If you were me – Yeo Kyun-dong, Jeong Jae-eun, Yim Soon-rye, Park Kwang-su, Park Jin-pyo, Park Chan-wook

If you were meTradotto, il titolo suona come "se tu fossi me", film commissionato dalla "National Human Rights Commission of Korea" e senza un solo secondo di proiezione gia’ s’immagina di che si tratta.
Sei gli episodi, tanti quanti i registi ed ognuno racconta una diversa… diversita’.
Si parla di adolescenti e dei modelli di bellezza ai quali sono sottoposti, la fissazione di famiglie, scuole e del sistema in genere che non ammette imperfezioni da correggere anche attraverso chirurgia o chimica.
Un sistema di controllo perfetto che coinvolge uomini e denaro, lavoro e studio.
Poi ci sono i paria sociali perche’ in Corea la privacy termina con la tua colpevolezza e se hai condanne te lo scrivono davanti alla porta e nell’ascensore del palazzo dive vivi.
Ci sono bambini ai quali non e’ dato il tempo per crescere e spastici dalla continua lotta col quotidiano. C’e’ la straniera che si fa sette anni di manicomio perche’ mangia a sbafo, non sa la lingua e non ha documenti d’identita’ con se’, roba che se accadesse  in Italia i centri sociali danno fuoco ad una citta’ e certi partiti un vitalizio a Strasburgo.
Cio’ che da senso e valore ad una operazione di questo tipo e che separa come un cuneo una produzione analoga nostrana, e’ lo spirito ma parlerei proprio di classe, col quale questi racconti sono costruiti.
Il regista miracolato italico certo avrebbe usato pioggia, dolore, silenzi e l’immancabile sputo su societa’ e borghesia, il coreano invece racconta una storia, alla peggio senza troppo clamore, talvolta con spirito persino goliardico.
Per questi registi, non v’e’ recriminazione contro la normalita’ bensi’ affermazione dell’handicap, non la pretesa di scendere tutti in basso ma l’ambizione di puntare al cielo. Lo spastico non vuole la corsia preferenziale ma attraversare una strada trafficata e pericolosa anche per un chi di sana e robusta costituzione.
Si puo’ essere diversi ed in difficolta’ anche senza la triste retorica di leggi speciali che discriminano e non aiutano.
Per questo il film poteva essere peggio ma lo spirito leggero eppure perentorio, salva dalla noia e dalla retorica.

Scheda IMDB

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