale, storia che inizia prima della storia, un evento quando ancora la Terra era massa informe, poi l’uomo, la consapevolezza della natura e del proprio ruolo all’interno di essa, di un disegno grande, molto piu’ grande.
In pochi decenni tutto questo e’ andato perduto assieme all’orgoglio di appartenenza, di stirpe, di comunita’, forza di gruppo disintegrata all’interno dell’idea passiva di collettivo.
E’ un caso ci si ritrovi qui, un anno dopo, in questo giorno, forse solo occasione ed opportunita’ ma funziona, qualcosa si aggiunge alla gia’ forte emozione che la sola presenza di Ferretti Lindo Giovanni ispira.
Un anno fa la mia prima volta di Saga, della Corte, della filosofia sottesa a questa che vuole essere una esperienza non solo per chi la vive dall’interno ma anche per chi assiste. Un anno nel quale le parole di Ferretti sono state ascoltate ripetutamente, metabolizzate, pensate, tenute strette con forza, affetto e non poca preoccupazione ma soprattutto un anno nel quale ho imparato a conoscere la Corte Transumante di Nasseta, i loro sacrifici, le difficolta’ di una comunita’ che crede e vuole recuperare qualcosa ma assieme alle difficolta’, la gioia dei giorni che trascorrono all’interno di un equilibrio tra essere, volere e avere, la consapevolezza di appartenere all’alba, al tramonto, alla terra e nel cielo la miglior difesa contro chi il cielo l’ha perduto da tempo.
Saga 2014-2Percio’ e’ inutile parlare dello spettacolo, perche’ nulla e’ cambiato nell’emozione dell’anno precedente, semmai accresciuta in quei racconti ora noti che riascoltati dalla voce di Ferretti, assumono il senso antico e profondo della favola che insegna, che stupisce e nel contempo prepara alla vita. Lui e la Corte sono da vivere appunto, vedere, ancor meglio sentire ed e’ un invito che non cesso di rivolgere a chiunque. Inutile anche elogiare l’impostazione dello spettacolo, piccole e grandi differenze che danno continuita’ senza pedissequa ripetizione, constatare come la voce di Giovanni sia  forte piu’ che mai, dolce e potente come mai.
Voglio scrivere invece del rito perche’ di rito si e’ trattato e l’inizio dell’estate ne ha suggellato l’arcaico sentire del trascorrere delle stagioni, stagioni di tempo e d’esistenza. Ritrovarsi e non solo come dettaglio romantico ma come l’anno prima essere li’ con amici laddove le attese sono tempo da spendere assieme, ascoltarsi per riascoltare e quando la Corte, i cavalli si mostrano fieri e possenti, e’ ritrovare anche loro, il puledrino oggi un giovanotto come lo definisce Ferretti, rafforza l’idea possente di continuita’ nella specie, nel pensiero, nel bisogno di esserci.
Altre persone dietro noi, anche loro di ritorno, una tradizione ormai dicevano e bambini, famiglie intere e qualcosa con loro cha avanza.
"La libertà è una forma di disciplina" e allora cio’ che abbiamo visto sono uomini, donne, animali liberi e lo dico con grande ammirazione, rispetto e gioia di farne parte, almeno un poco.

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