Happy family – Gabriele Salvatores

Happy familyFabio De Luigi e’ uno scrittore, uno che racconta storie e in questa storia il suo alter-ego si trova nel centro esatto di due famiglie nelle quali i figli sedicenni, intendono sposarsi. Nessun dramma, certo qualche perplessità ma lei la promessa sposa, con genitori come Abatantuono e la Signoris, ha problemi ben piu’ grandi e il ragazzino, distinto come mamma Buy e Bentivoglio il patrigno, viaggia piu’ sul moscio esistenziale.
In un dialogo immaginario tra lo scrittore e i suoi figli su carta stampata, inizia un incontro/scontro dall’evolversi imprevedibile. Film sulla paura, in realta’ e’ una commedia brillante che stempera le storture di questa epoca disintegrata nell’happy ending. Il messaggio e’ piu’ che positivo quindi, sorprendente se pensiamo che al contrario di quanto il titolo lasciava intendere, non v’e’ alcun attacco alla "famiglia borghese" il che credo, sia una specie di miracolo per il nostro cinema. Pirandelliano quanto basta, Salvatores cita se stesso e si racconta, traghetta i personaggi fuori e dentro i due livelli del racconto in una metanarrazione che prova ad essere originale e in parte ci riesce.
Si puo’ essere divertenti senza essere volgari. Si. In fondo la commedia e’ cio’ che il nostro cinema riesce a fare ancora bene, raramente ma talvolta funziona. Liberi, se lo desiderano da valenze politiche, i registi possono esprimersi senza vincoli muoversi al loro meglio. Poi certo, abbiamo una tradizione che seppur sepolta non puo’ essere cancellata e qualche ottimo maestro ancora illumina la via da lassu’ a chi decidesse di cimentarsi nel difficile mestiere del far ridere.
Salvatores, lo ripeto ancora una volta, e’ un grande regista e lo e’ anche sottraendolo all’effettiva resa del suo cinema perche’ e’ uno che osa sia nei testi che nella tecnica. Sotto questo aspetto e’ persino unico e nell’impossibile nonche’ scorretto confronto con Sorrentino, se sotto il profilo strettamente cinematografico Napoli batte Milano, nelle storie e nel coraggio, il Nord sovrasta il Sud di molte lunghezze.
"Happy family" ha uno stile tutto suo, con molta Italia, anche quella televisiva, il meglio dell’America che si racconta nei festival indipendenti, poca Europa del nord e molta del sud, diciamo da Almodovar e Wenders ma ripeto, al contrario di Sorrentino che ha trovato i suoi maestri e cerca costantemente di superarli, Salvatores ha studiato la lezione e cerca di evolverla, non necessariamente scavalcarla.
Il grande risultato e’ dovuto in gran parte ai suoi protagonisti. Fabio De Luigi ad esempio dimostra di essere un uno dei pochi cabarettisti che funziona anche al di fuori della gag e dal monologo da tre minuti televisivo. Decano in un ruolo secondario ma sempre un gigante, Abatantuono i cui tempi comici restano unici ed imbattibili. Bravo Bentivoglio laddove non sempre riesce ad evadere dalla triste aurea che lo pervade. Persino Margherita Buy, immancabilmente nel ruolo di nevrotica piagnucolosa, riesce a divertire il che suona come un evento. Non e’ un evento invece faccia ridere Carla Signoris, la sola capace in casa Crozza. Si rivede persino la Sandrocchia nazionale, un’attrice che primo o poi sara’ da riconsiderare oltre le tette che furono.
Un po’ si squaglia, un po’ ci prova ma il risultato resta ottimo. Bello.

Scheda IMDB

4 Responses to Happy family – Gabriele Salvatores

  1. Francesca scrive:

    Di solito non è il tipo di film che guarderei… poi francamente… la Buy non mi entusiasma, ma lasciamo stare… Diciamo che mi hai convinto a vederlo (soprattutto con “le tette che furono”, non tanto per via della proprietaria, ma per l’espressione, che trovo deliziosa) e nonostante tutto me lo segno.

    ps. devo rimettermi in pari, soprattutto con Servillo/Sorrentino… mi farò risentire. Ah, poi ho letto il racconto di Bukowski ed è stato surreale, direi… molto, molto divertente… allora ok ci leggeremo tutto il libro:mrgreen:

    • Si guardalo. Non fosse stato per la piccola retrospettiva su Salvatores e ovviamente per Salvatores stesso, anche io avrei evitato e avrei sbagliato perché il film diverte, cita tantissimo e cinematograficamente parlando e’ un bellissimo esperimento, qua da noi perlomeno. Come ho detto figurati che la Buy quasi quasi diverte e la Sandrocchia… hai gia’ intuito tutto!🙂
      Ti attendo su Sorrentino e Bukowski ovviamente, per quanto certe letture non sarebbero da consigliare ad una signora…!

  2. lapinsu scrive:

    Lo ricordo con piacere. Bel film.
    Di una leggerezza unica e piacevolissima.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: