Ghost – Richard Matheson

GhostUna coppia in crisi, lui ha da farsi perdonare un tradimento ma tolto questo venti anni insieme possono essere tanti e diventare nonni non alza il morale. Perche’ non tornare ai tempi della luna di miele, magari nei luoghi che hanno coronato la loro felicita’?
Per David e Ellen pare una buona idea, soltanto che l’inverno e’ alle porte e le zone di mare si sa, possono mettere tristezza. Inoltre la casa che affittarono non c’e’ piu’ e la nuova non pare troppo accogliente. Poco importa se serve a riacquistare la serenita’ perduta ma ad un certo punto compare una donna misteriosa, giovane, bellissima e per David e’ impossibile resistere, specie quando e’ lei a concedersi con ardore. Qualcosa pero’ inizia a non funzionare e le cose non stanno certo come sembrano. anzi sono molto peggio.
Romanzo del 1982, puro Matheson da piccolo schermo e con questo intendo che l’atmosfera minimale da episodio alla "Twilight zone" o di certi prodotti televisivi anglosassoni dell’epoca e’ chiarissima, depurato ovviamente della fortissima componente erotica che imperversa tra le pagine in qualche momento anche con eccesiva enfasi.
Mi ha ricordato "E se oggi… fosse già domani?" e sara’ l’atmosfera, sara’ l’isolamento di una coppia dentro una grande casa, sara’ il maltempo che imperversa, il freddo tra le mura ma soprattutto le entita’ che la abitano a creare forti paralleli. Stile essenziale ma che non fa mancare nulla, Matheson pare mettere anche qualcosa di suo e vista l’eta’ dei protagonisti di poco inferiore alla sua di quel tempo, forse c’e’ anche altro dietro la storia, del resto anche David e’ uno sceneggiatore televisivo. Pure il finale e’ televisivo, doppia conclusione con sorpresa.
Possiamo certamente dirla opera minore, in parte scontata, in parte gia’ vista e che si regge solo grazie al suo autore la cui classe non si discute. Un giovane lettore, tolto il lato pruriginoso, potrebbe appassionarcisi o forse proprio al pruriginoso, farne un grande libro.
Ad ogni modo puo’ piacere, la lunghezza non e’ eccessiva e una prova si puo’ fare.
Ecco, magari Fanucci farebbe meglio a mettere un titolo meno esplicito, tra titoli e prefazioni non ne imbroccano una…

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