La cultura del piagnisteo – Robert Hughes

La cultura del piagnisteoIl politicamente corretto e’ IL male. Piu’ delle guerre, piu’ della violenza, piu’ dei regimi totalitari. Guerra, violenza, regimi, sono colpi di pistola al corpo della societa’ civile. Feriscono, deturpano ma siamo sopravvissuti a tutto questo perche’ abbiamo visto e reagito. Il politicamente corretto e’ un cancro, un cancro che non lascia scampo, vigliaccamente nascosto nella carne della civilta’, uccide un po’ la volta e giorno dopo giorno si e’ sempre piu’ deboli, sempre piu’ doloranti e alla fine si cade urlando di dolore in una agonia che pare infinita e che puo’ concludersi solo con la morte. Cio’ che appare piu’  grave e sconcerta, e’ che il cancro del politicamente corretto e’ inoculato scientemente da gruppi e poteri ben precisi all’interno del corpo del sistema che e’ lo stesso corpo che li sostiene e la fine dell’organismo sociale, coincidera’ con la loro fine, rendendo questi sistemi nel contempo vittime e carnefici.
Il politicamente corretto e’ figlio e deriva di una idea marxista che tempo, storia e uomini hanno gia’ sconfitto ma come ben sintetizza l’autore "La carcassa [marxista] col prosciugarsi dei fluidi e l’espandersi delle sacche di gas, continuera’ ad emettere suoni e odori" ma qualcuno confonde gas mefitico con vita, percio’ il socialismo mondiale si tramuta in mondialismo e la lotta di classe, in lotta di genere e sesso.
Sconfitta e sconfessata anzi uscita disintegrata dagli anni ’70, la sinistra ripiego’ mestamente nelle universita’, nei centri della cultura e delle arti. Subi’ per un decennio l’imperiosa avanzata conservatrice che sintetizzata nel duo Reagan e Thatcher, diede il colpo di grazia alla gia’ agonizzante Unione Sovietica gorbacioviana, senza rendersi pero’ conto che quelle poche braci sinistre covavano nella cenere il riscatto passato attraverso la formazione culturale di una generazione che riprese perentoriamente il potere gia’ a partire da Clinton e nella sua forma tragica ma in quell’ottica perfezionata, di Obama. D’altronde Orwell ci ha insegnato come sia il linguaggio il grimaldello col quale fare leva per prendere il potere e gia’ oggi tra dispacci governativi e sentenze di giudici faziosi, il nostro lessico e’ seriamente handicappato, pardon disabile. La questione e qui entra in ballo il formidabile testo di Hughes, non e’ tanto il predominio di una fazione politica sull’altra ma il destino dell’Occidente tutto, le cui mura non solo scricchiolano ma e’ possibile vederle crollare in piu’ punti. Ovvio che quattro mezze tacche universitarie e due attorucoli non avrebbero potuto fare tutto questo da soli. Serve la forza dei soldi e qui s’inserisce di prepotenza De Benoist che come gia visto, spiega l’altro dietro le quinte. Hughes non e’ feroce, al contrario e’ terribilmente pragmatico, cronista di un disastro annunciato come fosse gia’ avvenuto, non usa mezzi termini per indicare colpe e colpevoli, nella realta’ statunitense che comunque si estende di pari passo su Europa e Italia.
Attenzione pero’, Hughes non esita a puntare il dito anche contro quella destra conservatrice ed intransigente che per i motivi opposti, trova funzionale il politicamente corretto per colpire i suoi nemici, anch’essi colpevoli di un palese disastro che tragicamente fa comodo a molti. Su questo almeno terminano i confronti con l’Italia dove lo scollamento dai grandi centri dell’informazione col reale pensiero popolare e dove lo sbilanciamento dell’informazione non permette neppure lentamente un confronto anche duro laddove la voce di milioni non ha un supporto mediatico adeguato. Indubitabile infatti lo squilibrio informativo e nulla si puo’ contro quei quattro personaggiucoli che dominano impuniti su tv e giornali .
Ad ogni modo poco cambia, anche su questo noi italiani siamo poco piu’ che uno sputo alla provincia dell’impero e come accade dal dopoguerra a oggi, subiamo ogni angheria mediatica e ogni ordine superiore ci venga rifilato.
Percio’ Hughes e’ lucidissimo e tira fendenti letteralmente a destra e a manca. Non cede allo sconforto ma allo stesso tempo sa che non ne usciremo allo stesso modo nel quale siamo entrati e non sara’ un bene.

2 Responses to La cultura del piagnisteo – Robert Hughes

  1. jfishnaller scrive:

    Peggio del “politically correct”… ci sono solo le “quote rosa”..

    • Le quota rosa sono quanto di piu’ umiliante si potesse fare nei confronti delle donne, cosi’ come sono umilianti tutti i privilegi che nascono da presunte discriminazioni.
      Hughes racconta ad esempio di quella universita’ americana che d’ufficio alzava i voti ai negri causa a detta loro, discriminazioni ambientali e razziali.
      Peccato che ad avere il massimo dei voti erano i figli degli emigrati cinesi e senza punti di vantaggio…

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