Come Dio comanda – Gabriele Salvatores

Come Dio ComandaCristiano vive col padre Rino Zena, uomo durissimo e in apparenza cattivissimo o meglio dire incattivito. Senza attendere troppo lo sappiamo neonazista o neofascista, come se fossero la stessa cosa nella conferma che qualcuno tra il personaggio, l’ autore o  il regista non hanno capito granche’ della faccenda ma questo e’ quanto.
Oltre agli stereotipi della xenofobia, l’uomo ha realmente difficolta’ a trovare lavoro a causa dell’immigrazione clandestina e selvaggia, per quanto problemi con l’alcool e le sue idee politiche, non lo aiutino di certo.
Il ragazzo ama profondamente il padre in un rapporto che si potrebbe dire difficile ma e’ solo diverso, forse antico di un tempo nel quale un genitore doveva insegnare ai figli a combattere e restare vivi al meglio, non limitandosi a spendere soldi per sentirsi un bravo educatore. L’uomo ha sotto la sua ala protettrice Quattro Formaggi, ex collega di lavoro dal lavoro rimasto mentalmente offeso e visto che la benemerita societa’ di democratici nulla fa per lui, trova in Rino un amico e tutore. Questa amicizia sara’ causa della tragedia che colpira’ ognuno di loro.
Incredibile a dirsi, ancora non me ne capacito, In Italia abbiamo ancora attori che sanno recitare.
Tutti, indistintamente. Non riesco neppure ad identificare un ruolo piu’ difficile dell’altro, il che m’impedisce di stilare classifiche anche se Filippo Timi mi ha realmente colpito con la sua capacita’ di definire un personaggio difficile sotto ogni punto di vista perche’ nascondere una vittima sotto le spoglie del carnefice non e’ facile, non e’ facile affatto.
Molto molto bravo Elio Germano nei panni dello stupido Quattro formaggi ma e’ un attore che di massima non sbaglia mentre Alvaro Caleca, il figlio, non mi risulta abbia interpretato altro e spero ci ripensi perche’ mi ha convinto.
Salvatores non osa molto e si appoggia su una splendida fotografia per mettere sul tavolo le sue carte. Certo che la sequenza notturna, in mezzo al bosco e durante l’acquazzone non deve essere stata uno scherzo ma se ne esce alla grande. Il testo invece mi ha lasciato perplesso. Non so quanto vi sia del romanzo ma sappiamo che Ammaniti ha partecipato alla stesura dello script, fatto e’ che averci infilato il neonazista non ha alcun senso ne’ bisogno se non per la solita ragione per la quale non siamo capaci di scrivere storie senza uscire dal cortilino delle ideologie contrapposte ma qui l’anomalia, l’evangelico messaggio dell’andare oltre le apparenze che rafforza il dramma umano, sorprende lo spettatore attraverso l’inversione di prospettiva. Il protagonista cattivissimo che in verita’ e’ il piu’ buono di tutti, sconfessa l’idea animalesca con la quale piace disegnare chi ha altre idee politiche oltre quelle imperanti, facendo di lui il padre amorevole, quello che aiuta i deboli e a maggior ragione l’uomo che perdona laddove gli altri condannano.Viste le forze in campo, tanta voltairiana benevolenza e’ sorprendente e’ inaspettata.
Un film uguale e nel contempo diverso dal solito che merita attenzione.

Scheda IMDB

2 Responses to Come Dio comanda – Gabriele Salvatores

  1. LivingCinema scrive:

    Al cinema ebbi l’impressione che fosse tutto sopra le righe… tutto bello, con qualche dubbio insomma.

    • Si anche, percio’ vorrei leggere il libro e capire chi voleva dire cosa.
      Dimentichiamo in blocco le valenze politiche, anche perché ripeto, e’ una vicenda che si poteva raccontare benissimo senza ma e’ una operazione che alla fine racconta una storia talmente ribaltata rispetto le premesse che verrebbe da dire sia funzionale ad esaltare la figura di quest’uomo che dovrebbe essere violento ma trasmette amore smisurato per il figlio, forte credo di valori morali come il rifiuto delle droghe e grande generosita’ verso l’amico offeso non dalla vita ma dal lavoro. E’ una vittima vera degli stereotipi che gli vengono attribuiti, si fa esplodere il cuore per il dolore ma non tradisce.
      Insomma, si pone il personaggio tanto in basso per esaltare il salto verso l’alto. Viste le idee delle forze in campo, mi domando se si tratti di illuminazione volteriana o clamoroso autogol…

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