Sound & Vision – Luca Beatrice, Vari

Sound and visionNel 2006 Perugia ospito’ una mostra molto molto interessante sui legami tra arte visiva e musica, ovvero come una sia confluita nell’altra caratterizzando stile e intenti di entrambi. La mostra si e’ conclusa da un pezzo ma resta un catalogo completamente autonomo, grande formato e perfettamente leggibile a distanza di tempo.
Musica e immagine, un connubio perfetto sotto ogni punto di vista, prima di tutto commerciale perche’ oggi lo si da per scontato ma fino agli anni ’40 non esistevano lp con foto e colori in copertina e quando furono buttati sul mercato i primi dischi illustrati, il successo fu tale da decuplicare le vendite. Negli anni furono molti gli artisti che si dedicarono alle copertine degli LP ma in genere come puro mestiere tecnico senza troppe velleita’ artistiche che non fosse un buon lavoro possibilmente accattivante. Cio’ accadeva fino alla seconda meta’ degli anni ’60 dove tra Beatles e Warhol, una copertina firmata divenne un valore aggiunto importante, talvolta fondamentale. Da allora il fenomeno e’ cresciuto, estendendo il connubio al video, cioe’ ai videoclip e alle installazioni. Ovviamente per i musicisti che provengono da scuole d’arte o affini e non sono pochi, la scelta e’ praticamente obbligata, altrettanto si puo’ dire di attori o performers. Devo, Talking Heads, Laurie Anderson tanto per fare alcuni nomi ma se allarghiamo il discorso alle parentele acquisite o meno, come non ricordare Lennon / Ono o i piu’ recenti Bjork / Matthew Barney, unioni sentimentali che di fatto hanno creato una svolta evidente nello stile e negli intenti dell’uno e dell’altro.
Restando a Bjork, come non riconoscerle l’autorita’ di artista impegnata su molti fronti della ricerca audiovisuale, oltre ad un perfetto esempio di come la sinergia tra cantante e regista di clip possa produrre veri e propri capolavori, si pensi al lavoro comune con Gondry e Chris Cunningham, il quale a sua volta ebbe un rapporto a dir poco simbiotico con Aphex Twin dal momento in cui insieme, crearono tra i videoclip piu’ sensazionali di sempre, "Windowlicker" ma soprattutto l’immortale "Come to daddy". Non a caso la copertina del libro e’ tutta sua.
Il catalogo della Damiani non si limita alle riproduzione di copertine ma i testi bilingue raccontano ed introducono diversi aspetti della mostra che si traducono in altrettanti capitoli, forse non sempre omogenei ma l’argomento e’ vasto, i legami complessi, le implicazioni importanti. Ottimamente curato da Luca Betarice del quale apprezziamo anche l’intervento, si divora con passione ed interesse. Libro illuminante e divertente, curiosita’ a non finire e catalogo di cose molto belle. Stimola e illumina di nuova luce anche cio’ che si dava per noto ed acquisito.

Pagina dell’editore

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