The Anomaly – Noel Clarke

The AnomalySvegliarsi dentro ad un furgone non e’ bello, tantopiu’ se si e’ in compagnia di un ragazzino legato, ancor meno scoprire di avergli ammazzato la madre ed essere uno dei rapitori.
Poi blackout, un nuovo risveglio questa volta in sella di una bionda fenomenale, peccato solo sia proprieta’ di una banda di delinquenti dell’est ai quali il concetto di schiavitu’ pare normale.
La coscienza pare durare una decina di minuti alla volta e in questi dieci minuti, il nostro eroe scopre di essere telecomandato da uno scienziato e suo figlio, con la strana idea di conquistare il mondo attraverso il possesso mentale della popolazione mondiale.
Noel Clarke e’ regista e interprete principale, scrive e produce e si cuce addosso un personaggio molto ganzo, intraprendente e intelligente, una specie di guerriero invincibile che alla fine risolve brillantemente un caso impossibile.
L’idea e’ interessante e stimolante, capire dieci minuti alla volta che ti sta succedendo, sventare nel contempo un complotto mondiale, salvare un orfano e strafarsi di bionda mozzafiato. Forse un po’ troppo e alla fine il soggetto si schianta su se stesso sotto il peso di troppe concomitanze che altrimenti non potrebbero risolvere il garbuglio della storia.
Percio’ Clarke fa il passo piu’ lungo della gamba ma nel contempo regala qualche buon spunto, un certo grado di attenzione che sfuma verso il finale, peraltro pacchianissimo ma compensato da bei combattimenti ottimamente coreografati e ben girati.
Alla fine non mi sento di bocciare il film per quanto non sia piaciuto affatto. Apprezzo l’idea, non nuova ma ben elaborata, la regia che cerca di essere originale e talvolta ci riesce, in fondo ben interpretato, discreto Clarke, bravo Ian Somerhalder e poi ha quel sapore british che sui nuovi action movie, regala una marcia in piu’.
Merita una chance.

Scheda IMDB

2 Responses to The Anomaly – Noel Clarke

  1. lapinsu scrive:

    Ti confesso che a parte la stratopassera bionda non avevo trovato granchè in questo film.
    Effettivamente l’idea di base è buona, ma ho avuto la costante impressione che fosse sviluppata in maniera frettolosa, senza slancio e con poca inventiva.

    • Lo salvo per la regia perche’ alla fine regge, offre bei momenti d’azione, i pochi effetti speciali fanno il loro dovere e via dicendo. Poi c’e’ la storia, ottima l’idea per quanto irrealizzabile nel concreto se non con i compromessi fatti di coincidenze grottesche e situazioni poco sensate (“Paycheck” ad esempio e’ anni luce avanti). Il finale e’ tragico nella sua banalita’ e certo Clarke s’imbroda cucendosi addosso un supereroe.
      Soprattutto pero’ lo premio per rabbia perche’ continuo a pensare che se e’ vero che il cinema italiano non puo’ gareggiare con quello statunitense, almeno con quello inglese si e noi anche robetta cosi’ non sappiamo farla percio’ la sufficienza la raggiunge con l’intenzione.

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