Industria Oggi (Mast. 25-07-2015)

Industria OggiPerche’ cercare il fresco nei centri commerciali quando si puo’ entrare in un museo? Per carita’ non saro’ io a ridurre la funzione dei musei in luoghi barbari per primitivi di ogni eta’, anzi ne ho una visione piuttosto settaria e snobistica, resta il fatto pero’ che approfittando di un giro per Bologna malgrado il clima non proprio temperato fresco, la visita al Mast si e’ rivelata piacevole non soltanto per il contenuto ma anche per i gradi.
Ormai posso dirmi un fedele frequentatore del museo che e’ nel contempo ambiente di studio, sperimentazione e d’economia. L’industria racconta se stessa e lo fa con grande capacita’ espositiva e sintattica.
La mostra attuale, iniziata il 14 Maggio 2015 e che si protrarra’ sino al 6 Settembre, e’ dedicata alla fotografia industriale dura e pura o quantomeno quando se ne discosta, e’ soltanto per mostrare variazioni sul tema. Sempre ben documentata con l’eccezionale piccolo catalogo dato all’ingresso, ancora una volta non si resta delusi, anzi di tutte le mostre a tema viste sino ad ora, questa che e’ la piu’ generica e corale, viene incontro a chi come me ha la passione per la fotografia industriale in senso assoluto e ricerca la geometria perfetta nell’ordinata stratificazione di forme che la meccanica concede.
Da un lato quindi s’esalta l’aspetto estetico solo fino ad un certo punto casuale dal momento in cui l’ordine e’ eleganza e l’eleganza e’ Bellezza ma nel contempo si sottolinea l’aspetto etico di un’industria sempre meno soggetta all’espansione meccanica incontrollata e altresi’ soggetta e rigide regole di programmazione.
Non v’e’ dubbio che molte fotografie, pensiamo agli stabilimenti Ferrari ritratti da Olivio Barbieri o agli impianti di Carlo Valsecchi, nascono a fini di propaganda, riuscendoci molto bene per quanto s’intende, lo splendore, l’ordine, l’eleganza e la luminosita’ di certi ambienti e’ per forza di cose artefatta. Ad ogni modo non siamo qui per discutere di etica, semmai e’ proprio il Mast e proporre nuove analisi attraverso le foto di Jim Goldberg o Sebastiao Selgado con l’altra faccia dell’industrializzazione. Anche Jacqueline Hassink, Allan Sekula e Bruno Serralongu pongono interrogativi talvolta polemici, altri ironici, all’interno dell’industria stessa, dei suoi uomini e del loro ambiente di lavoro.
A corredo, due proiezioni su cio’ che resta quando l’uomo e suoi manufatti lasciano l’ambiente di lavoro e degli effetti che l’ambiente subisce. Insomma non solo luci ma anche ombre e appunto, c’e’ da dar merito al Mast di non trascurare questo aspetto.
Come detto tante sono le mostre tematiche alle quali ho assistito, ma questa e’ certamente tra le migliori in assoluto e comunque il Mast resta un ambiente formidabile da visitare.

Pagina ufficiale Mast.

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