Jamie Reid. Ragged Kingdom – Modena 13-09-2014

Jamie Reid -1Il punk e’ morto ed e’ morto da decenni.
A dire il vero il punk non e’ mai nato, abortito prima di vedere la luce o ancor meglio fu una gravidanza isterica, forse simulata per incastrare lo sposo dubbioso e perplesso.
Fatto e’ che la trappola e’ scattata, l’industria del disco si e’ presentata all’altare, mezzo mondo invitato ad assistere e quando i Sex Pistols vestiti da sposa si sono fatti accompagnare all’altare dal furbo papa’ Malcolm MacLaren, la menzogna fu svelata tra grandi risate dal sodale Julien Temple che ne fece un gran filmino di nozze. Con i vestiti confezionati dal Vivienne Westwood, mancava colui che doveva pensare a fiori, catering e arredamento e chi poteva essere se non Jamie Reid. In sintesi questo e’ il punk e quanto Reid ha fatto per esso.
Tanto e’ stato detto sul punk e tanto e’ ancora da dire, situazione paradossale per qualcosa che non e’ mai esistito eppure nella sua virtualita’ o potenzialita’ la forza di qualcosa ben lungi dall’essere scordato.
Jamie Reid a tutto questo diede la fondamentale impronta grafica e per certi versi stilistica, un artista su commissione che in breve divenne parte fondante del sistema e per esso non creo’ una forma ma una filosofia.
Potente, furbo, anche convinto del messaggio e pur adoperando le medesime armi del nemico capitalista, proprio la sua convinzione seppe distanziarlo da esso e renderlo convincente.
Jamie Reid -2A Modena sino al 6 Gennaio 2015, il Reid che tanto bene conosciamo e’ in mostra al Palazzo Margherita, attraverso un percorso che nasce nella seconda meta’ degli anni ’70 e si protrae senza grossi scossoni, sino ai giorni nostri.
Due sale, la prima con alcuni tepee indiani che come isole della memoria raccolgono fasi differenti del suo lavoro e al cui interno troviamo reperti, immagini, oggetti e fogli da raccogliere per costruire un catalogo personale della mostra, la seconda, la piu’ interessante, vede esposti poster, fotografie, ritagli, volantini, pubblicazioni in una nutrita collezione di memorabilia. C’e’ anche qualcosa di nuovo sospeso su un filo legato da una parte ad un misticismo orientaleggiante e dall’altro alla battaglia no-global, insomma tutto e niente, facile e dispersivo ma noi siamo qui per altro e ci passiamo su.
Divertente con un pizzico di nostalgia, un evergreen che fa piacere rivedere, argomenti che ripercorriamo volentieri per un’iconografia ben stampata nella memoria ma che emoziona sentire vicina.

Pagina ufficiale dell’evento

4 Responses to Jamie Reid. Ragged Kingdom – Modena 13-09-2014

  1. madalinutzame scrive:

    Una mostra da non perdere direi, per coloro appassionati la definisco una mostra spettacolare. Impressionante il modo in cui hai parlato del punk, nato ma non nato, come lo descrivo io🙂 Articolo molto bello..complimenti🙂

    • Ti ringrazio molto, sei gentile.
      Sai, credo anzi sono certo che del punk si parlera’ ancora a lungo e del resto, dopo oltre 30 anni siamo ancora qui a discuterne, il che non si puo’ dire per altri movimenti musicali e/o di costume ben piu’ celebrati. In fondo c’e’ questo strano sortilegio che ci lega ad una menzogna conclamata e la beffa diviene beffa di se stessa, negandosi e percio’ tramutandosi in verita’.
      Percio’ la mostra desta tanto piacere e l’energia che ancora sprigiona e’ segno di un’onda lunga, molto lunga ben al di la’ dall’esaurirsi…

      • madalinutzame scrive:

        Non posso negare nemmeno una parola, purtroppo è così e non possiamo fare niente..oppure potremmo chi lo sa, al di là di questo mi fa piacere di aver trovato il tuo blog..son poche le persone ormai con cui posso parlare di musica così..veramente poche e la cosa mi infastidisce un poco…ho incontrato persone che hanno criticato molto me per ciò che ascolto, la mia passione insomma, dicendomi anche che la vera musica è quella di oggi quella commerciale, perché fa venire i brividi ..ma io continuo a non trovare niente nella musica di oggi che susciti in me un minimo di interesse…ok, mi sa che ho deviato dal discorso..un po’ di sfogo però ci vole😀

      • Davvero c’e’ chi ancora parla di “vera musica”? E’ da un po’ che ne cerco uno, magari da tenere li’ per le sere tristi e nebbiose dove una sana risata risolleva l’umore.
        No davvero, lascia stare, non ti ci mettere proprio a discutere perché e’ come stabile se il colore piu’ bello e’ il verde o l’azzurro.
        Oggi mi fa sorridere a ripensarci ma al punk arrivai piuttosto tardi… Ricordo che quando ascoltai “Never mind the bollocks” mi dissi testuali parole “fossi piu’ giovane diventerei punk”… e avevo 18 anni. Altri tempi, se un paio d’anni riuscivano a fare la differenza. Ad ogni modo non mi infilai spilloni ma ascoltai tantissimo e lessi molto e a questo proposito se mi permetti un consiglio, prova a cercare “Sex Pistols story” della coppia Vermorel , libro costruito unicamente su documenti e interviste, percio’ senza considerazioni aggiunte e in grado di catapultarti dentro alla storia… oltre che la storia della band s’intende!

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