Siegfried (Div. Sehnsucht) (Modena, 22-11-2014)

Siegfried 2014-11-22Siegfried, Sehnsucht di chi diavolo stiamo parlando, che relazione esiste tra il mito norreno, un uccisore di draghi, con la forma piu’ struggente del romanticismo. Se qualcuno ravvede dei gradi di separazione sbaglia perche’ nell’ideale guerriero, e’ l’amore e la dolcezza che spinge alla vittoria e le notti prima della battaglia sono colme di passione e nostalgia della Bellezza tutta per la quale vale la pena combattere e morire.
Divago o forse no ma torniamo a noi.
Dei Siegfried sappiamo gia’ tutto o quasi. Idea di forza fatta musica, esaltazione di epiche antiche, ideali scomparsi nel marasma di un appiattimento culturale che cancella l’Uomo campione di coraggio e relega l’avventura alle bizzarrie di una razza in via di estinzione. I Siegfried hanno nei loro ideali il sole di Mishima, la forza morale di Tolstoj e la liberta’ di Bonnot e da qui iniziano le liriche e la forza del suono si esalta e allo stesso tempo esalta i racconti di un’altra umanita’. Tra nuova onda e nuovo folk, cosi’ li abbiamo conosciuti, cosi’ li abbiamo amati e cosi’ ne ho scritto in passato.
La sostanza oggi non cambia, la nuova incarnazione semmai aggiunge e s’allarga includendo altri media e dimensioni inedite. Iniziata la collaborazione con l’artista Andrea Chiesa, i suoi quadri non sono un semplice sfondo retroproiettato ma nelle architetture reiterate, nell’essenzialita’ delle strutture metalliche, frattali industriali che trasformano l’estetica minimalista in poetica del nuovo acciaio e ancora una volta l’ossimoro di forza e dolcezza si compie.
In virtu’ di questo lo spostamento dei suoni su paesaggi elettronici dai quali derivano anche i nuovi arrangiamenti sempre meno acustici, verso una durezza teutonica dei tempi che furono, illuminano una strada che pare inedita ma a ben vedere e’ un logico proseguo di un discorso iniziato col primo album e che prosegue Stessa anima, stessa forza, un moto inarrestabile amplificato dalle nuove sonorita’ e una bella sorpresa, anzi tre come gli inediti presentati durante la serata, anch’essi in tripudio emotivo e stilistico come "Berserkir" che qualcuno ha definito "un treno in faccia" o "Kraken" un crescendo raveliano su un impianto hard rock quando l’hard rock aveva senso di essere.
Grandi musicisti, tutti indistintamente e non poteva essere diversamente ma la voce di Leo ha un colore e un controllo straordinario e il palco il terreno di caccia dominato da un’impostazione scenica sempre piu’ raffinata.
Non so cosa stia facendo per crescere in questo modo ma che continui cosi’ perche’  il volere e’ il suo solo limite.
Cercavo una serata tra amici condita dalla loro grande musica ma ancora una volta mi hanno sorpreso, incantato, stupito e se gli eroi piu’ che mai hanno bisogno di cantori, i Siegfried sono voce sempre piu’ forte e cuore sempre piu’ impavido. Di questi tempi vale tantissimo.

Estratto da Bersekir
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