The Divide – Xavier Gens

The DivideNoi ragazzi degli anni ’80 stavamo realmente troppo bene, percio’ si tento’ di terrorizzarci, in parte riuscendoci, usando l’AIDS – ricordo previsioni divulgate non a caso per le raccolte fondi, che volevano l’Italia del 2000 infettata geometricamente fino a 25 milioni, ripeto 25 milioni d’individui malati -  e attraverso lo spauracchio atomico. L’Unione Sovietica ormai economicamente disintegrata, prima di morire si gioco’ su un fronte le carte della glasnost e della perestroika, dall’altro usando la controinformazione terroristica della guerra atomica, cercando di arginare il predominio statunitense, con bersaglio privilegiato lo scudo atomico reaganiano e i militari a detta loro fuori di testa. Con la scusa quindi della pace e del disarmo, si voleva impedire agli USA di schiacciare l’antico nemico della guerra fredda ma tutto fu inutile come la storia insegna.
Fatto e’ che da Sting, "War Games" e "The day after" noi adolescenti vivevamo l’idea che tutto potesse finire da un momento all’altro, esperienza forse simile a quella dei nostri coetanei a cavallo tra i 50 e i 60, dove il rischio poteva essere ben piu’ concreto.
Per farla breve la questione atomica e’ finita in cantina, tolta la propaganda antiatomica foraggiata dagli imperi dei carburanti fossili, percio’ un film sotteso all’idea di un conflitto nucleare, sorprende e incuriosisce.
Accade quindi che un gruppo di sopravvissuti ad un bombardamento atomico da parte di forze non ben definite, si trasformi prevedibilmente in una gara del predominio dell’uno sull’altro. Finiti nello scantinato del guardiano del palazzo nel quale abitano, possono resistere grazie all’enorme scorta di cibo e a acqua che questi ha accumulato ma in certi frangenti, la buona educazione e l’amore per il prossimo vanno a farsi fottere.
Film per molti versi sbagliato e noioso. Due ore col degrado morale e fisico di sette tizi, sono troppi per mantenere a lungo l’interesse e paradossalmente incuriosisce vedere come possano non imbroccare una che una strada logica da percorrere invece che fare la fine dei topi. Comportamento illogico su ogni fronte il cui unico scopo e’ trasformare un film di fantascienza in uno splatter blandamente horror. Nel finale non migliora.
Bravini i giovani interpreti, laddove il dimagrimento"alla Bale" e’ esteso a tutta la truppa e in fondo e’ cio’ che caratterizza il film. Rivediamo con piacere Michael Biehn, un bravo mestierante che sa rispondere ad ogni chiamata e Rosanna Arquette che sui ruoli scomodi, malgrado gli anni non si tira indietro
L’esperimento puo’ essere curioso, nel concreto non centra alcun obiettivo.

Scheda IMDB

2 Responses to The Divide – Xavier Gens

  1. lapinsu scrive:

    Il film aveva uno spunto interessante. Il tessuto narrativo tende a rifarsi a mostri sacro del passato, il da te citato The Day After [filmone ai suoi tempi] ma anche al Signore delle Mosche, tuttavia hai perfettamente ragione quando rilevi che si perde per strada. Dopo una prima mezz’ora bella tirata e interessante, la storia degrada insieme ai suoi personaggi.
    Non fosse stato per la bellezza disarmante di Lauren German, probabilmente avrei interrotto la visione prima della fine.
    Occasione sprecata.

    • Infatti. Guardando un film, come molti elaboro una mia soluzione, un mio svolgimento e cio’ che i tizi fanno e’ totalmente illogico. Ok, c’e’ da mangiare, tanto ma non durera’ per sempre ma quel che e’ peggio e’ che si va a pezzi in brevissimo tempo. Che senso ha litigarsi due pesche sciroppate? Fuori ci sono i cattivi? E allora me ne esco per i cessi o sfondando i muri se e’ il caso e vendero’ cara la pelle e magari nel porto qualcuno dietro con me. Ci sono buoni? Mi guariranno? Morire come un topo non dara’ risposte. Infatti alla fine, lei esce. Tanto valeva farlo subito

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