Strategia della tensione – Carnera

Carnera - Strategia della tensioneScrivere di musica oggi e’ inutile e anacronistico percio’ evito, semmai ascolto e ascolto tanto. "Strategia della tensione" pero’ e’ un’altra cosa, e’ tante cose.
L’alba del 2015 s’e’ illuminata con due astri quando Carnera ha pubblicato online otto brani otto, come un vagito cosmico, come una dichiarazione di indipendenza, come un urlo primordiale perche’ di questo si tratta, un nuovo programmatico inizio di qualcosa gia’ formato e per nulla embrionale, in attesa soltanto di mettersi in moto.
Al primo ascolto l’impressione e’ che Carnera esista da sempre, virus latente che s’annida nelle coscienze e nei pensieri percio’ la sintonia e’ immediata, lo scatto fulmineo, protendersi una necessita’.
"Strategia della tensione" e’ prima di tutto struttura e sintassi, un discorso organico che precede i suoni, un concept album nell’etimo e nella sostanza, addentrandosi nel concetto molto piu’ che nel racconto, percio’ impone un’idea forte, fortissima devastante: solo la Bellezza ci potra’ salvare.
Scudo e spada, acciaio d’offesa e difesa, passo scandito dai tamburi battenti e ancestrali, il rimando all’alba del primo uomo di clarkeiana memoria, quell’osso di Guarda-la-luna che colpisce per scacciare l’orrore della notte, la notte della ragione. Rischiarare col fuoco vivo l’oscurita’ e di quel fuoco farsi portatori per chi nelle tenebre ci vive e vermina nel grigio di una a-moralita’ imposta. Potenza. La medesima potenza devastante di Junkie XL nel ritmo selvaggio di "Mad Max: Fury Road" e potrebbe Carnera aver illuminato la via anche a lui? 
Il controllo e’ totale, il taglio e’ preciso, a tratti par di sentire Bretschneider ma e’ solo uno dei tanti cattivi maestri. 
La Bellezza si diceva, Bellezza come fine e come mezzo e la violenza elettromeccanica e’ essenza di musica a programma, forme d’onda che rimbalzano come sillabe di un linguaggio da riscoprire e chi se non Shakespeare a dettarne le regole, fulgido didatta dell’Occidente e Carmelo Bene, suo allievo prediletto.
Situazionismo e muscoli dell’uomo nuovo, clangore digitale, ossessione postindustriale, florilegio di backwards echo per un asse del tempo da percorrere in ogni direzione possibile e non c’e’ tempo perche’ non c’e’ piu’ tempo. La barbarie avanza, i deboli si dicono giusti, il rigore deriso, gli equilibri sconvolti, l’innaturale naturalizzato.
Percio’ l’epica e’ lasciata ad altri progetti, nel manuale di sopravvivenza etica, c’e’ il ritmo giusto per proseguire.
La strategia e’ oramai  tesa, i muscoli li mette Carnera, che la vittoria sia nostra.
Per tutti, i brani in free download, a chi s’alza in piedi il duro, durissimo supporto fisico.

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