Transcendence – Wally Pfister

TranscendenceIn un futuro nemmeno troppo lontano lontano, Johnny Depp e’ il geniaccio ad un passo dalla creazione della prima intelligenza artificiale. C’e’ quasi arrivato ma manca quel nonsoche’ che in fondo fa differenza tra l’umano e l’artificiale seppur molto evoluto. La soluzione arriva da un gruppo di terroristi, nello stile di quelli con le maschere copiate nemmeno originali, delinquenti come le cronache ci raccontano, che compensano la mancanza d’intelligenza con la violenza e infatti dopo averlo avvelenato col plutonio, non gli resta che tentare l’inedito esperimento di uploadarsi dentro la macchina. Cosi’ fa ed ecco che l’essenza mancante alla macchina, giunge con l’intelligenza umana. Ora Depp e’ nella rete e con l’aiuto della moglie, costruisce una fortezza e ci sviluppa incredibili nanotecnologie con le quali salva la natura, guarisce gli infermi, resuscita i morti.
Peccato che allo stesso tempo controlla le menti, le borse mondiali e inizi a organizzare un proprio esercito personale.
Ci sta che ad un certo punto a qualcuno di nome Stato Sovrano, la cosa non garbi troppo e alleandosi coi no-qualcosa visti sopra, ingaggia una battaglia che avra’ effetti disastrosi per l’umanita’.
Non per colpa di Depp ovviamente.
Wally Pfister, grande esperienza come direttore della fotografia ma alla sua opera prima, si muove egregiamente, in special modo sotto la responsabilita’ di realizzare una sceneggiatura che faceva gola a molti e con star di prima grandezza quali Depp, Freeman, Bettany. Fin qua va tutto bene, nel complesso il film lo si segue con grande attenzione ed interesse ma sullo script ci sarebbe da dirne e dirne tante e tutte tremende.
Non lo faro’ o almeno cerchero’ di limitarmi perche’ parliamo di uno di quei film che creano fideismi incontrollati contro i quali la ragione non puo’ nulla. Ammetto pure un pizzico di fissazione ma non sono il solo, che mi ha indotto a condannare senza appello la tragedia che fu "Her", in un confronto non improprio dal momento in cui entrambi fanno parte di quella nuova ondata d’amore cosmico universale che comprende cani, gatti, radicchi, rocce e ora anche computer e telefonini. Con miele e fiele si potrebbe dire che il succo del discorso e’: "il vostro Dio era un alieno tecnologico, i vostri cellulari da mille euro sono la Verita’ e voi siete merde ingrate" ma non e’ neppure questo il punto. Cio’ che infastidisce veramente e’ il gioco di prestigio buono per i lenti di pensiero, ai quali si presentano domande sbagliate come fossero le sole possibili, dove si punta alle stelle mostrando pero’ solo il dito.
Se e’ stato intenzionale allora parliamo di brutta gente faziosa, diversamente di stupidi e profondamente ignoranti. Se per smontare il punto centrale che verte sull’indefinibilita’ dell’essenza umana basta Cartesio con "cogito ergo sum", restando nella cibernetica, la pellicola si squaglia ontologicamente da sola. 
Il citato Turing oggi piu’ famoso per essere un pederasta infelice piuttosto che un grande matematico, applico’ nel suo celebre Test, il teorema d’incompletezza di Godel a un sistema meccanico, in sostanza il fatto stesso che Depp-cibernetico costruisca la propria mente, e’ per definizione, prova di quella coscienza che per tutto il film si mette in dubbio, percio’ gia’ dopo pochi minuti, il film non ha piu’ senso sotto un profilo teorico, pratico, filosofico, epistemologico in senso stretto e neppure matematico. Tolto questo, che s’ignori la semplice realta’ di fatto che un’intelligenza amplificata migliaia di volte non possa essere la medesima per cosi’ dire normale, lo dice il buon senso, lo racconta la letteratura fantastica e non. Se cio’ poi non bastasse, dovremmo aver visto abbastanza fantascienza, tipo"Terminator", "Il tagliaerbe" o i meno celebri "Generazione proteus" o "Saturn 3".
Fecero di meglio gli sceneggiatori di "Star Trek:The Next Generation" nell’episodio "La misura di un uomo", persino nel primo "Tron" il trasferimento di coscienza dentro un sistema informatico aveva piu’ senso.
Non parliamo poi dell’orrore ideologico di chi sostiene la meravigliosa idea che recuperare la vista o l’uso delle gambe valga il divenire letteralmente un burattino. Senza una scelta a priori ovviamente.
Percio’ discutere se Depp sia ancora lui, dovrebbe almeno suscitare qualche piccolo dubbio. 
D’altronde non conosciamo gli effetti psicologici del raddoppio d’intelligenza ma il dimezzamento si, diversamente non si spiegherebbero i film di Ozpetek o gli entusiasti del nuovo cinema iraniano.
Tutto sbagliato quindi? Si ma rassegniamoci, la decostruzione dell’individuo e’ in atto da tempo, questo e’ solo un nuovo tragico capitolo. E’ uscito da poco il nuovo orologino, siate felici.

Scheda IMDB

4 Responses to Transcendence – Wally Pfister

  1. lapinsu scrive:

    Ottima rece (che condivido in toto) ma ti sei sprecato troppo.
    Trascendence è merda e le tue dotte spiegazioni contrastano troppo con sterco del film, correndo quasi il rischio di rivalutarlo agli occhi degli stupidi che – essento per l’appunto troppo stupidi per capire – potrebbero fraintendere le tue parole.

    PS: l’unico e vero mistero generato da questo film è come possa ancora vere credito Johnny Depp dopo una decade di film talmente brutti da non essere nemmeno considerabili cinema.

    • Si, hai ragione, ho trasceso pur avendo premesso che non mi sarei dilungato con troppe spiegazioni. E’ che uno di quei film che sotto molti punti di vista fa persino incazzare e si e’ capito. Si poteva fare molto, si doveva fare molto, invece la strada del volemese bene ha vinto e lo ha fatto nel modo piu’ scorretto possibile ed e’ difficile da sopportare.
      Su Depp invece ho ancora fiducia, pur non avendone imbroccate troppe. Spero per lui che possa cambiare manager come ha cambiato moglie e visto il pezzo di fig…liola che s’e’ sposato…

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