Mad Max: Oltre la sfera del tuono – George Miller, George Ogilvie

Mad Max Oltre la sfera del tuonoInfine eccoci al terzo capitolo della ex-trilogia di Mad Max.
Il Sistema ormai e’ morto e sepolto e lo e’ al punto che il nuovo imperativo e’ ricostruire, ovviamente con cio’ che resta di quel poco barlume di civilta’ e di tecnologia. E’ cosi’ che Max giunge a Bartertown, citta’ creata e governata in apparenza dalla giunonica Tina Turner, in realta’ sottomessa al duo Master-Blaster, una nano e un gigante in simbiosi, gli unici capaci di far funzionare la centrale elettrica a sterco di porco.
Tina ingaggera’ Max per fare fuori Master-Blaster in uno scontro mortale all’interno del Thunderdome  ma le cose non andranno come dovuto, cosi’ sara’ esiliato nel deserto e li’ salvato da una tribu’ di ragazzini in attesa del loro messia. Finale a inseguimento e una nuova speranza per l’umanita’.
Terzo capitolo si diceva ma per molti versi e’ piu’ reboot del presunto reboot. Miller per ragioni varie condivise la regia con Ogilvie o meglio lascio le redini a lui dirigendo soltanto l’inseguimento sui mezzi, la parte migliore del resto. Personalmente nutro un profondo conflitto tra cio’ che il film e’ per me oggi con quello che invece rappresento’ a suo tempo.
Nel 1985, il suo anno d’uscita, vi fu una specie di Mad Max-delirio, un vortice nel quale fui ben felice di farmi risucchiare come ogni buon teenager dell’epoca. C’era tutto quello che poteva piacere a un ragazzo, oltre al martellamento costante della colonna sonora di Tina Turner, un mix irresistibile.quantomeno allora, oggi molto meno. Film spezzato in tre tronconi a formare tutto sommato un corpus omogeneo ma che ormai dello spirto originale mantengono molto poco. Colpa di Ogilvie, forse o forse e’ piu’ probabile che Hollywood abbia divorato un brand e sputato a modo suo dopo averlo masticato ben bene. Film milionario invecchiato molto ma molto di piu’ del primo Max costato un’inezia e di sei anni piu’ vecchio. Tina Turner in fondo ci sta pure ma che sia li’ per marketing da’ persino fastidio, come danno fastidio quei maledetti sassofoni che hanno rotto le palle per un intero decennio. Mel Gibson si conferma ottimo attore e non meno poliedrico riuscendo in fondo a dare un volto e un corpo a piu’ di un Max.
Film per ragazzini pensato per ragazzini, carico di humor inutile e controproducente alla saga ma non al botteghino, soggetto snaturato eppure con qualche buono spunto in quella tribu’ di bambini sospesa tra l’isola che non c’e’ e il "Signore delle mosche".
Insomma, e’ l’anello debole della serie eppure sono convinto che per qualcuno possa essere l’episodio migliore.
Buono il passaggio in Bluray

Scheda IMDB

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