Sabato domenica e lunedì – Toni Servillo, Paolo Sorrentino

Sabato domenica e lunedì - Toni Servillo, Paolo SorrentinoInizia ufficialmente la mia piccola retrospettiva su Sorrentino.
Ci sara’ modo di approfondire il lavoro del regista partenopeo ma soprattutto sul cinema italiano oggi. Essendo io un originalone, metto alla prova il duo Sorrentino/Servillo, perche’ di duo dobbiamo parlare, in una regia congiunta o nello specifico Servillo alla regia teatrale, Sorrentino a quella televisiva, entrambi alle prese con un classico del teatro italiano del ‘900 e ancora piu’ classico del teatro napoletano.
A casa Priore il ragu’ della domenica e’ un rito, un centro attorno al quale si raccoglie la famiglia, la sua storia e il suo futuro e se la famiglia, come struttura, organizzazione e idea, ha problemi, e’ nel rito che ha modo di dialogare, collidere e riprendere contatto con se stessa.
Conflitti tra moglie e marito ma anche confronto coi figli, le nuove generazioni che come sempre, credono di essere migliori delle precedenti e forse lo sono per davvero.  E poi gli altri, i vicini, gli amici, i confidenti, le famiglie allargate partenopee che comprendono vari gradi di comunanza, legami di onore e amicizia forti come il sangue.
Classica commedia di Eduardo De Filippo, classica nel soffermarsi in termini critici sulla famiglia che gia’ dal dopoguerra, in special modo col benessere dal momento in cui la prima rappresentazione e’ datata 1959, iniziava a scricchiolare. Lascio ogni analisi agli esperti anche perche’ poco centrano coi nostri eroi in sensi stretto.
De Filippo deve essere gestito da conterranei, per sensibilita’ ed esperienza e attenzione bene, e’ un suo limite, quindi con la coppia, il testo e’ rispettato nel profondo del significato. Servillo e’ indubbiamente bravo ma avendo in mente l’interpretazione di Eduardo, trovo quest’ultima piu’ efficace nel celare il rancore di Peppino il protagonista, facendone una questione piu’ intima e amplificando cosi’ il dramma nel momento topico, laddove Servillo piu’ palese, pare disturbato non soltanto dal sospetto di tradimento della moglie.
Sorrentino ci mette del proprio, cerca soluzioni cinematografiche con cambi d’inquadratura piu’ serrati, primi piani e zoomate, soluzioni atipiche per questo tipo di rappresentazione. Andando oltre la superficie del testo, usa l’occhio della telecamera per creare primi piani che marchiano il protagonista del momento oltre i dialoghi e le situazioni. Elabora contasti e prospettive azzardate, quasi espressioniste, effetti inediti per il teatro televisivo, il tutto senza alcuna sperimentazione ma col polso fermo di chi sa esattamente cosa vuole ottenere.
Il momento clou del confronto tra i coniugi durante il pranzo domenicale e’ un esempio straordinario di regia, non solo per il teatro ma per il cinema tutto, merito degli attori ma di Sorrentino in particolare.
Non sono un fan di Eduardo, un po’ per mancanza di sensibilita’ verso le sue storie, poi per gusto sulle tematiche che affronta, trovando l’antecedente Pirandello e faccio un nome del piu’ grande, piu’ moderno di lui.
Ancor meno mi piacciono le rappresentazioni delle sue opere che non lo vedono coinvolto in prima persona essendo stato un attore superbo ma Servillo e Sorrentino si sono fatti ascoltare e veder con piacere.

Film completo su YouTube

4 Responses to Sabato domenica e lunedì – Toni Servillo, Paolo Sorrentino

  1. Francesca scrive:

    Sono proprio curiosa di leggerti ancora in merito a questi due signori😀 anche perché di Servillo-Sorrentino conosco solo quanto di più inflazionato possa esistere al mondo (non faccio i titoli perché sarebbe ancora una volta il trionfo della banalità…)

    • Gia’ ti anticipo che da un lato avrei evitato il monoblocco di Sorrentino, dall’altro non avendo ancora visto “La grande bellezza” volevo contestualizzarlo in un ambito artistico piu’ ampio, aspettando nel contempo che le tante futili parole sedimentassero. Credo sia inutile sottolineare l’astio che provo nei confronti del cinema italiano degli ultimi 30 anni, astio che deriva dall’amore smisurato che tutt’ora provo per esso negli anni antecedenti.
      Mi sento come tradito da un’amante meravigliosa, percio’ quando trovo registi come Avati, Tornatore o Pompucci provo un moto irrefrenabile di amore e nostalgia.
      Sorrentino e anche qua anticipo, e’ straordinario ma ancora non ho capito quanto per dovere o volere, e’ stritolato nell’ingranaggio clientelare che ci ha disintegrati. Stay tuned…

      • jfishnaller scrive:

        Sicuramente stritolato nell’ingranaggio di Hollywood con quello “strano” film con Sean Penn di cui non voglio neanche sforzarmi a ricordare il titolo…visto… nonostante sapessi a priori cosa aspettarmi (come del resto tu leggi ormai tutto palaniuk a prescindere)

      • La settimana prossima ci sara’ anche “This must be the place”, un film tremendo, dove tutto, tutto, tutto e’ sbagliato. Sono duro a dirlo qui, saro’ ancora piu’ duro scrivendone, pieno di rabbia e rancore, rabbia che si amplifica perché Sorrentino e’ un regista fenomenale. Non lo fosse non varrebbe la pena prendersela. E’ anche vero che dopo si fa perdonare…🙂

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