Videoarte a Palazzo dei Diamanti. 1973-1979 (Ferrara, 3-10-2015)

Videoarte a Palazzo dei DiamantiSono abbastanza vecchio da avere un ricordo del televisore come oggetto esoterico, quasi magico. L’idea formidabile del mondo comodamente a casa vostra, rimase intatta per gran parte degli anni ’70 mescolandosi poi allo stupore tecnologico del primo colore a 30 pollici, densissimo, abbagliante, osceno, a sottolineare e anticipare l’idea di una realta’ tanto satura quanto artificiale.
La videoarte nasce sì sotto la spinta dei tempi ma soprattutto grazie alla diffusione di hardware sempre piu’ compatto ed economico, onda tecnologica iniziata prima nel grande impero e giunta inevitabilmente in ritardo anche da noi. Chiaro quindi che l’irresistibile richiamo all’arte per chi poteva, economicamente e tecnicamente, fece si che la passione per il mezzo si tramutasse in girati nei quali lo spirito d’avanguardia compensava talvolta carenze di altra natura.
Il fascino della videoarte in fondo e’ anche nel discernere l’estro dall’insignificante astrusita’, eppure ci s’incanta di un’epoca vicinissima che percepiamo pero’ distante eoni causa l’enorme distanza tecnico.
Ferrara fu culla di un importante centro di sperimentazione e oggi ricorda gli anni in cui il Centro di Video Arte sfornava opere di Plessi, Janus, Kubisch o Gianikian che negli anni successivi fecero il giro d’italia e approfittando del lavoro di restauro compiuto dal DAMS di Gorizia – Universita’ di Udine. tornano a casa per una breve apparizione pubblica. La mostra iniziata il 26 Settembre terminera’ il 18 Ottobre, in un piccolo spazio all’interno del Palazzo dei Diamanti che comprende diversi televisori, rigorosamente vecchi CRT, con tre video in rotazione ognuno, alcune teche con materiale originale dell’epoca e una nutrita  serie di fotografie dei protagonisti e dei loro lavori. Inutile dire che la qualita’ del girato ha diversi gradi di interesse e importanza. Personalmente trovo le riprese delle performance meno interessanti delle sperimentazioni vere e proprie, quantomeno perche’ l’onda lunga Fluxus aveva gia’ allora detto tutto o quasi mentre la ricerca che si spinge ad esplorare le nuove possibilita’ del medium televisivo, offre ancora oggi qualche spunto interessante.
Anche l’ingenuita’ rientra nel piacere del recupero laddove l’esperienza d’oltreoceano e’ evidente e una candid camera a quel tempo, faceva arte.
Pur restando lontani dalla potenza espressiva dei Warhol, Paik, Viola e che piaccia o no ci metto anche la Abramovic, idee ce ne sono e comunque l’interesse resta immutato per quanto e’ da dire, la rotazione dei video su singolo schermo e’ problematica quando la durata supera i 20 minuti, oltretutto stando in piedi e non permettendo piu’ di qualche spettatore alla volta. Vero e’ che lo spazio e’ compatto, ok gratuito ma qualcosa si poteva fare.
Benemerita comunque l’organizzazione, mi e’ piaciuta, mi e’ piaciuto anche il catalogo che consiglio cosi’ come il bookshop offre alcune preziosita’. Un giro che il Palazzo dei Diamanti merita sempre e comunque.

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