Uomini che odiano le donne – Niels Arden Oplev

Uomini che odiano le donne (Svezia)Torniamo a parlare di "Millennium", questa volta con la trilogia cinematografica scandinava che ha portato alla realizzazione del primo episodio di Fincher. Cronologicamente avrei dovuto tenere il regista americano per ultimo ma alla fine il risultato non cambia.
Com’e’ ovvio che sia, la storia e’ la medesima. Mikael Blomkvist giornalista sconfitto in tribunale e in attesa di di scontare la pena, viene ingaggiato da un ricco magnate per risolvere un caso di scomparsa di quarant’anni prima, probabilmente un omicidio compiuto certamente nell’ambito della sua famiglia. Dopo tanto tempo e tanti sforzi, trovare qualcosa di nuovo pare un’impresa impossibile ma grazie all’aiuto di Lisbeth Salander, ragazza a dir poco difficile ma molto dotata, si arrivera’ alla soluzione del mistero.
Il film e’ molto buono. Restano le mie perplessita’ su un soggetto che non mi pare tutta sta gran roba ma non ho letto il libro e non interessandomi di gialli e thriller, non sono la persona piu’ adatta per giudicare.
Prescindendo dalla fedelta’ del testo, i due film sono estremamente simili nella storia, per quanto le differenze si accentuino nel finale e comunque se da un lato certe scelte del film svedese appaiono piu’ chiare e snelle, ovviamente gli USA puntano al pathos e all’azione. Per indole, resto piu’ fedele alle scelte di Oplev.
Certo e’ che lo si segue con grande interesse, film ben cadenzato la tensione non cede in alcun punto e considerando la durata di  2 ore e 30, e’ un ottimo risultato. Michael Nyqvist, il protagonista non ha il carisma di Daniel Craig ma del resto Oplev non e’ Fincher. Tutto quanto pero’ e’ marginale rispetto la vera regina delle storia, quella Lisbeth alla quale si deve il successo della pellicola. Come ho gia’ avuto modo di scrivere, il personaggio e’ la perfetta sintesi delle fantasie maschili e femminili, trasversale all’eta’ degli spettatori, un concentrato di sensualita’ e violenza di rara efficacia.
Noomi Rapace, l’attrice che le da’ il volto e soprattutto il corpo, e’ gia’ entrata nei sogni degli spettatori. Premiata ed osannata un po’ ovunque, merita gli onori tributatele per quanto abbia preferito l’interpretazione e soprattutto la caratterizzazione di Ronney Mara, la Lisbeth statunitense, piu’ aliena e feroce e mi dicono, piu’ vicina alla protagonista del libro. Alla fine non esiste un USA vs. Svezia, i due prodotti corrono paralleli e allo stesso tempo si guardano entrambi con piacere.

Scheda IMDB

2 Responses to Uomini che odiano le donne – Niels Arden Oplev

  1. lapinsu scrive:

    Non ho visto la trasposizione di Fincher, mentre questa di Oplev si, l’ho vista.
    Devo dire che non mi ha entusiasmato: ho trovato il film piatto nel ritmo e privo di quei guizzi che invece sono l’anima del thriller.
    Il problema principale, comunque, resta proprio il ritmo. A suo tempo feci una scorpacciata di narrativa scandinava (non il libro da cui è tratto questo film, però) e riscontrai un minimo comune denominatore: la lentezza. Benchè distanti migliaia di km (e non solo) la letteratura che più si avvicina a quella scandinava è quella sudamericana (da Marquez in giù). Ovviamente prendi i paragone con le giuste e doverose pinze, ci mancherebbe.
    E siccome io questi ritmi da processione parrocchiale proprio non li reggo, ecco scaturito il mio scarso apprezzamento.
    La Rapace è brava, non si discute, tuttavia manca di appeal, almeno per me. Ogni volta che la vedo in scena (anche nel recentissimo The Drop, noir che ti consiglio vivamente e che trovi recensito da me) mi d sempre la stessa impressione: la secchiona della classe, quella che si impara tutto a memoria, che fa sempre un figurone ma che non sa metterci mai niente di suo e che appena si esce dai binari conosciuti entra in crisi nera. Parere opinabilissimo, ovviamente.

    • I dubbi che manifesti sono i miei sul secondo capitolo e a forte velocita’ sul terzo che anticipo, mi ha stancato al punto da pregare finisse in fretta.
      Al contrario di te non ho letto i libri e non so quanto sia loro imputabile ma il problema, piu’ che nel cinema in senso stretto, e’ proprio in una storia allungata sul grande schermo e non oso pensare quanto, in volumi grandi come mattoni, certamente ben scritti ma non puoi raccontare robetta cosi’ con lo stesso numero di parole con le quali Tolkien ha raccontato “Il signore degli anelli”.
      In sostanza, il primo capitolo ancora regge, gli altri no e capisco perché gli USA non intendano proseguire…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: