La fine della sovranità. La dittatura del denaro che toglie il potere ai popoli – Alain de Benoist

La fine della sovranità. La dittatura del denaro che toglie il potere ai popoliMai stato complottista, al contrario credo fermamente che la soluzione piu’ semplice sia nella gran parte dei casi. quella giusta.
E’ vero al contrario che tanti col discredito e le illazioni ci mangino, qualcuno ci fa persino carriera e coi siti sponsorizzati, chi la spara piu’ grossa vince e guadagna.
Accade anche che proprio i peggiori cacciaballe si appoggino talvolta su fatti concreti ma in mezzo a tante fesserie, si corre il rischio di buttare via il bambino assieme all’acqua sporca. Dall’altra parte, la stampa dei poteri forti, quella asservita al padrone, quella che pontifica e detta la morale, non censura i fatti e chiariamo che la censura specie da che esiste il web, e’ una invenzione di comodo delle carogne di cui sopra e dei cretini che se la bevono, bensi’ si limita a relegare le notizie in fondo ai giornali o alle pagine elettroniche. In questo modo la faccia e’ salva e nel concreto solo chi e’ attento raccoglie.
Esiste la disinformazione pero’ ed e’ sotto forma di pareri degli esperti, di martellamento mediatico tale per cui qualunque menzogna diviene verita’, basta raccontarla un buon numero di volte.
Ecco come accade percio’ che si possa andare in televisione a dichiarare che e’ iniziata una rinascita quando il baratro e’ innanzi gli occhi di tutti, giusto per citare una delle coglionate piu’ in voga al momento.
Piu’ la cazzata e’ grossa, piu’ e’ necessario urlare forte e ripetutamente per farla mandare giu’ al popolo sempre meno sovrano e ancora oggi ripetere quanto bene ci abbia fatto l’euro e’ una sfida davvero ardua. Forse una ventina di anni fa era possibile, coi professoroni, quelli che hanno massacrato aziende e bilanci a dirci che "con l’Euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo un giorno in piu’", l’imbecille poteva pure crederci, come si poteva credere che i vantaggi sarebbero arrivati sul lungo periodo- 15 anni bastano? -  e ancora oggi a dirci che l’Euro non c’entra con problemi di ben altra natura o che siamo noi troppo stupidi, disinformati, ignoranti a non capire, non sapere, non vedere, non prevedere. Sara’ ma il disastro dell’intera eurozona e’ palese e  sfido a raccontare ancora si tratti di tragica fatalita’. Si perche’ chi invece qualcosa da tempo legge, sa che lo scenario attuale fu anticipato da molti economisti gia’ alla fine degli anni ’90.
Come si e’ potuto arrivare a tutto questo? Chi l’ha deciso e soprattutto come e’ possibile che non ci sia alcuna reazione da parte di tutti noi quando in passato sono saltate poltrone oltre che teste per molto meno?
Piu’ importante pero’ e’ sapere se c’e’ modo di uscirne e come ed e’ qui il senso del libro di de Benoist.
Personaggio scomodo, come potrebbe essere diversamente, attaccato con ferocia e regolarita’ ma di fronte a fatti concreti e verificabili, a europeisti e mondialisti non resta che tacere e divulgare il suo nome il meno possibile, vuoi mai che acquisisca lettori.
Non ci sono ricette facili, non c’e’ demagogia anche perche’ al contrario di tanti omologhi da rotocalco, egli sa che non esistono circoli benestanti o ordini massonici conquista-mondo ma la pura e semplice avidita’ che porta chi puo’ a divorare cio’ che lo circonda.
Testo che non si limita a puntare il dito ma suggerisce soluzioni, soluzioni tutt’altro che facili anzi talmente complicate da non lasciare molta speranza se non attraverso una concertazione tra popoli che ben difficilmente potra’ realizzarsi.
illuminante e deprimente, evitare di leggerlo nelle ore che precedono il sonno, perche’ l’abisso e’ spiegato con troppa chiarezza per non comprendere la profondita’ del salto che ci spetta.
A questo punto ognuno e’ libero di continuare a vedere la luce in fondo al tunnel che ci stanno raccontando o il buio tetro che ci precede. In ogni caso buona fortuna.

PS: per chi crede sia facile smontare la ricostruzione di de Benoist, si rilegga il monologo di Jensen da "Quinto Potere". E’ gia’ tutto li’. Ed era il 1976.

5 Responses to La fine della sovranità. La dittatura del denaro che toglie il potere ai popoli – Alain de Benoist

  1. Francesca scrive:

    La stessa sensazione di vuoto che provata quando al tempo lessi “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai, immagino. Si aprì un mondo, al tempo. Leggerei volentieri anche questo libro, tanto ormai la rabbia si è incancrenita😀 più o meno…

    • Capisco esattamente cio’ che intendi. In verita’ limito queste letture a testi precisi e selezionati anche perché i fatti stanno in poco posto e chiarito il concetto, repetita non iuvant non piu’ di tanto.
      Trovo poi che in questi casi, a fatti appurati, diventi piu’ utili agire, altrimenti si resta degli indignati da tastiera come ve ne sono a milioni, milioni convinti di essere grandi eroi restando dietro uno schermo.
      Del resto non sono un maschio alfa e sommosse vere non inizieranno da me, ma quando inizieranno e inizieranno, ecco li’ qualcosa potrei anche farla. Ma sul serio.

      • Francesca scrive:

        Dopo aver letto “Il tramonto dell’euro” ho affrontato poche altre letture di tema simile, al massimo seguo Bagnai sul suo blog, ho come l’impressione di un “progredire” nel suo lavoro. E – forse – ci ravviso effettivamente un’opera in divenire, più o meno efficace, ma dietro cui si cela qualcuno che stia facendo qualcosa. Sensibilizzare, divulgare… Su facebook, lì si che pullulano gli eroi. Non ho modo di affermare che Bagnai abbia un’azione “concreta” sul mondo come lo stiamo vivendo, a parte una certa influenza in varie personalità, ma diamine… gli eroi da tastiera no, quelli sono i classici urlatori nel deserto. Loro non hanno effetto, si combattono a colpi di like e ca**ate varie. All’inizio ti diverti a leggerli, poi diventano irritanti e li lasci al loro destino. La sensazione che mi comunicano non è “progressione”, ma amore infinito per il problema, che non è qualcosa da abbattere o risolvere, ma semplicemente un pretesto per darsi spessore. Gli eroi da tastiera sono veramente un mondo a parte e sono ciò di più somigliante a chi caldeggia questo delizioso mondo che si palesa giorno dopo giorno. Chissà che penserebbero delle sommosse. Finirà molto male, non so quando, ma diamine, la corda si dovrà pur spezzare. Loro intanto discutono.

      • “Fanculo Martha Stewart. Martha sta lucidando le maniglie sul Titanic. Va tutto a fondo, bello.” Ecco, Fincher e Palahniuk in “Fight Club” hanno gia’ detto tutto, del resto “Fight Club” parla esattamente di questo.
        Percio’ urliamo alla censura e applaudiamo quando ci tolgono le parole, catene umane contro il costo di una bistecca al senato e un kilometro di strada da noi costa 10 volte di piu’ che in Svezia.
        Credo all’esistenza dei cretini, per carita’ ma dietro i cretini c’e’ di piu’. Personalmente, e resto nel cinema ma non troppo, sogno anch’io una grande vetrata sull’Occidente che crolla mentre dico “Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita” e intanto i Pixies cantano in sottofondo…

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