La notte del giudizio – James DeMonaco

La notte del giudizioStati Uniti 2022, crisi economica risolta, disoccupazione al minimo storico, omicidi mai cosi in basso e solo grazie ad una notte nella quale tutto e’ permesso e ogni crimine, omicidi inclusi, restano impuniti.
La "purificazione" viene chiamata e per Ethan Hawke, venditore di sistemi di sicurezza e’ una vera pacchia.
Come tutti coloro che possono permetterselo, si e’ preparato a trascorrere la notte barricato in casa con la famiglia ma qualcosa andra’ storto e si trovera’ il pericolo fuori e dentro il non propriamente inespugnabile rifugio.
Il problema di questo film e’ che non ha in se’ un briciolo di originalita’ che una.
A partire da "Qui parla Mosca" di Daniel’, includendo se si vuole "La decima vittima" di Petri (o "La settima vittima" di Sheckley), l’idea dell’omicidio legalizzato e’ roba vecchia, molto vecchia. La violenza controllata come valvola di sfogo sociale poi e’ piu’ vecchia ancora e nelle arene romane antiche la migliore testimonianza.
Anche la gente assediata in casa ha gia’ dato e tra i vari "Zombie", una bella fetta della produzione di Carpenter da "Distretto 13", passando per "Il signore del male" sino a "Fantasmi su Marte" ma anche "Alien" in fondo tratta di qualcuno intrappolato dentro qualcosa. Insomma, abbiamo gia’ dato.
Se poi l’incipit, problemi economici e criminalita’ risolti attraverso questa specie di notte magica, sono credibili sino ad un certo punto, il castello di carte crolla del tutto.
Ancora peggio e’ stato il tentativo di girare la frittata sulla lotta di classe col negro straccione buono, il ricco malvagio e antipatico, come se l’uso di un machete fosse privilegio di pochi.
Ci si mette poi una pessima caratterizzazione dei personaggi che fanno cose oltre ogni logica, perlomeno se si e’ dotati di un minimo di raziocinio, la frittata e’ fatta. In un primo tempo ho trovato tutto molto illogico, voglio dire, tolto il benestare delle autorita’, davvero possiamo pensare di vivere fianco a fianco con qualcuno che mi ha ammazzato chesso’ il figlio o anche solo il vicino di casa senza battere ciglio? Non credo no, non finche’ esiste una generazione nata con l’idea dell’omicidio come crimine. Allora come e’ possibile anche solo il pensare che un’idea del genere possa reggere se non concepire uomini senza alcuna etica? Vuoi vedere che alla fine la tanto vituperata morale religiosa almeno come controllo sociale aveva un suo senso e il timore riverenziale di qualcosa pone un freno quantomeno ai misfatti piu’ evidenti? Per carita’, non mi si dia del teocon perche’ di guance non ne porgo nemmeno una ma ammazzare per il gusto di farlo e’ fuori dalla mia portata cosi’ come e’ fuori portata da chiunque abbia anche solo respirato l’aria di esseri umani e non bestie.
Film sballato, percio’ inutile.

Scheda IMDB

3 Responses to La notte del giudizio – James DeMonaco

  1. Ivan scrive:

    Non nego che tu abbia quasi totalmente ragione (il film è in sostanza brutto e un po’ noioso), tuttavia ti invito a leggere la mia recensione dove individuo anche quelli che a mio parere sono i meriti del film. Ti aspetto😉

    • Con accenti diversi ma di massima si, la si vede allo stesso modo. Ecco, forse al contrario di te non sono riuscito a sospendere l’incredulita’ piu’ di tanto e proprio nella sostanza del discorso non mi sono riconosciuto, percio’ ho trovato oltremodo inverosimili e a tratti insopportabili le dinamiche tra i personaggi. Non e’ neppure una questione di distopia o utopia, di male minore e quant’altro. Davvero si riuscirebbe a vivere fianco a fianco con uno che ti ha ammazzato chesso’ un figlio per divertimento e per un anno scambiarsi torte e buongiorno e buonasera?
      No, non funziona cosi’ e non sono riuscito ad annullare questa idea, percio’ il film in me non ha retto.

  2. Pingback: Anarchia – La notte del giudizio – James DeMonaco | Ultima Visione

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