Max Richter – Recomposed Vivaldi, The Four Seasons (Siena 10-07-2015)

Max Richter - Siena 1Ascoltai Richter per la prima volta un paio di anni fa e per chi dice inutili i social network, e’ solo grazie al suggerimento di un amico di Facebook. L’incanto fu immediato, credo di non aver ascoltato altro per giorni.
Parliamo di "Recomposed Vivaldi, The Four Seasons" che senza nulla togliere alla carriera di Richter, e’ certamente il lavoro che meglio lo identifica e che gli ha dato notorieta’ e celebrita’ in tutto il mondo e non e’ un modo di dire.
Da allora ho ascoltato quanto possibile tra tutte le sue opere, spesso di altissimo valore, paladino di un minimalismo riveduto e aggiornato nell’elettronica che nel generico contenitore dell’ambient, racchiude nuovi concerti d’archi ma "Recomposed Vivaldi" e’ un’altra cosa.
Non stiamo parlando di riscrittura, reinterpretazione, svecchiamento, riarrangiamento, no nulla di tutto questo.
Richter con grande capacita’ e intuizione fa cio’ che il titolo dell’opera promette: destruttura e ricompone.
Le "Quattro stagioni" di Vivaldi si compongono di quattro concerti, uno per stagione, ognuno dei quali diviso in tre movimenti. Richter mantiene la medesima suddivisione, aggiungendo "Primavera 0", un preludio che come una sorta di nuvola gassosa, echeggia frammenti del movimento successivo e dal quale il compositore riorganizza riportando ordine e struttura. Le "Quattro stagioni" risalgono al 1725 e se a 300 anni di distanza restano uno dei capolavori imperituri della musica tutta lo si deve alla bellezza ineguagliata ed ineguagliabile della composizione ma altrettanto all’incredibile capacita’ descrittiva che ne fa un emblema della musica a programma, ovvero la trasposizione in musica non soltanto di uno stato d’animo o un concetto ma di un vero e proprio racconto. Percio’ leggere e sentire e’ un tutt’uno, ascoltare le parole musicate e’ come d’improvviso comprendere una nuova lingua, stupefacente a dir poco. E’ in questa fase che interviene Richter, isolando singoli frammenti della composizione e ruotando attorno ad essi sostituendo un asse di movimento ad un altro.
E’ una specie di rotazione sull’asse Z del Bullet Time dei Wachowski cosi’ che Richter svela accordi e contrappunti inediti mentre attorno allo sviluppo orizzontale melodico sostituisce una profondita’ armonica assolutamente imprevista e anche per questo meravigliosa.
Percio’ abbiamo a che fare con qualcosa tanto diverso da cio’ che si e’ ascoltato prima e merito di Richter, oltre all’intuizione, la bravura del saper ricreare armonie di una bellezza commovente.
E’ che di Vivaldi si pensa di conoscere tutto ma confesso che solo attraverso Richter ho compreso a fondo la meraviglia delle sue sinfonie, in un gioco di sottolineature che si riflettono le une dentro le altre e la bellezza di entrambe s’amplificano nel confronto. 
Ecco perche’  dell’entusiasmo che mi ha spinto sino a Siena per ascoltare il concerto dal vivo.
Teatro pieno, non so se col tutto esaurito ma certo poco ci mancava. Orchestra della Toscana al seguito e Elissa Lee violino solista. Non la conoscevo prima di questo concerto e dal momento in cui sia per Vivaldi che per Richter, tutto quanto poggia sulle spalle del primo violino e se nell’incisione Daniel Hope fu indubbiamente uno degli ingredienti vincenti, il dubbio del cambio destava qualche timore.
Timori ingiustificati perche’ la Lee non solo e’ stata tecnicamente ineccepibile ma ha saputo dare un’interpretazione precisa e travolgente, a tratti persino migliore di Hope ascoltato dal vivo. Inaspettatamente e non senza sorpresa, qualche perplessita’ e’ giunta proprio dall’orchestra, dai violini in particolare che a causa forse della prima italiana assoluta, hanno mostrato incertezze che soprattutto su "Primavera 1" si sono fatte importanti.
Ottimo il resto dell’ensemble, violoncelli in particolare.
Lo spettacolo e’ proseguito con "Infra" che spesso Richter sposa dal vivo a "Recomposed". Colonna sonora di un balletto non rappresentato, vuole essere un sentito omaggio alle vittime degli attentati del 7 Luglio 2005 nella metropolitana di Londra per mano del delirio islamista, qui eseguito in una dimensione cameristica che esalta l’espressione intima e drammatica del ricordo.
Una serata da ricordare, un evento che primo ma spero non unico o no, conto e spero di ripetere.
Resta il CD e ognuno si faccia un favore ascoltandolo. Allego la registrazione di "Estate 3" e il video live di qualche anno fa  con Daniel Hope.
Buon Ascolto e lo e’ per davvero.

Max Richter – Summer 3 (Live Siena 10-07-2015)
NPR Music Live. Concerto completo

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