Il suono giallo e altre composizioni sceniche – Vasilij Kandinskij

Il suono giallo e altre composizioni scenicheKandinskij fu un uomo straordinario, come pochi straordinario nell’etimo.
Pittore, e’ per questo lo conosciamo e fu talmente grande che il Kandinskij scrittore, drammaturgo e profondo conoscitore della musica, resta in secondo piano ma non per questo minore.
Scavando a fondo della sua storia, nell’uomo prima che nell’artista, scopriamo che il modo col quale egli affronta luce, forma e colore sta alla base dell’astrattismo del quale fu interprete, arrivando a condizionare prima la filosofia poi l’estetica, nell’idea illuminata di arte totale.
Si dice fosse dotato di memoria eidetica e cio’ corrisponde in effetti all’incessante raffronto tra musica e pittura che ha caratterizzato molta della sua produzione. Non solo. Egli aveva una percezione tridimensionale del colore o meglio attribuiva ad esso caratteristiche umane, equivalenze etiche e doti morali. 
Oggi sappiamo esserci una facile equivalenza tra suono e immagine, dal momento in cui entrambi sono manifestazioni di un unico fenomeno fisico, l’elettromagnetismo, distanti tra loro da molti ordini di grandezza comunque facilmente percorribili da un dominio all’altro ma l’operazione di Kandinskij va oltre la pura fisica e nel colore ripone quelle valenze espressive ed emotive tipiche delle melodie, percio’ i suoi disegni sono facilmente assimilabili a partiture e i colori a stati d’animo. Attraverso l’equivalenza colore/suono/emozione fu facile per lui creare drammi teatrali nei quali la messinscena non riguardava storie narrate in senso stretto, quanto stati d’animo e introspezione analitica.
A monte del testo, troviamo questa premessa dell’autore, cosi’ come egli riconosce la difficolta’ di passare ad altri uno stato d’animo, dal momento in cui la sensibilita’ richiesta non e’ comune a tutti e non sempre la si percepisce in egual misura. Ciononostante molte sono state le sue opere, legate a colori diversi in un incessante dialogo interiore strutturato su forme metafisiche e rappresentazioni astratte fondate su figure senza corpo ma pura energia, che ancora trova sponda nella fisica questa volta einsteiniana.
Kandinskij precorre il teatro d’avanguardia che avrebbe spopolato decenni dopo, per quanto fu piu’ interessato all’introspezione psicologica piuttosto che l’indottrinamento delle masse.
Testi di non facile lettura dal momento in cui si deve necessariamente interiorizzare il dramma facendolo fluire negli strati della coscienza perche’ nulla e’ letterale e la verita’ non e’ nelle parole ma nelle sensazioni che trasmettono.

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